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Ski Alp Race 2018 – Il solandro Davide Magnini trionfa sulle montagne di casa!

Per lui I posto nella categoria "Under 23" e V posto assoluto


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Una vittoria dal sapore di casa.

Potrebbe essere riassunta così la grande prestazione di Davide Magnini, giovane solandro, nella finale di Ski Alp Race della categoria Under 23. Oltre alla vittoria di categoria per lui anche un quinto posto assoluto nella competizione vinta dal campione valtellinese Robert Antonioli.

Un ottimo risultato personale dal gusto più dolce appunto per averlo raggiunto sulle "montagne di casa". La due giorni di finali infatti si è tenuta il 7 e 8 aprile a Madonna di Campiglio.

Dopo i dovuti e meritati festeggiamenti Davide si racconta e traccia un resoconto sulla stagione appena terminata.

“Sky Alp Race – Dolomiti di Brenta”. Vittoria di categoria e quinto posto assoluto. Ti aspettavi un risultato così positivo? Come sei arrivato a questo appuntamento?

Questa per me era la prima stagione nella categoria senior e mai mi sarei aspettato di fare degli ottimi risultati come quelli ottenuti. Ovviamente correre nella categoria assoluta è molto più dura rispetto alle categorie giovanili per ovvi motivi. Le gare sono più lunghe ed i ritmi sono molto più alti. Dopo aver vinto il Tour du Rutur, gara molto lunga e intensa durata tre giorni disputata due settimana fa assieme al mio compagno di squadra Michele Boscacci, ero abbastanza stanco e tenere il ritmo dei Top atleti a livello mondiale sapevo che sarebbe stata molto dura.

Quale era il reale obiettivo per la finale?

L’obiettivo sicuramente era quello di fare bene nella gara individuale, la specialità che prediligo. Due fattori mi hanno spinto a dare un qualcosa in più in gara: onorare questa stupenda gara e la presenza di tutti i miei amici e familiari presenti sul percorso per incitarmi. Dopo gli ottimi risultati ottenuti durante l’inverno in giro per l’Europa, non potevo deluderli proprio nella finale di casa. Inoltre, ho corso anche la “Sprint” perché nella classifica overall di coppa del mondo della categoria assoluta ero quarto a soli 5 punti dal mio avversario Orioll Cardona. Nel corso di questa stagione l'ho sempre battuto nelle gare distance mentre sulle sprint sapevo già che sarebbe stato impossibile batterlo e quindi ho cercato di dare il mio meglio in tutte le gare per cercare di raggiungere quel sogno del podio assoluto nella generale di Coppa.

Tra i partecipanti sei stato uno dei pochi trentini. Cosa ha significato per te gareggiare sulle montagne di “casa”?

Avere la possibilità di vestire i colori della nazionale italiana in una gara internazionale che si svolge sulle montagne di casa è un grade onore e una grande soddisfazione. Correre inoltre al fianco di tutti i famigliari, amici e fans che si sono precipitati sul percorso a tifarmi è stata un’emozione unica e spero di aver regalato loro le stesse sensazioni.  

La disciplina dello sci d’alpinismo è in forte crescita negli ultimi anni. Come giudichi il movimento sportivo? E quali sono i segreti per ottenere prestigiosi risultati come la partecipazione alle finali di Coppa del Mondo? 

È uno sport affascinante, a diretto contatto con la natura e che ti permette di vivere a pieno la montagna in ogni sua sfaccettatura, donandoti un senso di libertà altissimo per il semplice fatto che siamo noi stessi a decidere dove e come muoversi. Inoltre essendo uno sport individuale di resistenza, rappresenta un continuo e costante tentativo di superare i propri limiti cercando di portare al massimo le nostre capacità per conquistare quelle vette che appaiono così irraggiungibili. Per questo nella nostra società che ci lega sempre di più ad ambienti e lavori chiusi, magari davanti ad uno schermo, lo sci alpinismo diventa l’attività perfetta per staccarsi e sfogarsi all’aria aperta.

Segreti direi che non ce ne sono, ci vuole impegno, costanza e determinazione durante tutto l’arco dell’anno perché la preparazione comincia già in estate. Ovviamente, per arrivare a determinati risultati, ci vuole anche un pizzico di fortuna.

Nonostante la tua giovanissima età, come ti sei approcciato alla disciplina? Com’è la vita di un atleta professionista?

Ho praticato molti sport in passato dalla discesa allo sci di fondo, fino al salto con gli sci. A dieci anni ho iniziato ad andare con le pelli di foca insieme a mio papà il quale, praticando da tempo questo sport a livello agonistico, mi ha trasmesso la sua grande passione per questa attività e soprattutto per la montagna. Da subito ho cominciato a seguirlo, prima nei raduni della valle, poi anche nelle competizioni più importanti fino a quando ho cominciato anch'io con le prime gare Fisi quando avevo 14 anni.

Grazie agli ottimi risultati che sono arrivati fin da subito, sono entrato nella nazionale italiana con cui ho gareggiato e gareggio tuttora in giro per l’Europa da ormai sette anni. Nelle categorie giovanili ho ottenuto spesso ottimi risultati sia nelle competizioni nazionali che internazionali riuscendo così ad entrare a far parte della squadra del CS Esercito. Da quando sono diventato un atleta professionista diciamo che la mia vita ruota un po’ tutt’attorno allo sport sia durante l’estate ma soprattutto nel periodo di gare invernali; nonostante ciò ho comunque deciso di portare avanti gli studi, frequentando un corso di ingegneria dei materiali a Trento. Le mie giornate quindi risultano spesso molto caotiche e piene per riuscire a seguire tutti i vari impegni senza rinunciare al mio allenamento quotidiano.

Nel corso dell’anno ci sono varie tappe della Coppa del Mondo. Si visitano quindi diverse location turistiche. Come giudichi l’offerta che Madonna di Campiglio e, più in generale, il Trentino offre per le discipline degli sport invernali?

Il Trentino possiede una conformazione montuosa perfettamente adatta alla pratica dello sci alpinismo, sia su percorsi più bassi e facili vicini alle vallate, sia per le grandi classiche sci alpinistiche di primavera sulle cime e ghiacciai più alti. In particolare se parliamo di Madonna di Campiglio, ci troviamo, a mio parere, in uno dei posti più belli al mondo per la pratica degli sport invernali. Non a caso dal 2009 le Dolomiti sono diventate Patrimonio dell’umanità. Inoltre, le strutture e le associazioni presenti sul territorio, assieme ad inverni per lo più rigidi e nevosi, permettono a tutti i gli appassionati, esperti e non, di avvicinarsi al mondo dello sci alpinismo o di qualsiasi altro sport con estrema facilità.

M.Mae.

Credits image - Davide Magnini e Ski Alp Race 2018

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