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<title>Quov.it - Lasciati ispirare da un Trentino di cultura, tradizione ed eventi</title>
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<description>Quov.it - Lasciati ispirare da un Trentino di cultura, tradizione ed eventi - RSS</description>
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<title>Stazione Cultura | Seconda stagione -&gt; da Napoli a Torino, passando per Bolzano</title>
<link>https://www.quov.it/it/stazione-cultura-seconda-stagione-da-napoli-a-torino-passando-per-bolzano</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/father-son-mann,7351.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Il web, la rete o internet che dir si voglia &egrave; il posto che ci permette di viaggiare nella cultura... un viaggio che possiamo affrontare con il podcast "Stazione Cultura".&nbsp;</p>
<p>Dopo il successo della prima stagione, &egrave; tutto pronto per la seconda! <br />La nostra prima fermata in questo episodio &egrave; Napoli&hellip; ci sposteremo poi a Bolzano... e termineremo la nostra corsa a Torino!</p>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=64811203&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=false&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Partiamo per&ograve; da&nbsp;Napoli&hellip; senza ombra di dubbio la citt&agrave; partenopea offre a residenti e turisti tantissime opportunit&agrave;&hellip; tra queste, solo per citarne alcuni, gli scorci di Spaccanapoli, la via per eccellenza della citt&agrave; oppure Piazza del Plebiscito nel cuore del centro storico. Insomma, Napoli &egrave; senza dubbio una citt&agrave; contemporanea.. e allo stesso tempo ricca di storia grazie proprio alle sue radici che affondano in un lontano passato. <br />Un passato che, grazie al Museo archeologico nazionale di Napoli, conosciuto anche con l'acronimo di MANN rivive attraverso le tante opere che conserva al suo interno.</p>
<p><br />Un ente istituito nel 1777 da Ferdinando IV, che vi fece riunire tutte le collezioni d&rsquo;arte appartenenti ai Borboni. Ad esempio la statuaria collezione Farnese, i ritrovamenti provenienti dall'area vesuviana, in particolar modo da Pompei, Ercolano e Stabia, nonch&eacute; la collezione egizia, la prima in ordine cronologico in Italia.</p>
<p>Una realt&agrave; che ora andiamo a scoprire iniziando assieme ai nostri ospiti a visitarla e a &ldquo;viverla digitalmente&rdquo; anche in diverse epoche. Questo perch&eacute; la citt&agrave;, proprio grazie al MANN, dal 2017 entrata nel mondo del gaming. <br />Non serve essere un appassionato del settore, perch&eacute; il gioco &egrave; destinato a grandi e piccini. Si tratta di Father and son, una produzione realizzata da <a target="_blank" href="https://www.tuomuseo.it/" rel="noopener">TuoMuseo</a>.</p>
<p>Prima di capire come approcciarci a questo gioco e dove trovarlo&hellip; ci facciamo raccontare qualcosa di pi&ugrave; sulla sua nascita da uno dei soci di tuo museo Mirko Marchitelli.</p>
<p>&laquo;Se &egrave; vero che in una famiglia non esiste un figlio preferito, &egrave; altrettanto vero che per la famiglia di Tuo museo Father and Son &egrave; sicuramente il figlio maggiore, quello che un po' ci ha messo sulla mappa. Father and Son &egrave; il primo videogioco mai prodotto da un museo archeologico, nel caso specifico il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed &egrave; stato sviluppato proprio da noi in Tuo Museo.<br />Questa avventura nasce nel 2015 e arriva poi, diciamo, al grande pubblico con la pubblicazione del video nel 2017. Che cos'&egrave; Father and Son? Father and Son &egrave; un gioco 2D a scorrimento orizzontale da una grafica molto semplice che narra la storia di Michael.<br />Michael &egrave; questo ragazzo che arriva a Napoli per riscoprire un po' la figura di suo padre, con cui non ha mai avuto un ottimo rapporto, ma suo padre &egrave; stato uno degli archeologi pi&ugrave; importanti, dei funzionari pi&ugrave; importanti, appunto, del Museo Archeologico Nazionale.<br />Ecco allora che la vicenda un po' di Michael in realt&agrave; diventa un pretesto narrativo, una cornice narrativa dove si inseriscono di diverse vicende, diverse storie che legano il museo, le sue collezioni in particolare i suoi tre nuclei tematici, quindi quello pompeiano, quello farnesiano e quello egizio alla storia di Napoli e quindi il giocatore viene catapultato nelle 24 ore che precedono l'eruzione di Pompeia al 79 dopo Cristo nella nell'antica Roma e ancora l'et&agrave; borbonica fino alla Napoli odierna che &egrave; stata ricostruita da bravissimi artisti grafici la citt&agrave; di Napoli, appunto, in una chiave videoludica che per&ograve; permette comunque al giocatore di immedesimarsi e di conoscere anche la citt&agrave;, quindi non &egrave; stato solo e non &egrave; solamente uno strumento del museo, ma diventa proprio uno strumento pi&ugrave; di valorizzazione del della citt&agrave; e del suo patrimonio&raquo;.</p>
<p>Adesso che abbiamo capito un po&rsquo; meglio di cosa si tratta e come &egrave; nato&hellip; non ci resta che iniziare il nostro viaggio online&hellip; per provare a vivere questa esperienza &ldquo;digitale&rdquo;. <br />Per prima cosa&hellip;ci serve un supporto tecnologico &ndash; che sia un tablet, un pc o uno smartphone - e un collegamento ad internet. <br />Da qui il passo &egrave; breve, cominciamo con un salto sul sito dedicato a questo gioco: <a href="http://www.fatherandsongame.com">http://www.fatherandsongame.com</a>. Qui si trovano i link sia all&rsquo;apple store che a google play dove &egrave; possibile effettuare il download. <br />Ora possiamo cominciare, trasformandoci in Michel, leggendo la lettera e poi uscendo tra le vie di Napoli per raggiungere il Museo.<br />Un gioco quindi, ma anche un&rsquo;iniziativa molto importante&hellip; come ci racconta Elisa Napolitano, dell&rsquo;area educazione del MANN.</p>
<p><br />&laquo;Father and Son &egrave; stata un'esperienza pionieristica. Nel 2017 il MANN, allora diretto da Paolo Gilirini, &egrave; stato il primo museo archeologico a produrre un videogame, puntando tantissimo con questo e con tanti altri prodotti digitali e non su nuovi linguaggi per comunicare con il pubblico e soprattutto con il non pubblico, cio&egrave; quella ampia fascia di persone non si avvicina autonomamente ad un museo, tanto pi&ugrave; se archeologico.</p>
<p>L'obiettivo di questo progetto era rafforzare, diffondere l'immagine del museo e della citt&agrave;, perch&eacute; Father and son riproduce anche 3 km di strade di Napoli ad un livello internazionale. Si &egrave; puntato su uno storytelling incentrato sul rapporto difficile tra un padre e suo figlio per creare un coinvolgimento emozionale tra il giocatore e il museo.</p>
<p>Attraverso la storia del protagonista che proprio al museo cerca le tracce di questo padre archeologo. Il giocatore nei panni di Michael pu&ograve; anche effettuare delle scelte, quindi pu&ograve; interagire con la storia e cambiarne l'andamento. Questo &egrave; risultato molto coinvolgente, &egrave; una caratteristica del game che i giocatori hanno molto apprezzato.</p>
<p>Al coinvolgimento emozionale concorre anche il meccanismo dei salti indietro nel tempo che si attivano quando il giocatore incontra lungo il suo percorso le opere del Mann. Molto coinvolgente, ad esempio, nella sua drammaticit&agrave; ritrovarsi nella Pompei del 79 d.C. durante l'eruzione del Vesuvio e dover operare delle scelte che possono cambiare gli esiti della vicenda.</p>
<p>Il videogame ha avuto un successo superiore alle aspettative con 5 milioni di download in tutto il mondo. Gradualmente, infatti, &egrave; stato tradotto da due a 10 lingue in 3 anni, dal 2017 l'anno del lancio al 2020. Proprio per accompagnare questo successo e rilanciare progressivamente il game in nuovi contesti come la Cina, la Russia o il Giappone, ad esempio&raquo;.</p>
<p>La possibilit&agrave; quindi di raggiungere il pubblico digitale si &egrave; poi allargata al pubblico reale, come aggiunge Elisa.</p>
<p>&laquo;Obiettivo secondario, ma non meno importante del game era provare a tradurre poi questa utenza digitale in pubblico reale. Alcuni contenuti di gioco extra sono disponibili infatti solo visitando il museo geolocalizzandosi al MANN. Ecco, questo ha generato 40.000 geolocalizzazioni, quindi altrettanti nuovi visitatori reali. Anche questo &egrave; stato un risultato importante.</p>
<p>Questo successo infatti ha portato il Mann a lanciare un secondo episodio di Father and Son con una nuova protagonista legata al precedente Michael da una relazione sentimentale. Il sequel &egrave; dedicato infatti al tema dell'amore universale e senza tempo, amore che attraverso i salti indietro nel tempo ci porta a incontrare, ad esempio, Cleopatra o a vivere le vicende della Seconda Guerra Mondiale&raquo;.</p>
<p>Possiamo quindi giocare con il Mann&hellip; ma senza dimenticare che le modalit&agrave; attraverso cui, gli internauti culturali come noi, possono seguirlo sono tante. Sicuramente un salto sul sito <a href="http://www.museoarcheologiconapoli.it">www.museoarcheologiconapoli.it</a>&nbsp;pu&ograve; aiutarci a contestualizzare al meglio il Museo. Al suo interno infatti troviamo tutte le informazioni sulle Collezioni, gli eventi, le mostre in corso e le proposte legate alla didattica. <br />Una proposta veramente interessante per gli appassionati e non &egrave; la possibilit&agrave; di visitare il museo attraverso dei percorsi digitali utilizzando una piattaforma che abbiamo gi&agrave; avuto modo di conoscere. Ci spostiamo infatti su Google arts and culture dove possiamo passeggiare tra le sale del museo <a href="https://artsandculture.google.com/partner/national-archaeological-museum-of-naples?hl=it&nbsp;">https://artsandculture.google.com/partner/national-archaeological-museum-of-naples?hl=it</a>&nbsp;scegliendo percorsi tematici o dando un&rsquo;occhiata alle opere che vi sono esposte. <br />Proprio come aggiunge Elisa Napolitano.</p>
<p><br />&laquo;Il museo &egrave; presente in ambiente digitale anche attraverso le grandi piattaforme come Google Arts and Culture, dove non solo &egrave; possibile fare una visita virtuale del museo, ma anche vedere in altra risoluzione oltre 800 opere tra affreschi, sculture, gemme, gioielli, epigrafi o ancora scegliere di approfondire dei temi specifici.</p>
<p>Abbiamo pubblicato infatti diversi percorsi tematici delle raccolte di opere sulla base di un tema come i ritratti romani dall'area vesuviana, in affresco, tra questi ci sono alcune delle opere iconiche del museo, come la cosiddetta Saffo o anche una raccolta degli ori della Magna Grecia, di strumenti medico-chirurgici da Pompei, una raccolta di manifesti elettorali con tanto di candidati e frasi di propaganda nelle iscrizioni&raquo;.</p>
<p><br />Non solo&hellip; tante informazioni sulle collezioni del Mann e gli approfondimenti sono fruibili anche su <a target="_blank" href="https://www.youtube.com/channel/UC0aQSzv5pUVb7pAdbRz-FAQ" rel="noopener">YouTube</a>&hellip; fin qui sicuramente le piattaforme citate sono tra le principali&hellip; ci spostiamo quindi su <a href="https://sketchfab.com/MANN">https://sketchfab.com/MANN</a>&nbsp;<br />Qui si trovano dei modelli&hellip;. visibili niente di meno che in in 3D.&nbsp;</p>
<p>&laquo;Il MANN digitale &egrave; presente sui principali social e sulle piattaforme di condivisione di contenuti.</p>
<p>&Egrave; su YouTube dove, organizzati in playlist &egrave; possibile trovare video documentari, brevi video racconti dedicati alle opere del museo, le conferenze live degli incontri di archeologia dall'Auditorium che sono conferenze destinate a tutti esperti e non, ricostruzioni virtuali e video accessibili destinati ad esempio a persone sorde in lingua italiana e internazionale dei segni.</p>
<p>Analogamente il museo ha una pagina Sketchfab dove gli utenti digitali possono trovare i modelli 3D di moltissime opere da zoomare, esplorare e condividere. La bella chioma riccia dell'Ercole Farnese, ad esempio, parliamo di un'opera scultoria alta oltre 3 m, pu&ograve; essere osservata a 360&deg; in ogni suo dettaglio, Ricciolo per ricciolo.</p>
<p>Una possibilit&agrave; che dal vivo comunque non &egrave; data e il potenziale dei modelli 3D &egrave; enorme con applicazioni interessanti in tanti campi per studiosi, per curiosi di ogni et&agrave; e utenti da ogni parte del mondo. Invito tutti ad esplorare questi canali per conoscere meglio il MANN e poi venire a visitarlo dal vivo&raquo;.</p>
<p>La citt&agrave; di Bolzano &egrave; pronta ad attenderci per scoprire assieme un&rsquo;opportunit&agrave; molto interessante legata a quello che viene considerato, non a caso, un sensazionale ritrovamento archeologico. Parliamo di &ldquo;&Ouml;tzi, l&rsquo;Uomo venuto dal ghiaccio&rdquo;, una mummia conservata al Museo Archeologico dell'Alto Adige, diventata una star mediatica oltre che importante oggetto di ricerca e reperto museale.<br />Grazie al tour "<a target="_blank" href="https://www.iceman.it/adulti/" rel="noopener">360&deg; Online Tour: visita guidata online per adulti alla mostra perman</a><a href="https://www.iceman.it/adulti/">ente</a>"... &egrave; possibile prenotarsi per una visita guidata ONLINE!</p>
<p>Infine, facciamo tappa a Torino. A Maggio la citt&agrave; del lingotto ospita il Salone Internazionale del Libro di Torino: un progetto dell'Associazione Torino, la Citt&agrave; del Libro, della Fondazione Circolo dei lettori e della Fondazione per la Cultura Torino. <br />Una grande festa della cultura e della lettura che ogni anno d&agrave; visibilit&agrave; ad un&rsquo;intera filiera, quella del libro appunto. E lo fa riunendo nel capoluogo autori, editori, aziende&hellip; ma soprattutto lettrici e lettori da tutta Italia.</p>
<p>Ovviamente, trattandosi di una fiera, l&rsquo;accento viene posto sulla visita in presenza&hellip; ma dal sito <a target="_blank" href="https://www.salonelibro.it/media-gallery.html" rel="noopener">www.salonelibro.it </a>, scegliendo dal menu laterale la Media gallery &egrave; possibile leggere, ascoltare o guardare i tanti contenuti pubblicati sul portale.</p>
<p>Credits music:<br />- Energetic Rock | Hiking Free Music by Alex-Productions &amp; Efficsounds | <a href="https://onsound.eu/">https://onsound.eu/</a>&nbsp;<br /><a href="https://www.efficsounds.co.uk">https://www.efficsounds.co.uk</a>&nbsp;<br />Music promoted by <a href="https://www.free-stock-music.com">https://www.free-stock-music.com</a>&nbsp;<br />Creative Commons / Attribution 3.0 Unported License (CC BY 3.0)<br /><a href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en_US">https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en_US</a>&nbsp;</p>
<p>- Island Breeze by Surf House Productions | <a href="https://surf-house-productions.bandcamp.com">https://surf-house-productions.bandcamp.com</a>&nbsp;<br />Music promoted by <a href="https://www.free-stock-music.com">https://www.free-stock-music.com</a>&nbsp;<br />Creative Commons / Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)<br /><a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/">https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/</a>&nbsp;</p>
<p>- Rise music<br /><a href="https://corporate-music-zone.bandcamp.com/">https://corporate-music-zone.bandcamp.com/</a>&nbsp;</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Mon, 11 Mar 2030 07:00:00 +0100</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 18 Mar 2025 17:57:45 +0100</lastBuildDate>
<published>Mon, 11 Mar 2030 07:00:00 +0100</published>
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<title>Il secondo episodio di Stazione Cultura ci porta a Roma, Mantova e Camogli</title>
<link>https://www.quov.it/it/il-secondo-episodio-di-stazione-cultura-ci-porta-a-roma-mantova-e-camogli</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/jessica-pellegrino-fotofox-21-rid,7223.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>La nostra prima fermata in questa puntata &egrave; Villa Borghese. Ripartiamo dunque dalla capitale, per visitare assieme uno dei pi&ugrave; grandi parchi romani ed i suoi edifici.</p>
<p>Una meta che potrebbe non essere tra le pi&ugrave; gettonate per i visitatori della Citt&agrave; eterna, ma che cela al suo interno moltissime opportunit&agrave; per gli internauti culturali come noi.</p>
<p>Grazie infatti ad un progetto podcast che accompagna i visitatori in presenza&hellip; scopriamo un percorso, in audio, costellato di notizie storiche e curiosit&agrave;. Possiamo infatti seguire le tante informazion che racchiudono gli episodi di questo progetto &hellip; per scoprire tutte le chicche sull&rsquo;ingresso monumentale che si affaccia sulla Via Pinciana&hellip; quello che si staglia verso il Giardino zoologico, oggi Bioparco, il Parco dei Daini o le sale del Museo di Zoologia con i suoi cinque milioni di esemplari minerali e animali.</p>
<p><a class="spreaker-player" href="https://www.spreaker.com/episode/in-viaggio-tra-roma-mantova-e-camogli--61198004" data-resource="episode_id=61198004" data-width="100%" data-height="200px" data-theme="light" data-playlist="false" data-playlist-continuous="false" data-chapters-image="true" data-episode-image-position="right" data-hide-logo="false" data-hide-likes="false" data-hide-comments="false" data-hide-sharing="false" data-hide-download="true">Ascolta "In viaggio tra Roma, Mantova e... Camogli" su Spreaker.</a></p>
<p>Il Giardino del Lago con il Tempietto di Esculapio ed i busti del Pincio e poi ancora la riscoperta della Casina Valadier, sorta sui resti di una cisterna romana, la Casina delle Rose, oggi Casa del Cinema, la Grotta dei Vini in cui il principe Borghese amava intrattenere gli ospiti in banchetti coronati dal profumo di fiori gettati dall&rsquo;alto.</p>
<p>E che dire del monumento di Goethe, simbolo della cultura tedesca, che, dopo la seconda guerra mondiale alcuni proposero di demolire&hellip; un&rsquo;iniziativa a cui, fortunatamente per noi, non si dette seguito.</p>
<p>Se consideriamo poi che questi sono solo la minima parte dei tesori che il Parco e la Villa celano.. beh, il nostro viaggio pu&ograve; cominciare.. partiamo dalla piattaforma di Spreaker e cerchiamo&hellip; <a target="_blank" href="https://www.spreaker.com/podcast/i-tesori-di-villa-borghese--5991140" rel="noopener">I tesori di Villa Borghese</a>&hellip;</p>
<p>E nel frattempo&hellip; ci facciamo spiegare meglio di cosa si tratta dal giornalista Simone Fattori, curatore per Z&egrave;tema Progetto cultura del progetto Podcast della sovrintendenza Capitolina ai beni culturali.</p>
<p>Essendo un podcast che si sofferma su alcuni punti di questo immenso luogo ad accompagnare chi come noi si affaccia sul digitale, ci pensa ancora google. S&igrave;, perch&eacute; la piattaforma che abbiamo gi&agrave; utilizzato per osservare alcuni dipinti nello scorso episodio, ovvero <a target="_blank" href="https://artsandculture.google.com/entity/villa-borghese/m03gnfn?categoryId=place" rel="noopener">Google arts and Culture</a> ospita una sezione dedicata a Villa Borghese ed all&rsquo;intera area.</p>
<p>Al suo interno possiamo quindi osservare cartoline fotografie e video storici che presentano questo scrigno romano.</p>
<p>Elementi ci permettono di rivivere inaugurazioni di mostre artistiche, spaccati di vita quotidiana, oltre a poter scrollare tra le sculture e i templi che ospita. <br /> Per i pi&ugrave; appassionati di arte e design, alcuni di questi dipinti, possono diventare il punto di partenza per &ldquo;giocare con l&rsquo;arte&rdquo; grazie alla funzione ArtRemix o ancora l&rsquo;idea per una fantastica cartolina grazie all&rsquo;intelligenza artificiale, con tanto di sonetto o poesia creata ad hoc per noi.</p>
<p>per approfondire questo luogo, possiamo visitare il sito della Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali. Possiamo quindi cercare <a href="http://www.sovraintendenzaroma.it">www.sovraintendenzaroma.it</a> e utilizzando la barra di ricerca digitare Villa Borghese&hellip; Ecco che il sito offre tantissimi contenuti per raccontare, tra immagini e testi, la storia di questa stupenda Villa. Nella stessa pagina poi, &egrave; possibile approfondire ancor di pi&ugrave; i temi cercando ad esempio maggiori informazioni sui suoi edifici, oppure sugli arredi architettonici, sulle fontane e sui giardini. Non possono mancare gli ingressi monumentali, i monumenti celebrativi e il Parco dei Musei cos&igrave; come il deposito delle sculture e ancora le accademie, gli istituti di cultura e i punti di informazione oltre al percorso naturalistico Primavera a Villa Borghese.</p>
<p>Una volta che la nostra &ldquo;cultura&rdquo; sul luogo &egrave; pi&ugrave; chiara&hellip; possiamo renderci conto della maestosit&agrave; di quest&rsquo;area utilizzando Google Earth&hellip; anche in questo caso ci basta utilizzare la barra di ricerca del nostro browser, inserendo una frase come Villa Borghese su <a target="_blank" href="https://earth.google.com/web/@41.9125198,12.48696315,55.3659925a,1705.97477768d,35y,-0h,0t,0r/data=OgMKATA" rel="noopener">Google Earth</a> ed&hellip; eccoci a sorvolare questo magnifico parco dall&rsquo;alto.</p>
<p>Ora per&ograve;&hellip; &egrave; tempo di salutare questo luogo ameno&hellip; ma prima di lasciare anche la capitale scopriamo con Simone, un&rsquo;altra opportunit&agrave; per tuffarci nel mondo dell&rsquo;arte grazie a &ldquo;<a target="_blank" href="https://www.spreaker.com/podcast/in-mostra--5854154" rel="noopener">In Mostra</a>&rdquo;. Un podcast che ci permette di fruire online di tante informazioni e chicche sulle grandi mostre inaugurate nella capitale.</p>
<p>Ci sono tante altre iniziative digitali promosse da Roma Capitale&hellip; ma avremo modo di tornare nell&rsquo;Urbe per raccontarli. Per noi infatti, ora, &egrave; giunto il momento di risalire in carrozza&hellip; ci sono ben 472 km che attendono di essere macinati per raggiungere la nostra prossima destinazione: Mantova.</p>
<p>Dal 4 all&rsquo;8 settembre Mantova ospita la 28esima edizione del Festivaletteratura. Come ogni anno, il settembre mantovano si apre tra le voci di scrittrici e scrittori da tutto il mondo riuniti dal festival letterario pi&ugrave; longevo d&rsquo;Italia. <br /> Largo quindi a pi&ugrave; di 300 incontri in 5 giorni con un Festival in grado di approdare nella citt&agrave; con tutta la potenza della letteratura. Un&rsquo;edizione che si interroga sulle guerre e sulle democrazie, mettendo a confronto le generazioni e guardando all&rsquo;Africa con altri occhi.<br /> Ovviamente &egrave; questo e molto altro visto che tra gli ospiti internazionali, per citarne solo alcuni, ci sono il Premio Nobel per la pace Maria Ressa, il Premio Pulitzer 2024 Nathan Thrall, il Booker Prize 2023 Paul Lynch e tanti altri&hellip;</p>
<p>Per chi come noi non potr&agrave; essere l&igrave;, non mancano le proposte&hellip; tra queste un salto sul sito web <a target="_blank" href="http://www.festivaletteratura.it" rel="noopener">www.festivaletteratura.it</a> &egrave; sicuramente un must. Non da meno &egrave; la possibilit&agrave; di scaricare l&rsquo;applicazione&hellip; nella sezione Video, possiamo seguire gli eventi in streaming ed anche ascoltare le interviste della redazione e i videoracconti del 2023. Un&rsquo;altra sezione interessante &egrave; quella dedicata ai Podcast per ascoltare le tante storie del Festival.</p>
<p>Eccoci pronti a tornare in stazione per raggiungere la nostra prossima ed ultima destinazione di questo episodio. Altri 240 km circa ci attendono&hellip; siamo in viaggio per la Liguria. La nostra fermata &egrave; Camogli.</p>
<p>Camogli, dal 12 al 15 settembre ospita l&rsquo;unidicesima edizione del Festival della Comunicazione ed il tema di quest&rsquo;anno &egrave; &ldquo;Speranze&rdquo;. Largo dunque a quattro giorni di grandi appuntamenti tra lectio, spettacoli, dialoghi, laboratori e quel che pi&ugrave; interessa a noi&hellip; i contenuti digitali fruibili anche da casa.</p>
<p>Il nostro punto di approdo in questo caso &egrave; il sito web <a href="http://www.festivalcomunicazione.it">www.festivalcomunicazione.it</a>&nbsp;dove &egrave; possibile non solo seguire gli appuntamenti in streaming ma anche, grazie alla sezione video, rivivere gli spettacoli, le grandi lectio, i dialoghi divertenti delle altre 10 edizioni del Festival.</p>
<p></p>
<p>Credits music:<br />- Energetic Rock | Hiking Free Music by Alex-Productions &amp; Efficsounds | <a href="https://onsound.eu/">https://onsound.eu/</a>&nbsp;<br /><a href="https://www.efficsounds.co.uk">https://www.efficsounds.co.uk</a>&nbsp;<br />Music promoted by <a href="https://www.free-stock-music.com">https://www.free-stock-music.com</a>&nbsp;<br />Creative Commons / Attribution 3.0 Unported License (CC BY 3.0)<br /><a href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en_US">https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en_US</a>&nbsp;</p>
<p>- Island Breeze by Surf House Productions | <a href="https://surf-house-productions.bandcamp.com">https://surf-house-productions.bandcamp.com</a>&nbsp;<br />Music promoted by <a href="https://www.free-stock-music.com">https://www.free-stock-music.com</a>&nbsp;<br />Creative Commons / Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)<br /><a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/">https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/</a>&nbsp;</p>
<p>- Rise music<br /><a href="https://corporate-music-zone.bandcamp.com/">https://corporate-music-zone.bandcamp.com/</a>&nbsp;</p>
]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Wed, 29 Aug 2029 14:30:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Thu, 13 Mar 2025 11:19:40 +0100</lastBuildDate>
<published>Wed, 29 Aug 2029 14:30:00 +0200</published>
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<title>Autori e natura si incontrano grazie a &quot;Un bosco di libri&quot;</title>
<link>https://www.quov.it/it/autori-e-natura-si-incontrano-grazie-a-un-bosco-di-libri</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/60a73caf-2de9-4fa3-844d-7bbcdbd2e975,7585.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Dopo il successo delle prime due edizioni, torna &ldquo;<b>Un bosco di libri</b>&rdquo;: la rassegna che unisce letteratura, cammino e natura nel cuore della Lessinia trentina. <br />Sei appuntamenti tra boschi, malghe e pascoli d&rsquo;alta quota, dove i libri si incontrano con il paesaggio e il dialogo con gli autori diventa esperienza condivisa.</p>
<p>Le date:</p>
<p><b>24 maggio | 28 giugno | 19 luglio | 1 e 16 agosto | 27 settembre -&nbsp;Sega di Ala</b></p>
<p>&ldquo;Un bosco di libri&rdquo; nasce da un&rsquo;idea semplice ma potente: portare la cultura dentro la natura, rallentando il ritmo e restituendo valore all&rsquo;ascolto, alla condivisione e al paesaggio. Gli autori incontrano il pubblico lungo un sentiero, condividendo con le persone presenti fatiche, paesaggi, soste e riflessioni nate in modo spontaneo.</p>
<p>L&rsquo;obiettivo della rassegna &egrave; valorizzare la Lessinia trentina attraverso la letteratura, ma anche riscoprire il valore della cultura e della lettura come strumenti di crescita personale e collettiva. Ed &egrave; proprio la comunit&agrave; il cuore dell&rsquo;iniziativa: la manifestazione &egrave; infatti interamente costruita sul volontariato. Decine di volontari che, coordinati dalla Pro Loco, mettono a disposizione tempo, energie e competenze per rendere possibile ogni appuntamento, trasformando il bosco in uno spazio di incontro tra persone, idee e storie.</p>
<p><b>LE NOVITA&rsquo;</b></p>
<p>L&rsquo;edizione 2026 amplia ulteriormente il progetto: aumentano gli appuntamenti, che da quattro diventano sei, estendendosi da maggio fino a settembre, e cresce anche la rete delle collaborazioni territoriali e sociali.<br />Tra le novit&agrave; di quest&rsquo;anno anche una maggiore attenzione all&rsquo;esperienza enogastronomica: ogni appuntamento si concluder&agrave; infatti con un aperitivo-degustazione offerto da produttori locali, con vini e prodotti del territorio. Accanto alle storiche collaborazioni con le cantine sociali di Ala e Avio, entrano nuove realt&agrave; vitivinicole del territorio, insieme a Latte Trento, che porter&agrave; formaggi prodotti anche con latte proveniente dagli allevamenti della Lessinia trentina, e al Panificio Zorzi con le sue specialit&agrave; artigianali. Il progetto sta cos&igrave; creando, di anno in anno, una rete sempre pi&ugrave; fitta e solidale di collaborazione tra comparti produttivo, volontariato ed istituzioni.</p>
<p>Novit&agrave; anche sul piano artistico, con l&rsquo;inserimento di una rappresentazione teatrale all&rsquo;interno del progetto Boscast, e sul piano sociale, grazie alla collaborazione con l&rsquo;Associazione Parkinson Trento per l&rsquo;ultimo appuntamento di settembre.</p>
<p>Continua inoltre la collaborazione con l&rsquo;associazione veronese MicroCosmo, che porter&agrave; ancora una volta il progetto all&rsquo;interno del carcere di Montorio di Verona. Gli autori e gli organizzatori incontreranno le persone detenute del gruppo di lettura &ldquo;Voltalapagina&rdquo;, in un percorso che utilizza libri e letteratura come strumenti di confronto, libert&agrave; e rinascita personale.</p>
<p><b>GLI APPUNTAMENTI</b></p>
<p>&#9679; <i>Domenica 24 maggio</i> a Malga Cornafessa, Michele Marziani con &ldquo;<b>La cura dello stupor</b>e&rdquo;, riflessione sul ritorno ad una vita essenziale immersa nella montagna. Dialogano con l&rsquo;autore Paolo Corsi e Luciano Lorini.</p>
<p>&#9679; <i>Domenica 28 giugno</i> a Malga Foppiano con Alessandro Anderloni e il suo racconto dedicato a <b>San Francesco</b> nell&rsquo;ottocentesimo anniversario dalla morte, attraverso il canto XI del Paradiso di Dante.</p>
<p>&#9679; <i>Domenica 19 luglio</i>, ai Prati di Malga Cime, Passo della Morte, Francesca Camilla D&rsquo;Amico presenter&agrave; &ldquo;<b>Altritudini</b>&rdquo;, viaggio narrativo tra montagne, memoria orale e paesaggi interiori. Moderatori Massimiliano Baroni e Bepi Pinter.</p>
<p>&#9679; <i>Sabato 1 agosto</i>, Bosco della Regina, F&egrave;ro Valentini e il suo &ldquo;<b>Alchimista dei boschi</b>&rdquo;, dedicato al rapporto profondo tra uomo e natura. Dialoga con l&rsquo;autore Martina Dei Cas.</p>
<p>&#9679; <i>Domenica 16 agosto</i>, Bosco della Regina, Caterina Manfrini e il romanzo &ldquo;<b>Sette volte bosco</b>&rdquo;. Dialoga con l&rsquo;autrice Elena Corradini.</p>
<p>&#9679; <i>Domenica 27 settembre</i> alla Casa ex Groberio &ndash; Colonia Turiscoop affidata a Simone Masotti e il libro &ldquo;<b>In bicicletta sono libero</b>&rdquo;, racconto intenso del rapporto tra sport, libert&agrave; e malattia, realizzato in collaborazione con l&rsquo;Associazione Parkinson Trento. Modera Francesco Penner.<br />________________________________________</p>
<p><b>COME PARTECIPARE</b></p>
<p>Tutti gli appuntamenti prevedono la partenza dall&rsquo;Infopoint zona alberghi di Sega di Ala e un trekking letterario in compagnia degli autori fino al luogo dell&rsquo;incontro.<br />I trekking sono pensati per essere accessibili e adatti a diverse capacit&agrave; di cammino. Per ogni appuntamento sar&agrave; infatti disponibile anche un percorso alternativo pi&ugrave; breve e pianeggiante, pensato per persone con mobilit&agrave; ridotta o per chi desidera raggiungere pi&ugrave; facilmente il luogo dell&rsquo;evento.<br />La partecipazione &egrave; libera e gratuita.</p>
<p>Per informazioni: <a href="mailto:unboscodilibri@yandex.com">unboscodilibri@yandex.com</a>&nbsp;</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 17:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 26 May 2026 08:22:59 +0200</lastBuildDate>
<published>Sun, 27 Sep 2026 17:00:00 +0200</published>
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<title>A Rovereto la più ampia mostra mai dedicata ad Anselmo Bucci</title>
<link>https://www.quov.it/it/comunicati/a-rovereto-la-piu-ampia-mostra-mai-dedicata-ad-anselmo-bucci</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/04-anselmo-bucci-caf-cyrano-1914-pinacoteca-civica-f-podesti-ancona,7568.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Ci sono oltre 150 opere che ricostruiscono la carriera, la vita, i legami di un intellettuale a tutto tondo, offrendo al pubblico e alla critica una delle figure pi&ugrave; complesse, colte e indipendenti del XX secolo. Dipinti, incisioni, disegni, fotografie raggiungono il Mart di Rovereto da importanti collezioni private e pubbliche, tra cui la Quadreria Cesarini &ndash; Casa Museo di Fossombrone, i Musei Civici di Monza, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Nazionale d&rsquo;Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l&rsquo;Istituto Centrale per la Storia del Risorgimento Italiano.</p>
<p><i>Ecco quindi che, fino al 27 settembre, al Mart sar&agrave; visitabile la mostra "Anselmo Bucci (1887 &ndash; 1955). Il tempo del Novecento tra Italia e Europa" curata da&nbsp;Beatrice Avanzi e Luca Baroni.</i></p>
<p>Pittore, incisore, disegnatore e scrittore, Anselmo Bucci ha occupato una posizione originale nel panorama artistico del suo tempo: protagonista della vita culturale tra Parigi e Milano, manterr&agrave; sempre una forte autonomia intellettuale, evocata dal complesso rapporto con il gruppo di Novecento Italiano, di cui &egrave; tra i membri fondatori e a cui conferisce il nome, salvo poi allontanarsene. Bucci attraversa linguaggi, tecniche e generi con una libert&agrave; rara, conservando una coerenza interna fondata su una profonda cultura figurativa e su una sensibilit&agrave; letteraria non comune, entrambe alimentate dall&rsquo;esperienza diretta della modernit&agrave; urbana e da quella del Primo conflitto mondiale, vissuto in prima linea come artista di guerra. La mostra restituisce anche il ruolo di Bucci come acuto osservatore della societ&agrave; del suo tempo, capace di tradurre in immagini le trasformazioni della modernit&agrave; tra vita urbana, relazioni sociali e nuovi modelli culturali.</p>
<p><i>L&rsquo;indipendenza dell&rsquo;artista rispetto a correnti politiche o partiti, l&rsquo;eterogeneit&agrave; dei suoi interessi e della sua opera, lo rendono una figura eccentrica e sfaccettata. A lungo rimasta in una posizione defilata rispetto ai principali nomi dell&rsquo;arte italiana della prima met&agrave; del secolo scorso, l&rsquo;opera di Bucci viene finalmente ricollocata nel suo contesto storico e culturale, spiccatamente europeo, rivelando un valore solido e ormai riconosciuto dalla critica. Al Mart la valorizzazione della figura di Bucci si inserisce nell&rsquo;indagine storico-artistica che fin dalla fondazione del museo, partendo dal patrimonio di opere e dai fondi d&rsquo;archivio, mette a fuoco le vicende dell&rsquo;arte in Italia, con particolare attenzione alla prima met&agrave; del XX secolo e agli artisti che gravitarono intorno alla figura di Margherita Sarfatti.</i></p>
<p>Attraverso un percorso cronologico e tematico in dieci sezioni,<b> l&rsquo;esposizione ripercorre la carriera e la vita dell&rsquo;artista, dagli autoritratti giovanili alla maturit&agrave;, mettendone in luce lo sviluppo cronologico e linguistico.</b><br />Le origini marchigiane e il legame con Fossombrone e Monza, terre degli affetti familiari e della formazione, influenzano la prima fase, caratterizzata da una pittura vibrante e luminosa; seguono gli anni parigini, segnati dall&rsquo;influenza del Postimpressionismo, dal tema della vita moderna, dalla presenza di Juliette Mar&eacute;, compagna e musa, e dalle esperienze di viaggio. La sezione dedicata alla guerra, che Bucci document&ograve; con pitture, disegni e incisioni, introduce il rientro in Italia e la progressiva svolta verso un&rsquo;attenzione ai maestri antichi che lo avvicina a Margherita Sarfatti e agli artisti con cui d&agrave; vita al gruppo di Novecento, tra paesaggi, vedute e ritratti femminili. Il percorso approfondisce inoltre la produzione grafica e l&rsquo;interesse di Bucci per la rappresentazione del mondo animale, restituendo la variet&agrave; della ricerca dell&rsquo;artista.</p>
<p>Chiude la mostra un&rsquo;opera straordinaria, restaurata per l&rsquo;occasione e mai esposta prima in un museo: I Maschi. Nel grande dipinto di ispirazione mitologica, un gruppo di uomini intenti alla caccia viene sopraffatto dalle Amazzoni, in una scena che allude simbolicamente al conflitto tra i sessi e rivela la fascinazione per il nudo maschile. I numerosi studi preparatori testimoniano una lunga elaborazione e permettono di seguire l&rsquo;evoluzione del linguaggio dell&rsquo;artista, dalla formazione parigina agli esiti pi&ugrave; vicini a Novecento Italiano, offrendo un significativo esempio del suo metodo pittorico.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Comunicati</category>
<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Mon, 30 Mar 2026 23:21:56 +0200</lastBuildDate>
<published>Sun, 27 Sep 2026 00:00:00 +0200</published>
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<title>Oriente Occidente</title>
<link>https://www.quov.it/it/oriente-occidente</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/accrorap-ph-j2mc-rid,7559.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><b>Oriente Occidente</b> torna nella Citt&agrave; della Quercia dal 3 al 12 settembre. Per la sua 46esima edizione largo al secondo capitolo di &ldquo;<b>Corpi Assenti</b>&rdquo; che prosegue l&rsquo;indagine ampliando lo sguardo attraverso la danza contemporanea, l&rsquo;incontro, il dibattito.</p>
<p>Il Festival,&nbsp;uno tra gli appuntamenti pi&ugrave; riconosciuti della scena della danza contemporanea italiana ed europea, presenta la programmazione 2026 &ndash; curata dalla direzione artistica di Lanfranco Cis e coadiuvata dalla curatela di Marcos Morau.</p>
<p>Tra le prime anticipazioni non mancano i protagonisti confermati della prossima edizione: tre figure di primo piano della scena internazionale. </p>
<p><b>Maguy Marin</b>, tra le coreografe pi&ugrave; incisive e riconosciute della danza europea, ha segnato la storia della scena contemporanea e la sua ricerca continua a influenzare intere generazioni di artisti. Torna a Rovereto per terza volta, in questa occasione con uno dei suoi lavori pi&ugrave; iconici. </p>
<p><b>La Veronal</b>, la compagnia guidata da Marcos Morau, anche curatore associato di questa edizione del Festival. Il collettivo artistico &egrave; noto per il lavoro e il linguaggio estetico visionario, che si &egrave; ritagliato un ruolo importante nel panorama coreografico internazionale ridefinendone i paradigmi.</p>
<p>La <b>compagnia Accrorap</b>, guidata da <b>Kader Attou</b>, tra i pionieri del dialogo tra hip hop e danza contemporanea, autore di un percorso che ha contribuito a trasformare l&rsquo;hip-hop in una nuova forma di danza d&rsquo;autore, riconosciuta come una specificit&agrave; tutta francese.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Mon, 30 Mar 2026 22:11:07 +0200</lastBuildDate>
<published>Sat, 12 Sep 2026 00:00:00 +0200</published>
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<title>&quot;Geografie umane&quot;: la nuova edizione di Pergine Festival</title>
<link>https://www.quov.it/it/-geografie-umane-la-nuova-edizione-di-pergine-festival</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/esagerate-scena-cinzia-spanolaila-pozzo03-rid,7590.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><div></div>
<div>Ad animare la citt&agrave; di Pergine Valsugana, dal 27 giugno all&rsquo;11 luglio 2026, c'&egrave; la 51esima edizione di "<b>Pergine Festival</b>".</div>
<div><br />Largo qui ad una manifestazione che rilancia il proprio percorso con un nuovo capitolo dal titolo &ldquo;<b>Geografie umane</b>&rdquo;, dedicato al rapporto tra corpi, spazi e comunit&agrave;: una riflessione su come le persone, con la loro presenza, trasformino i luoghi che abitano e li rendano spazi di incontro, relazione e cambiamento. A guidare il progetto artistico &egrave;, per il quarto anno consecutivo, <i><b>Babilonia Teatri, con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani</b></i>.&nbsp;</div>
<div></div>
<div><i>&ldquo;Quando il cielo si fa pi&ugrave; scuro, l&rsquo;arte non arretra: si alza. Si tende. Si lascia guidare e allo stesso tempo guida. Invita ad alzare lo sguardo e ad abitare le nubi, senza volgere altrove lo sguardo&rdquo;.</i></div>
<div></div>
<div>Questa &egrave; l&rsquo;immagine scelta da Babilonia Teatri per accompagnare questa edizione: un aquilone che vola tra le nubi, non le evita n&eacute; le nega, ma ci passa attraverso e continua a cercare luce dentro un orizzonte incerto. L&rsquo;aquilone &egrave; simbolo di fragilit&agrave; e resistenza, di slancio e immaginazione. Cos&igrave; Pergine Festival 2026 continua a essere un presidio culturale capace di generare visioni, creare comunit&agrave; e aprire nuove rotte dentro il nostro tempo.&nbsp;</div>
<div></div>
<div>Per due settimane Pergine Valsugana si trasformer&agrave; in <i><b>una mappa in movimento fatta di spettacoli, concerti, laboratori, performance urbane e progetti partecipativi</b></i>.<br /><br /></div>
<div><b>EVENTI</b></div>
<div><b>Oltre 40 eventi, 7 prime nazionali, 2 coproduzioni, una sezione musicale con 16 concerti</b> della rassegna ABBASSA!, incontri e percorsi di formazione diffusi in 15 spazi cittadini. Il Festival quest&rsquo;anno amplia ulteriormente il proprio raggio d&rsquo;azione coinvolgendo ancora pi&ugrave; luoghi della citt&agrave; e rafforzando la scelta di una programmazione diffusa negli spazi aperti e in orari inattesi, dove l&rsquo;esperienza artistica incontra la vita quotidiana e intercetta pubblici diversi.</div>
<div></div>
<div><b>LOCATIONS</b></div>
<div>Ex Rimessa Carrozze, Teatro Comunale, Castel Pergine, Piazza Fruet, Piazza Municipio, Piazza Gavazzi, Piazza della Chiesa, Sala Maier, Arte Sella, Palazzo Hippoliti, Forte delle Benne, Parco Tre Castagni, Albergo Rotonda Experience, Palazzo a Prato e Ca&rsquo; Stalla.&nbsp;</div>
<div></div>
<div><b>OSPITI</b></div>
<div>Tra gli ospiti dell&rsquo;edizione 2026 alcune delle voci pi&ugrave; autorevoli e originali della scena nazionale e internazionale: Sabina Guzzanti, Tre Allegri Ragazzi Morti, Cristiano Godano e Drigo, Banda Osiris, Abbondanza Bertoni, Jonathan Zenti, Roberto Latini, Diana Anselmo, Rita Frongia, Rimini Protokoll, Silvia Gribaudi, Tony Clifton Circus, Cirque Inextremiste, accanto a una costellazione di artiste, artisti e compagnie che attraversano teatro, danza, musica e nuove scritture.&nbsp;</div>
<div>Grande attenzione &egrave; rivolta anche alle nuove generazioni e alla ricerca contemporanea, con debutti, prime nazionali e progetti speciali realizzati per il territorio. Tra questi &ldquo;D&eacute;j&agrave; Vu / Pergine&rdquo; di Alessandro Businaro, nato dalle testimonianze delle persone residenti nelle RSA trentine, e &ldquo;Overtourism: abitare il disequilibrio&rdquo;, percorso di alta formazione teatrale rivolto a giovani artiste e artisti under 35 sostenuto da SIAE.&nbsp;</div>
<div>Accanto alla programmazione performativa torna ABBASSA!, il cartellone musicale serale in Piazza Fruet curato da Stefano Negri, con una line-up che intreccia rock, sperimentazione e nuove scene indipendenti. Si conferma inoltre centrale l&rsquo;attenzione all&rsquo;accessibilit&agrave;, con il progetto No limits che porta spettacoli fruibili anche da persone con disabilit&agrave; sensoriale e un impegno costante perch&eacute; il Festival sia uno spazio realmente aperto, inclusivo e condiviso.&nbsp;</div>
<div></div>
<div></div>
<div><b>PROGRAMMA</b></div>
<div><i>Gli spettacoli</i></div>
<div>L&rsquo;edizione 2026 del Pergine Festival si articola in una costellazione di proposte che attraversano linguaggi e formati, confermando la vocazione multidisciplinare della manifestazione.</div>
<div>Tra satira e riflessione sul presente, <b>Sabina Guzzanti</b> torna in scena con "<b>Liberid&igrave; Liberid&agrave;</b>" (<i>1 luglio, ore 20:45, Teatro comunale</i>), un monologo satirico e dissacrante che mette in scena politica, tecnologia e societ&agrave;, mentre <b>Diana Anselmo con Je Vous Aime</b> (<i>27 giugno, ore 19:00, Ex rimessa carrozze</i>) intreccia narrazione, video e LIS per interrogare il rapporto tra lingua e potere.</div>
<div></div>
<div><b>Cinzia Span&ograve;</b> porta "<b>ESAGERATE!</b>" (<i>8 luglio, ore 19:00, Ex rimessa carrozze</i>), un monologo che ribalta stereotipi e disuguaglianze di genere, e il <b>Tony Clifton Circus</b> anima la scena con "<b>DK Radio Funeral Party</b>" (<i>10 luglio, ore 19:00, Ex rimessa carrozze</i>).</div>
<div></div>
<div>Lo sguardo sulle nuove generazioni emerge in "<b>La futura classe dirigente</b>" di <b>Caterina Marino</b> (<i>2 luglio, ore 20:45, Palco del Teatro</i>), mentre la <b>Banda Osiris</b> con "<b>Le dolenti note</b>" (<i>11 luglio, ore 20:45, Teatro comunale</i>) restituisce con ironia un ritratto del mestiere del musicista.</div>
<div></div>
<div>Sul versante della danza, in collaborazione con il Circuito Danza del Centro Santa Chiara, "<b>Bambini nel buio</b>" di <b>Balletto Civile</b> (<i>30 giugno, ore 19:00, Ex rimessa carrozze</i>) ed "<b>Epiphan&#299;a</b>" di <b>Compagnia Abbondanza/Bertoni</b> (<i>30 giugno, ore 20:45, Teatro comunale</i>) attraversano corpo e immaginario contemporaneo.</div>
<div></div>
<div>Infine, tra le produzioni e i progetti emergenti premiati, "<b>DAD OR ALIVE</b>" di <b>BumBumFritz</b>, di cui Pergine Festival &egrave; co-produttore (<i>7 luglio, ore 20:45, Ex rimessa carrozze</i>), "<b>TACET</b>" di <b>Giacomoni/Costa</b> (<i>10 luglio, ore 20:45, Palco del Teatro</i>) e "<b>MADRI</b>" di <b>Sinigaglia/Pleuteri</b> (<i>1 luglio, ore 19:00, Ex rimessa carrozze</i>) che indagano rispettivamente genitorialit&agrave;, silenzio e memoria familiare, confermando l&rsquo;attenzione del Festival per nuove drammaturgie e formati ibridi.</div>
<div></div>
<div><i>Prime nazionali</i></div>
<div>Tra le novit&agrave; pi&ugrave; attese dell&rsquo;edizione 2026, Pergine Festival conferma il suo ruolo di incubatore creativo con una serie di prime nazionali che sperimentano linguaggi e dispositivi scenici. <b>Roberto Latini</b> presenta <b>Paradisi perduti</b> (<i>27 giugno, ore 21:15, Convento dei Padri Francescani di Pergine</i>), uno spettacolo in cuffia ambientato in un luogo insolito e tutto da scoprire: il testo rilegge il Paradiso Perduto di Milton trasformando la cacciata dall&rsquo;Eden in una riflessione contemporanea su libert&agrave;, colpa e possibilit&agrave; di bellezza.</div>
<div></div>
<div>La ricerca sul dialogo tra corpo e musica attraversa "<b>Balance In</b>" di <b>Emily Heather Manica e Linus Jansner</b> (<i>28 giugno, ore 19:00, Ex rimessa carrozze</i>), co-produzione Pergine Festival nell&rsquo;ambito del bando Non Addomesticabili 2026, dove danza contemporanea e chitarra classica dal vivo si influenzano reciprocamente in un equilibrio dinamico.</div>
<div></div>
<div>Con "<b>Atti degli Apostoli"</b> (<i>4 luglio, ore 20:45, Ex rimessa carrozze</i>), <b>Baladam B-Side</b> costruisce un dispositivo ironico e critico sulla societ&agrave; dei consumi, mettendo in scena tre performer intrappolati nelle stesse logiche che vorrebbero denunciare.</div>
<div></div>
<div>Completano il quadro due lavori tra memoria, corpo e identit&agrave;: "<b>Nervo Vago</b>" di <b>Rita Frongia</b> (<i>5 luglio, ore 20:45, Ex rimessa carrozze</i>) racconta il legame traumatico tra una donna e chi le ha fatto del male, mentre "<b>My Age</b>" di <b>Silvia Gribaudi</b>/<b>Qui e Ora</b> residenza teatrale (<i>11 luglio, ore 19:00, Ex rimessa carrozze</i>) riflette sulle aspettative legate all&rsquo;et&agrave;. Si inseriscono infine nel programma anche "<b>Citt&agrave; natale</b>", lo spettacolo in cuffia di <b>Jonathan Zenti</b> (<i>ogni giorno alle 18:00, Albergo Rotonda Experience</i>), e lo spettacolo di circo "<b>Damocl&egrave;s di Cirque Inextremiste</b>" (<i>4 luglio, ore 10:30, Piazza Gavazzi</i>), a testimonianza di una progettualit&agrave; che continua a sostenere nuove creazioni e formati innovativi.</div>
<div></div>
<div><b>GLI ARTISTI DEL FESTIVAL!</b></div>
<div></div>
<div><i>Sabina Guzzanti - Tre Allegri Ragazzi Morti -<b> Banda Osiris -</b> Cristiano Godano / Drigo - Cinzia Span&ograve; - Roberto Latini - Compagnia Abbondanza/Bertoni - <b>Balletto Civile</b> - Rimini Protokoll - Silvia Gribaudi / Qui e Ora residenza teatrale - Antonio Tagliarini - Rita Frongia - Teatro Koreja - Teatro Necessario - Cirque Inextremiste - <b>Menoventi</b> - Caterina Marino - Alessandro Businaro - Jacopo Giacomoni / Silvia Costa - <b>Teatro Medico Ipnotico</b> - Operabianco - Tony Clifton Circus - Diana Anselmo - <b>Jonathan Zenti</b> - Emily Heather Manica / Linus Jansner - Alice Sinigaglia / Diego Pleuteri - Collettivo Amigdala - Baladam B-Side - BumBumFritz - <b>Zic Zic</b> - Compagnia Rodisio - The Blues Against Youth - Carlotta Sillano - Crema - Dirupators - Il Pero -<b> Laguna Bollente</b> - Margherita Andrenacci - Blue Tortugas - Moigea - Moody Trio - Nic T - Orieste y sus problemas - Rude Cinno - Sharasad -<b> Boy Soprano</b> - Super Fat Ginger Cat - Wayloz</i></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Per un panorama completo degli eventi di <b>Pergine Festival 2026</b> consulta il <a title="Pergine_Festival_2026_Day_by_Day.pdf" target="_blank" href="https://www.quov.it/files/getbyid/Pergine_Festival_2026_Day_by_Day,7589.pdf" rel="noopener" k-id="7589" k-module="files">programma</a>&nbsp;oppure...&nbsp;<a title="Pergine_Festival_2026_Day_by_Day.pdf" target="_blank" href="https://www.quov.it/files/getbyid/Pergine_Festival_2026_Day_by_Day,7589.pdf" rel="noopener" k-id="7589" k-module="files"></a>visita il sito <a target="_blank" href="https://www.perginefestival.it" rel="noopener">www.perginefestival.it</a>.</div>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 15:30:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 26 May 2026 09:31:33 +0200</lastBuildDate>
<published>Sat, 11 Jul 2026 15:30:00 +0200</published>
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<title>Mountain Beat Festival: il battito rallenta, la montagna racconta</title>
<link>https://www.quov.it/it/comunicati/mountain-beat-festival-il-battito-rallenta-la-montagna-racconta</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/mnsml365muig,7588.jpeg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>A Pinzolo, in Val Rendena... si sale a 2.100 metri di quota... e il Doss del Sabion si trasforma in un palco che non ha confini.</p>
<p>Per 9 giorni il <b>Mountain Beat Festival</b> trasforma Pinzolo in un luogo dove la musica prende quota: <b>Ben Harper </b>(20 giugno ore 13) ed <b>Elisa with Dardust</b>&nbsp;(28 giugno ore 12:30) per i momenti ad alta frequenza al Doss del Sabion.</p>
<p>Esperienze sintonizzate sulle basse frequenze aprono invece le porte a una dimensione pi&ugrave; intima: momenti legati al gusto, al benessere e alla tradizione dove ogni appuntamento diventa un&rsquo;occasione per entrare in sintonia con l&rsquo;anima dei monti.</p>
<p>&shy;<br />Scopri il programma completo a&nbsp;<a target="_blank" href="https://www.campigliodolomiti.it/it/eventi/mountain-beat-festival-2" rel="noopener">questo link</a>!<a target="_blank" href="https://www.campigliodolomiti.it/it/eventi/mountain-beat-festival-2" rel="noopener"></a></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 19:15:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 26 May 2026 09:07:41 +0200</lastBuildDate>
<published>Sun, 28 Jun 2026 19:15:00 +0200</published>
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<title>L'edizione 2026 di &quot;Solstizio d'estate&quot; tra teatro, musica e nuove generazioni</title>
<link>https://www.quov.it/it/l-edizione-2026-di-solstizio-d-estate-tra-teatro-musica-e-nuove-generazioni</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/2025-solstizio,7592.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Dal 28 maggio al 20 giugno il "<b>Festival Solstizio d&rsquo;Estate</b>" torna ad attraversare la Piana Rotaliana K&ouml;nigsberg con la sua 35&ordf; edizione. Un traguardo importante per una rassegna che da oltre tre decenni porta spettacoli, musica e teatro nei paesi del territorio, trasformando cortili, piazze, parchi, scuole e giardini in luoghi di incontro e condivisione.</p>
<p>Il tema scelto per il 2026 &egrave; una domanda semplice solo in apparenza: &ldquo;<b>The kids are all, right</b>?&rdquo;. I ragazzi sono tutto, no? Ma anche, i ragazzi stanno bene? E noi adulti sappiamo ancora guardarli davvero? Attorno a questa domanda si costruisce un programma che attraversa generazioni diverse, mettendo al centro relazioni, crescita, identit&agrave; e bisogno di ascolto.</p>
<p>Per la prima volta il festival si aprir&agrave; gi&agrave; a maggio con un&rsquo;anteprima dedicata ai giovani coinvolgendo APPM Spazi Giovani della Piana Rotaliana. Il teatro andr&agrave; direttamente ad incontrarli negli spazi della Biblioteca di Mezzolombardo con &ldquo;<b>[Tecniche di lavoro di gruppo] Appunti per uno schiuma party</b>&rdquo; di Pietro Cerchiello e della Compagnia Dimore Creative, spettacolo vincitore di importanti riconoscimenti nazionali dedicati alla nuova drammaturgia e al pubblico giovane.</p>
<p>Da l&igrave; il festival si svilupper&agrave; tra <b>Lavis, Mezzocorona, Mezzolombardo, Rover&eacute; della Luna, San Michele all&rsquo;Adige e Faedo</b>, intrecciando teatro, musica dal vivo, comicit&agrave;, narrazione contemporanea e performance immersive.</p>
<p>Tra gli appuntamenti pi&ugrave; attesi, il <i><b>4 giugno</b> </i>al <i><b>Parco Urbano di Lavis</b></i> arriver&agrave; <b>Vincenzo Schettini</b> con &ldquo;<b>La fisica dell&rsquo;estate</b>&rdquo;, spettacolo che ha conquistato teatri e sold out in tutta Italia grazie alla capacit&agrave; di trasformare la divulgazione scientifica in intrattenimento coinvolgente.</p>
<p>Il <b>6 giugno</b> il <i><b>Giardino dei Ciucioi</b></i> ospiter&agrave; <b>Mario Perrotta</b> con &ldquo;<b>Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicit&agrave;</b>&rdquo;, racconto musicale dedicato a Domenico Modugno e all&rsquo;Italia del boom economico, premiato agli Ubu 2025 per il miglior progetto sonoro.</p>
<p><br />Il programma proseguir&agrave; il <i><b>10 giugno</b></i> a <b>Mezzocorona</b> con &ldquo;<b>Odi et amo</b>&rdquo; della <b>Compagnia Alma Ros&egrave;</b>, spettacolo che affronta il rapporto tra una madre e un figlio adolescente dentro una famiglia che cambia. Il 12 giugno torner&agrave; invece &ldquo;Tecniche di lavoro di gruppo&rdquo;, questa volta nella cornice del METS di San Michele all&rsquo;Adige, ed aperto a tutti e tutte.</p>
<p>Il <i><b>13 giugno</b></i> spazio alla comicit&agrave; di <b>Maurizio Lastrico</b> con &ldquo;<b>Sul lastrico</b>&rdquo;, monologo che intreccia endecasillabi, ironia e fragilit&agrave; contemporanea. Il giorno successivo Faedo Pineta ospiter&agrave; &ldquo;Figure di luce &ndash; Frame Theatre&rdquo;, esperienza immersiva ideata da Franco Maurina: un percorso tra luci, musica dal vivo, installazioni e immagini sospese nel bosco, accompagnato dai vini della cantina Villa Piccola.</p>
<p>Il <b>17 giugno</b> andr&agrave; in scena &ldquo;<b>La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza</b>&rdquo; della compagnia Les Moustaches, spettacolo premiato al Roma Fringe Festival e al Premio Fersen, che racconta il sogno ostinato di un ragazzo deciso a danzare contro ogni stereotipo e costrizione sociale.</p>
<p>Il <i><b>18 giugno</b></i> il Centro Culturale La Corte di <b>Mezzolombardo</b> ospiter&agrave; il <b>concerto bluegrass dei Blue Weed</b>, mentre il 19 giugno Rover&eacute; della Luna accoglier&agrave; Claudio Cremonesi con &ldquo;Zitto Zitto&rdquo;, spettacolo di teatro fisico e comicit&agrave; che coinvolge direttamente il pubblico di tutte le et&agrave;.</p>
<p>A chiudere il festival, il <b>20 giugno</b> a <b>Mezzocorona</b>, saranno le <b>Nina&rsquo;s Drag Queens</b> con &ldquo;<i><b>Variet&agrave; Tacco 12</b></i>&rdquo;, uno spettacolo che mescola cabaret, musica e performance giocando con stereotipi, identit&agrave; e immaginari collettivi.</p>
<p>Accanto agli spettacoli torneranno anche visite guidate, degustazioni e attivit&agrave; territoriali organizzate insieme al Consorzio Turistico Piana Rotaliana K&ouml;nigsberg. Il pubblico potr&agrave; visitare il Giardino dei Ciucioi, Palazzo Martini, il METS &ndash; Museo etnografico trentino San Michele, Palazzo Firmian e il Museo della comunit&agrave; di Faedo, oltre a partecipare a degustazioni e incontri nelle cantine Zanini Luigi e De Vescovi Ulzbach e a un&rsquo;esperienza dedicata ai lievitati e ai gelati artigianali del bistrot Mito &ndash; Fiordisole di Rover&eacute; della Luna.</p>
<p>Evento unico per quest&rsquo;edizione 2026, la <b>mostra dedicata alla storia del festival: &ldquo;35 anni di Solstizio d&rsquo;Estate&rdquo;</b>, esposizione pop-up tra ricordi, programmi e manifesti che raccontano il percorso del Gruppo Arte Mezzocorona, l&rsquo;associazione di volontariato che organizza la rassegna fin dalla sua nascita.</p>
<p>Scarica il <a title="Programma_libretto_2026_PRINT.pdf" target="_blank" href="https://www.quov.it/files/getbyid/programma_libretto_2026_print,7591.pdf?v=1" rel="noopener" k-id="7591" k-module="files">programma</a> o consultalo sul sito <a href="https://www.solstiziodestate.it/">www.solstiziodestate.it</a>.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 15:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Wed, 27 May 2026 09:11:29 +0200</lastBuildDate>
<published>Sat, 20 Jun 2026 15:00:00 +0200</published>
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<title>Val di Cembra: Baiti en festa si fa “pic nic” con partenze dal mattino e formula “truck edition”</title>
<link>https://www.quov.it/it/val-di-cembra-baiti-en-festa-si-fa-pic-nic-con-partenze-dal-mattino-e-formula-truck-edition</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/archivio-associazione-turistica-val-di-cembra-ph-michael-dallagnol,7587.jpeg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>E' tutto pronto per la decima edizione di "<b>Baiti en Festa</b>" ovvero un'esperienza immersiva tra baiti e case di campagna della Val di Cembra per scoprire, attraverso un piacevole trekking a tappe, il meglio della produzione vinicola di questo suggestivo territorio terrazzato, autentico emblema della viticoltura eroica di montagna.</p>
<p>L'appuntamento, organizzato dall&rsquo;Associazione Turistica Val di Cembra con il supporto di ApT Fiemme Cembra, &egrave; per <b>sabato 20 giugno, a partire dalle 10:30</b> e con partenze scaglionate ogni mezz&rsquo;ora fino alle 14. <br />Il percorso si snoder&agrave; nella zona dei Serci di Giovo lungo un facile e piacevole itinerario di quattro chilometri tra i vigneti - pensato per essere accessibile anche a passeggini, famiglie con bambini e persone con disabilit&agrave; - intervallato da quattro soste per un totale di otto degustazioni.</p>
<p><i>Si comincia con le bollicine di montagna, esplorando diverse espressioni di verticalit&agrave; cembrana dello spumante metodo classico Trento DOC. Si prosegue indagando il variegato mondo dei profumati e minerali bianchi fermi della valle, per poi arrivare ad una selezione dei rossi prodotti sul territorio. Un viaggio sensoriale che si conclude con l&rsquo;immancabile grappa, simbolo per eccellenza della caparbiet&agrave; della gente cembrana, proposta in diverse versioni. Due calici a disposizione per ogni tappa, da scegliere tra le etichette di 16 cantine e 3 distillerie, per una panoramica davvero ampia della proposta locale.</i></p>
<p>Quest&rsquo;anno il format si rinnova nella proposta food con la "<b>truck edition</b>". Alla partenza ogni partecipante ricever&agrave; un pratico cesto con una mela La Trentina, una focaccia e un biscottone ma ad ogni sosta sar&agrave; possibile lasciarsi coccolare da una delle specialit&agrave; gastronomiche proposte dai food truck coinvolti: dalla pizza di Impasti D&rsquo;autore di Luca Melillo al tortel di patate di Emozioni &amp; Sapori, fino agli hamburger di Macelleria Paolazzi, grigliati dal grill master Diego Dalmonec, e al gelato di Serafini, da gustare nelle aree pic-nic allestite tra i vigneti. I</p>
<p>Il consiglio? Portare una coperta per scegliere il proprio angolo di relax tra i fliari.</p>
<p>A rendere ancora pi&ugrave; festosa la conclusione del percorso, una performance di musica live degli Afterclap Duo, che accompagner&agrave; i partecipanti dalle 15 alle 17 presso l&rsquo;ultima tappa di Maso Spini. La manifestazione si concluder&agrave; alle 18.</p>
<p>I ticket sono proposti ad un costo di 25 euro nella versione alcolica da 8 degustazioni con cesto food iniziale, 10 euro nella versione analcolica e sono disponibili solo in prevendita e fino al 18 giugno al link bit.ly/BaitiEnFesta26. L&rsquo;evento avr&agrave; luogo anche in caso di meteo incerto.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:45:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 26 May 2026 09:05:50 +0200</lastBuildDate>
<published>Thu, 18 Jun 2026 10:45:00 +0200</published>
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<title>Il 29, il 30 e il 31 gennaio: i giorni della merla tra racconti e tradizioni</title>
<link>https://www.quov.it/it/il-29-il-30-e-il-31-gennaio-i-giorni-della-merla-tra-racconti-e-tradizioni</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/1200px-nido-di-merli-su-agrifoglio,4838.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><i>Caratterizzano l'inverno e spesso vengono identificati come i giorni pi&ugrave; freddi dell'anno... </i></p>
<p>...ovviamente stiamo parlando dei "<b>Giorni della Merla</b>".&nbsp;Certo meteorologicamente parlando non &egrave; sempre cos&igrave;, ma per quanto riguarda la tradizione - principalmente nell'<b>Italia settentrionale</b> -&nbsp;<i>a rendere "speciali" <b>il 29, il 30 e il 31 gennaio</b></i> ci sono <i>leggende, racconti e manifestazioni</i>.</p>
<p><i>Una tradizione che si tramanda anche in Trentino</i> dove tutt'oggi vengono chiamati "<b>I d&igrave; della Merla</b>" (utilizzando la forma dialettale).</p>
<p>Diversi gli appuntamenti che accompagnano queste giornate. La pi&ugrave; "spettacolare"&nbsp;per quanto riguarda la tradizione delle valli trentine, &egrave; sicuramente "<b>Il tuffo della Merla</b>" in&nbsp;<b>Valle di Ledro</b>: un appuntamento che, solitamente, richiama <i>un centinaio di "coraggiosi"</i> pronti a tuffarsi dalle rive del <b>lago di Ledro</b>.</p>
<p>Molte anche le versioni del racconto. Qui condividiamo quella di Elisa Polla Armani che ha raccolto nel suo libro "<i><b>Li f&ograve;li dala nona cunt&agrave;di nd&agrave;i fil&ograve; (Le favole della nonna raccontate nei fil&ograve;). Storie e storia d&rsquo;altri tempi tra fantasia e vissuto. <span class="s3"><span class="bumpedFont15">Mestieri</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15">famiglia, rapporti sociali, emigrazione, riti, miti e tradizioni.&nbsp;</span></span>A scuola nella Judicaria tra localismo e globalizzazione"</b></i>&nbsp;di cui abbiamo <a target="_blank" href="https://www.quov.it/it/storie-e-storia-da-altri-tempi-tra-fantasia-e-vissuto-il-libro-di-elisa-polla-raccontato-da-mario-antolini-muson" rel="noopener">parlato qui</a>!</p>
<p><a target="_blank" href="https://www.quov.it/files/getbyid/144494911_1714326968728092_1174418204085857846_o,4837.jpg" rel="noopener" k-id="4837" k-module="files"><img class="" title="144494911_1714326968728092_1174418204085857846_o.jpg" alt="144494911_1714326968728092_1174418204085857846_o.jpg" src="https://www.quov.it/files/anteprima/144494911-1714326968728092-1174418204085857846-o,4837.jpg" /></a></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 10:30:00 +0100</pubDate>
<lastBuildDate>Fri, 31 Jan 2025 10:30:00 +0100</lastBuildDate>
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<title>&quot;Luoghi scomparsi&quot; il podcast di Jessica Pellegrino per IlT Quotidiano</title>
<link>https://www.quov.it/it/-luoghi-scomparsi-il-podcast-di-jessica-pellegrino-per-ilt-quotidiano-2</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/jessica-pellegrino-fotofox-rid,7222.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Sono diversi i fattori che hanno plasmato e modificato il Trentino. Tra i pi&ugrave; evidenti troviamo grandi catastrofi naturali&hellip; ma non da meno sono state le <b>epidemie</b> che, ciclicamente, si sono ripresentate nei secoli scorsi<b> decimandone la popolazione</b>.</p>
<p><br />Ogni volta che batteri e virus si affacciavano alle porte delle comunit&agrave; queste cercavano di rispondere&hellip; come potevano, ovvero seguendo delle linee guida che gli permettessero, per quanto possibile, di contenere il contagio.</p>
<p><br /><i>Tra questi la peste, una patologia spesso letale tanto da essere citata come co-protagonista in famosi scritti del passato&hellip; pensiamo ad esempio al Decameron di Boccaccio o ai Promessi Sposi di Manzoni, solo per citarne alcuni.</i></p>
<p><br />Un morbo che, come riportano le cronache, colp&igrave; a pi&ugrave; riprese anche la citt&agrave; di Trento ed i piccoli centri trentini. Ed &egrave; a questi ultimi che si legano i destini delle localit&agrave; di cui andremo a parlare grazie a tanti ospiti, accompagnati dalle voci dei coristi del luogo, in questa seconda stagione di &ldquo;Luoghi scomparsi&rdquo; il podcast de IlT quotidiano.</p>
<p><br />Un viaggio che ci porta in Giudicarie ed in Val di Gresta per raccontare le leggende di Merlino, Corniano e Iron.</p>
<p>Vuoi ascoltare tutti gli episodi pubblicati? Segui questo <a target="_blank" href="https://www.iltquotidiano.it/articoli/epidemie-e-calamita-naturali-la-seconda-stagione-del-podcast-dedicato-ai-luoghi-scomparsi-del-trentino/" rel="noopener">link</a> e... buon ascolto!</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 16:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Thu, 13 Mar 2025 11:17:16 +0100</lastBuildDate>
<published>Wed, 24 Jul 2024 16:00:00 +0200</published>
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<title>Il primo episodio di Stazione Cultura da Rovereto a Roma, passando per Torino</title>
<link>https://www.quov.it/it/il-primo-episodio-di-stazione-cultura-da-rovereto-a-roma-passando-per-torino</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/mart-rovereto-ph-mart-bianca-lampariello,6685.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Il web, la rete o internet che dir si voglia &egrave; il posto che ci permette di viaggiare nella cultura... un viaggio che possiamo affrontare con il podcast "Stazione Cultura".&nbsp;</p>
<p>La prima fermata di questo episodio &egrave; il Mart- Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto toccheremo poi la citt&agrave; di Torino per concludere il nostro viaggio, nella capitale, Roma.</p>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=60204884&amp;theme=dark&amp;chapters-image=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Partiamo per&ograve; da Rovereto, siamo in Trentino, nella seconda citt&agrave; della provincia, chiamata anche Citt&agrave; della Quercia. Un luogo incastonato nel nord est dello stivale dove gli amanti dell&rsquo;arte contemporanea possono osservare le tantissime opere esposte nella permanente e le tante proposte degli allestimenti temporanei. <br />Fortunatamente questo &egrave; un museo che da sempre crede molto nella condivisione e, contestualmente, nello sviluppo di strumenti tecnologici che permettano - ai visitatori virtuali come noi - di accedere ad alcuni contenuti da remoto come spiega la responsabile della comunicazione del Mart, Susanna Sara Mandice.</p>
<p>&laquo;Il digitale ha indubbiamente rappresentato una delle maggiori rivoluzioni di questi anni, sia per la comunicazione che &egrave; l'ambito di cui mi occupo principalmente, ma anche per l'organizzazione e la produzione all'interno di un'istituzione culturale e questo in termini di opportunit&agrave; e di sfide e di stimoli di domande a cui rispondere. Nel senso che essere un museo contemporaneo significa anche stare nel proprio tempo e utilizzare i mezzi che questo tempo ci offre. Possiamo anche immaginare due grandi categorie di azioni possibili per un museo come il Mart.<br />Da un lato &egrave; possibile digitalizzare o riversare dei contenuti sul web, per farla semplice, dall'altro lato invece &egrave; possibile produrre dei contenuti o degli eventi destinati esclusivamente al web. Questo significa comunque pensare in modo diverso produrre qualcosa che nasca digitale e che non abbia un corrispondente reale e non abbia un corrispondente materiale, ovviamente ci sono anche dei contenuti ibridi che si prestano a essere utilizzati fuori e dentro come dire nella realt&agrave; e online, se vogliamo immaginare che siano luoghi distinti e separati&raquo;.</p>
<p>Uno di questi luoghi digitali, ed &egrave; quello in cui oggi ti voglio accompagnare, &egrave; sicuramente la piattaforma <a target="_blank" href="https://artsandculture.google.com/search?q=mart" rel="noopener">Google arts and Culture</a>&nbsp; dedicata alla cultura ed all&rsquo;arte. Immagina di voler fare un salto all&rsquo;interno di questo museo&hellip; un&rsquo;esperienza immersiva e coinvolgente che ti permetta di conoscere tante piccole e grandi curiosit&agrave;. <br />Ora possiamo iniziare a visitarlo scegliendo tra le mostre virtuali caricate. <br />C&rsquo;&egrave; &ldquo;50/100 Mart Collections&rdquo; che mette a confronto gli artisti e i loro lavori esplorando in particolare il mondo che cambia e il modo in cui l&rsquo;arte lo riflette. Luoghi presenti e luoghi immaginati. Scrollando tra le pagine osserviamo quadri e fotografie, tratteggi e giochi di colore, visti nella loro interezza e ingranditi per valorizzare alcuni piccoli particolari. <br />In "Zoom. L&rsquo;invenzione del mondo moderno&rdquo; le opere rappresentano un prologo capace di intrecciare il passato e il presente delle attuali collezioni del Mart. Ed ancora &ldquo;Amazing documents&rdquo; un percorso che permette di scoprire cosa custodisce un archivio di arte e cultura contemporanea. In grado di far emergere i racconti che si celano dietro ai materiali che il museo conserva attraverso alcuni curiosi oggetti provenienti dall'Archivio del '900 del Mart. <br />Non pu&ograve; mancare uno sguardo alla mostra dedicata a Giacomo Balla. Largo qui ad una selezione di opere e documenti del grande maestro dell&rsquo;arte del primo del novecento provenienti dalle Collezioni e dalle raccolte dell&rsquo;Archivio del &rsquo;900 del Mart.<br />Ed &egrave; tra queste pagine che troviamo un primo riferimento ad un suo allievo&hellip; Umberto Boccioni, pittore, scultore e scrittore italiano, esponente di spicco del futurismo. Per lui &egrave; fondamentale l'idea di rappresentare visivamente il movimento&hellip; basti pensare alla sua scultura &ldquo;Forme uniche della continuit&agrave; nello spazio&rdquo; del 1913 che ancora oggi possiamo vedere, quasi quotidianamente, sulla moneta italiana da 20 centesimi di euro.</p>
<p>&Egrave; su di lui, o meglio ancora su uno dei suoi quadri, che ci concentriamo ora. Con Susanna andremo infatti a scoprire una tecnologia, chiamata Art Camera, che il museo ha utilizzato per digitalizzare - in partnership con Google &ndash; alcuni quadri. <br />Uno di questi &egrave; <a target="_blank" href="https://artsandculture.google.com/asset/nudo-di-spalle-controluce-0001/LQEVE_cs5-lMbA" rel="noopener">&ldquo;Nudo di spalle&rdquo; o &ldquo;Controluce&rdquo;</a> che si trova esposta al Mart. Immaginiamo quindi di essere in sala.&nbsp; Davanti a noi il quadro nella sua interezza si presenta come un gioco di luci e di ombre restituite grazie all&rsquo;uso del colore&hellip; Un quadro che non &egrave; solo uno dei molti ritratti di Cecilia Forlani, ma innanzitutto un esercizio sul tema del controluce. Una tela che mostra i segni dell&rsquo;influenza di Balla soprattutto per quanto riguarda l&rsquo;accostamento dei colori secondo il principio divisionista un effetto luministico particolarmente amato da Boccioni. Possiamo notare l&rsquo;effetto della luce che illumina parte dell&rsquo;immagine, il viso della donna e le sue spalle riconoscendo lo stile dell'artista. Non possiamo per&ograve; avvicinarci per osservare i dettagli&hellip; ed &egrave; qui che entra in gioco la tecnologia Art Camera&hellip; zoomando possiamo infatti osservare non solo questi dettagli, ma anche i sottili e brillanti filamenti di colore puro.<br />Una visualizzazione ad effetto WOW che ci racconta anche Susanna.</p>
<p>&laquo;Quando mi viene chiesto quale dei quadri che abbiamo avuto la possibilit&agrave; di digitalizzare e di fotografare con la tecnologia Art camera e quello che mi piace suggerire sempre e un quadro di Umberto Boccioni che si intitola &ldquo;Nudo di spalle&rdquo; o &ldquo;Controluce&rdquo;. Il quadro &egrave; molto celebre uno dei grandi capolavori della collezione del Mart e rappresenta la mamma di Boccioni a cui lui in effetti dedic&ograve; diverse opere e in questo dipinto Boccioni utilizza una tecnica pittorica ancora vicino al divisionismo e lui appunto realizza questo quadro nel 1909 e, in effetti, guardando il quadro attraverso la piattaforma, appunto di Google si pu&ograve; ingrandire il quadro in una maniera tale per cui si riescono a vedere proprio le pennellate singole di colore. E proprio &egrave; un qualcosa che non si riesce a vedere a occhio nudo venendo in museo, quasi. Perch&eacute; bisognerebbe avvicinarsi oltre a quello che &egrave; il limite consentito dalle nostre custodi, dalle nostre guardasala, mentre appunto online si riesce a vedere davvero ogni minimo particolare del quadro. Per noi &egrave; stata un'emozione grandissima poterlo intanto fotografare con questa tecnologia. E poi metterlo a disposizione del pubblico e degli studiosi&raquo;.</p>
<p>Grazie poi all&rsquo;applicazione <a target="_blank" href="https://artsandculture.google.com/streetview/mart-la-magnifica-ossessione-26-october-2012-16-february-2014/aAHyQaZtoVcBlA?sv_lng=11.044661309560695&amp;sv_lat=45.89373412137948&amp;sv_h=240&amp;sv_p=0&amp;sv_pid=c1SJmKSSE9rnYIAVsW66Dg&amp;sv_z=1" rel="noopener">Street view</a>&nbsp;le sale del Museo si aprono davanti ai nostri occhi e ci permettono di tuffarci a capofitto negli ambienti del Mart. Utilizzando i cursori possiamo passeggiare virtualmente tra le sale e zoomare su alcune opere. <br />Trattandosi non solo di un museo di arte moderna e contemporanea, ma di un vero e proprio &ldquo;polo culturale&rdquo; il prossimo step &egrave; quello di approdare sul suo sito web. Dove, sempre in un&rsquo;ottica di condivisione &egrave; possibile trovare il patrimonio e navigare tra le opere. A spiegarcelo &egrave; sempre Susanna.</p>
<p>&laquo;Il Mart ha un patrimonio di circa 20.000 opere d'arte che attraversano gli ultimi due secoli della nostra storia, per cui si va dall'ottocento alla contemporaneit&agrave; con particolare attenzione a quelle che sono le vicende dell'arte in Italia e avere a disposizione un patrimonio di questo tipo significa essendo appunto Il Marte un museo pubblico garantirne la conservazione la tutela la valorizzazione e la fruizione pubblica e questo significa anche negli ultimi anni in un'ottica di condivisione della conoscenza rendere fruibili le collezioni anche a persone che fisicamente non sono in museo e quindi per esempio dal 2021. Noi abbiamo rinnovato il nostro sito internet e tutta la nostra collezione &egrave; disponibile on-line. Questo significa che per esempio se oggi apro il sito del Mart che &egrave; <a target="_blank" href="http://www.mart.tn.it " rel="noopener">www.mart.tn.it </a>vado nella sezione opere archivi e trovo delle maschere per fare delle ricerche, per esempio appunto le opere d'arte possono essere Cercate per autore per titolo come sempre, ma anche per colore per forma per luce, nel senso indicando. Non lo so blu e vedendo tutte le opere blu oppure per tipo di tecnica mi interessano le sculture mi interessano le pitture ad olio, questo &egrave; oltre che essere divertente molto utile, per esempio a chi fa didattica con la storia dell'arte, quindi stiamo pensando agli insegnanti e ai docenti, per esempio, ma anche semplicemente &egrave; curiosi di tutte le opere, quindi del Mart si trovano un'immagine e delle descrizioni molto brevi sintetiche. Poi &egrave; chiaro che se uno vuole approfondire la ricerca pu&ograve; prendere contatto con il conservatori del museo, per&ograve; diciamo &egrave; un primo modo per rendere appunto disponibile questo patrimonio &egrave; la stessa cosa, pu&ograve; essere fatta anche per quello che riguarda il patrimonio dell'archivio del Novecento del Mart perch&eacute; il Mart conserva pi&ugrave; di 80 raccolte di artisti architetti critici dell'arte conserva . Ha anche una biblioteca specialistica un archivio. &Egrave; un luogo dove si conservano anche carteggi disegni fotografie ritratti ritagli stampa, quindi appunto on-line abbiamo quello che &egrave; una panoramica dei nuclei dei nuclei. Scusatemi archivistici e librari presenti nell'archivio di 900 del Mart che appunto il nostro centro di ricerca&raquo;.</p>
<p><br />Uno step ulteriore nel mondo del digitale che il museo ha fatto &egrave; stato quello di pubblicare il suo archivio&hellip; sulla pi&ugrave; importante biblioteca digitale del mondo Internet Archive. <br />Un&rsquo;iniziativa che ci far&agrave; viaggiare nell&rsquo;etere tra Rovereto, California e l&rsquo;Egitto, ora scopriamo il perch&eacute; con Susanna.</p>
<p>&laquo;Il Mart &egrave; il primo museo di arte contemporanea italiano ad aver aperto un account su internet Archive che &egrave; la pi&ugrave; importante biblioteca digitale del mondo. L'indirizzo &egrave; per chi non lo conoscesse www archive.org si tratta di una biblioteca digitale no profit che offre gratuitamente oltre 30 milioni di libri e riviste digitalizzate, ma anche milioni di altri documenti come filmati tracce audio e programmi software questa Piattaforma &egrave; sinonimo di affidabilit&agrave; e sicurezza di archiviazione. Perch&eacute; in tanti i suoi server sono a San Francisco, ma con un Mirror - che significa una copia esatta del contenuto nella biblioteca d'Alessandra d'Egitto. Quindi essere su Internet Archives per il Mart significa estendere la conoscenza di testi e documenti che spesso sono rari e preziosi di cui conserviamo le copie e il secondo &egrave; quello di ottimizzare la conservazione a lungo termine in pi&ugrave; questi documenti, non sono soltanto consultabili on-line, ma sono anche esplorabili attraverso pi&ugrave; modalit&agrave; come per esempio quella lessicografica e in effetti abbiamo incominciato appunto, come ti dicevo nel dicembre del 21 a digitalizzare materiale librario. <br />Siamo partiti dall'inserimento della del Manifesto della fondazione del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti, che &eacute; un po' andare alla ricerca di quelle che sono le radici stesse del museo, ma da il dicembre del 2021 ad oggi abbiamo caricato pi&ugrave; di mille documenti. Se andiamo sulla nostra pagina https://archive.org/search?query=Mart+archivio+del+Novecento in questo momento ricordo appunto archive.org dentro si cerca Mart archivio del Novecento, possiamo verificare che abbiamo avuto appunto in questi due anni e mezzo Pi&ugrave; di 63 mila visite e oltretutto attraverso delle delle statistiche che il sito offre, per esempio, vediamo che negli solo negli ultimi 30 giorni ci sono stati 109 accessi dalla California e 98 accessi dal Canada, per cui &egrave; veramente un mondo un modo di far arrivare quello che &egrave; il nostro patrimonio in a persone da noi lontanissime.</p>
<p><br />Abbiamo fin qui parlato di opere e di tecnologie che possono aiutarci ad immergerci in questa realt&agrave; museale&hellip; ma non &egrave; tutto&hellip; Torniamo quindi sul sito web del mart&hellip; questa volta per&ograve; per entrare nella sezione Mostre ed eventi. L&igrave; puoi trovare le iniziative, gli incontri e le proposte che lo animano. <br />Siamo per&ograve; sempre sul digitale&hellip; quindi ci soffermiamo su un&rsquo;opportunit&agrave; che pu&ograve; rivelarsi molto interessante per gli internauti digitali come noi.<br />C&rsquo;&egrave; infatti la possibilit&agrave; di sottoscrivere la Mart Membership ed entrare a far parte di quello che Denise Bernab&egrave;, dell&rsquo;area educazione e mediazione del Mart, definisce un gruppo di amici del museo.<br />&Egrave; cos&igrave; possibile prendere parte non solo ad iniziative in presenza, ma anche a proposte on-line che, nel 2020, durante il primo lockdown si sono rivelate vincenti per raggiungere gli amici che non potevano raggiungere fisicamente il museo. <br />Un&rsquo;opzione che si &egrave; rivelata vincente e che prosegue ancora oggi.</p>
<p>Ora ci spostiamo a Torino che, dal 30 maggio al 2 giugno Torino ospita la terza edizione del Festival internazionale dell'economia per discutere sul tema &ldquo;Chi possiede la conoscenza&rdquo;. Moltissimi gli appuntamenti previsti con premi Nobel, relatori di caratura nazionale ed internazionale, prestigiosi centri di ricerca mondiali e ancora giornalisti, storici, analisti e rappresentanti autorevoli delle istituzioni italiane ed europee. Alcuni di questi li possiamo seguire in diretta streaming sul sito <a target="_blank" href="http://www.festivalinternazionaledelleconomia.com" rel="noopener">festivalinternazionaledelleconomia.com</a>.</p>
<p>L'ultimo appuntamento da segnalare ci porta a Roma. Nella Citt&agrave; eterna dal 10 al 16 giugno c'&egrave; la terza edizione di Iper- Festival delle Periferie HIC SUNT LEONES x Dove abita l'immaginazione". Ad organizzarlo &egrave; l&rsquo;omonimo museo, mentre la location, per chi ha la possibilit&agrave; di viverlo in presenza &egrave; al Mattatoio, negli spazi della Pelanda. <br />L&igrave;, da tre anni a questa parte, ai partecipanti viene proposta una riflessione sulla nozione di &ldquo;periferia&rdquo;, vista non come mancanza o marginalit&agrave;, ma come un rovesciamento prospettico attraverso cui osservarla.<br />Anche in questo caso le tematiche affrontate possono essere fruite dagli &ldquo;internauti culturali&rdquo; come noi grazie a qualche iniziativa on-line. <br />Per scoprirle tutte e rimanere aggiornati sul programma basta fare un salto sul sito di Iper &ndash; Festival delle periferie dove si trovano tutte le informazioni che possono aiutarci. E per entrare nel &ldquo;mood&rdquo; della rassegna &egrave; possibile accedere alla sezione Replay che propone alcuni video di archivio relativi alle scorse edizioni. <br />Quest&rsquo;anno Iper si chiede se esista un margine di qualche tipo - luogo fisico, mentale o anche solo disciplinare -, che possegga le caratteristiche di un altrove radicale, una zona bianca e senza nomi sulla mappa del conosciuto dove esperire la meraviglia e esercitare l&rsquo;immaginazione. Una terra dei &laquo;leoni&raquo;, spiegano capace, in potenza, di innescare rivoluzioni paradigmatiche e dare asilo ai residuali percorsi divergenti della nostra epoca.</p>
<p>Credits music:<br />- Energetic Rock | Hiking Free Music by Alex-Productions &amp; Efficsounds | <a href="https://onsound.eu/">https://onsound.eu/</a>&nbsp;<br /><a href="https://www.efficsounds.co.uk">https://www.efficsounds.co.uk</a>&nbsp;<br />Music promoted by <a href="https://www.free-stock-music.com">https://www.free-stock-music.com</a>&nbsp;<br />Creative Commons / Attribution 3.0 Unported License (CC BY 3.0)<br /><a href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en_US">https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en_US</a>&nbsp;</p>
<p>- Island Breeze by Surf House Productions | <a href="https://surf-house-productions.bandcamp.com">https://surf-house-productions.bandcamp.com</a>&nbsp;<br />Music promoted by <a href="https://www.free-stock-music.com">https://www.free-stock-music.com</a>&nbsp;<br />Creative Commons / Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)<br /><a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/">https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/</a>&nbsp;</p>
<p>- Rise music<br /><a href="https://corporate-music-zone.bandcamp.com/">https://corporate-music-zone.bandcamp.com/</a>&nbsp;</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Thu, 30 May 2024 07:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Thu, 13 Mar 2025 11:20:30 +0100</lastBuildDate>
<published>Thu, 30 May 2024 07:00:00 +0200</published>
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<title>Stazione Cultura: il podcast dedicato alle proposte artistiche e culturali online!</title>
<link>https://www.quov.it/it/stazione-cultura-il-podcast-dedicato-alle-proposte-artistiche-e-culturali-online</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/stazione_cultura_spreaker,7162.png?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Se anche tu sei sempre alla ricerca di novit&agrave; che ti permettano di viaggiare in lungo e in largo per scovare gli eventi, le mostre e le occasioni artistico-culturali da seguire... ma tra lavoro, casa e famiglia non ti ci puoi dedicare&hellip; questo &egrave; il podcast che fa per te!</p>
<p>Il web, la rete o internet che dir si voglia &egrave; il luogo dove tutto pu&ograve; accadere. Assieme a <b>Jessica Pellegrino</b>, giornalista e ideatrice di Quov.it, ed alla&nbsp;sua sana ossessione per gli eventi, la cultura e il web si va alla scoperta delle proposte che enti e associazioni propongono... online!</p>
<p><i><b>Dove e quando ascoltarlo?&nbsp;<br /></b></i>I due episodi della prima stagione saranno disponibili su Spreaker e sulle principali piattaforme di distribuzione a maggio e a giugno.&nbsp;Segui Quov.it<a target="_blank" href="https://www.spreaker.com/podcast/stazione-cultura--6185007" rel="noopener"></a>&nbsp;su Spreaker per non perderteli!</p>
<p></p>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?show_id=6185007&amp;theme=dark&amp;playlist=show&amp;playlist-continuous=true&amp;chapters-image=true" width="100%" height="400px" frameborder="0"></iframe></p>
<p></p>
<p><i><b>Dove si va?</b></i> <br />Le destinazioni sono siti, piattaforme e software che ti permettono di avvicinarti, tramite il web, alle opere artistiche e culturali degli enti culturali proposti. Tra questi, per citarne alcuni, tour virtuali, siti web delle singole realt&agrave;, collezioni on-line e opere digitalizzate con software particolari.<br />Destinazioni che vengono raccontate partendo dalle ricerche dell&rsquo;autrice a cui si aggiungono le interviste agli &ldquo;addetti ai lavori&rdquo; degli enti.<br />Inoltre, grazie ad episodi extra vengono approfondite tematiche legate alle nuove tecnologie ed al loro utilizzo (casi studio o esempi) nell&rsquo;ambito artistico-culturale.</p>
<p><i><b>Perch&eacute; ascoltarlo?</b></i><br />Con una narrazione semplice, ma allo stesso approfondita&nbsp;ci soffermeremo sulle opportunit&agrave; legate unicamente alla rete. Si sgancia cos&igrave; sia dalla mera cronaca che dalla presentazione di programmi ed ospiti degli eventi proposti in presenza. <br />Inoltre... dopo aver viaggiato con la conduttrice... puoi &ldquo;intraprendere&rdquo; il tuo viaggio quando vuoi. Trovi infatti qui sul sito tutte le informazioni necessarie.</p>
<p>Che tu sia un'appassionata od un appassionato di cultura, oppure un professionista del settore artistico-culturale puoi entrare a far parte di questa community.</p>
<p><b><i>Chi lo presenta?</i></b><br /><br /></p>
<p><img class="" title="JESSICA_PELLEGRINO_fotofox_14_copia2.jpg" alt="JESSICA_PELLEGRINO_fotofox_14_copia2.jpg" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/jessica-pellegrino-fotofox-14-copia2,7163.jpg" /></p>
<p>L&rsquo;idea nasce dall&rsquo;autrice e produttrice - Jessica Pellegrino, giornalista freelance &ndash; gi&agrave; collaboratrice di quotidiani locali e direttrice responsabile di notiziari, ed impegnata nel settore informativo-culturale come addetta stampa e consulente di comunicazione. <br />Dal 2011 cura il portale Quo Vadis? Quov.it, da lei creato, che raccoglie alcuni degli eventi artistici e culturali promossi nella provincia in cui vive: il Trentino. <br />Una provincia che adora, ma che essendo distante dalle grandi citt&agrave; culturali italiane, non sempre le permette di seguire le iniziative a cui vorrebbe partecipare. Tra lavoro, casa e famiglia infatti il tempo &egrave; poco. <br />&ldquo;Stazione Cultura&rdquo; &egrave; quindi un&rsquo;occasione per &ldquo;varcare i confini provinciali&rdquo; on-line e condividere proposte fruibili sul web agli appassionati d&rsquo;arte e cultura come lei. Allo stesso tempo si pone poi come stimolo agli addetti ai lavori nell&rsquo;utilizzo della tecnologia.</p>
<p><a title="Il primo episodio di Stazione Cultura da Rovereto a Roma, passando per Torino" target="_blank" href="https://www.quov.it/it/il-primo-episodio-di-stazione-cultura-da-rovereto-a-roma-passando-per-torino" rel="noopener" k-id="14991" k-module="eventi">Primo episodio</a></p>
<p></p>
<p><i><b>Credits music&nbsp;</b></i></p>
<p>Energetic Rock | Hiking Free Music by Alex-Productions &amp; Efficsounds | https://onsound.eu/<br /><a href="https://www.efficsounds.co.uk">https://www.efficsounds.co.uk</a>&nbsp;<br />Music promoted by https://www.free-stock-music.com<br />Creative Commons / Attribution 3.0 Unported License (CC BY 3.0)<br /><a href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en_US">https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/deed.en_US</a>&nbsp;</p>
<p>Island Breeze by Surf House Productions | https://surf-house-productions.bandcamp.com<br />Music promoted by <a href="https://www.free-stock-music.com">https://www.free-stock-music.com</a>&nbsp;<br />Creative Commons / Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)<br /><a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/">https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/</a>&nbsp;</p>
<p>Rise music<br /><a href="https://corporate-music-zone.bandcamp.com/">https://corporate-music-zone.bandcamp.com/</a>&nbsp;</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Wed, 22 May 2024 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Wed, 22 May 2024 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Wed, 22 May 2024 00:00:00 +0200</published>
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<title>&quot;Luoghi scomparsi&quot; il podcast di Jessica Pellegrino per IlT Quotidiano</title>
<link>https://www.quov.it/it/-luoghi-scomparsi-il-podcast-di-jessica-pellegrino-per-ilt-quotidiano</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/jp-registrazione-podcast,6889.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Alluvioni, terremoti e catastrofi naturali, oggi come ieri, hanno modificato il nostro Pianeta. <br />Alcuni luoghi, nonostante questo, sono rimasti quasi immutati nel tempo, altri invece sono scomparsi. Ed &egrave; proprio su questi ultimi che si sofferma il podcast ideato e prodotto da Jessica Pellegrino per il IlT quotidiano.</p>
<p>Si tratta di "Luoghi scomparsi" un viaggio tutto trentino per scoprire&nbsp;paesi, villaggi e borghi avvolti nel buio del passato che tornano a noi, quasi unicamente, attraverso leggende che si tramandano di generazione in generazione.</p>
<p>Vuoi ascoltare tutti gli episodi pubblicati? Segui questo <a target="_blank" href="https://www.iltquotidiano.it/articoli/luoghi-scomparsi-fra-mito-e-storia/" rel="noopener">link</a> e... buon ascolto!</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 15:45:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Thu, 13 Mar 2025 11:22:18 +0100</lastBuildDate>
<published>Fri, 31 Mar 2023 15:45:00 +0200</published>
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<title>La statua di Degasperi in Piazza Venezia</title>
<link>https://www.quov.it/it/la-statua-di-degasperi-in-piazza-venezia</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/20220531-202930,6447.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Tramandare alle nuove generazioni di italiani la figura del grande statista trentino. Questo lo spirito con cui la Democrazia Cristiana don&ograve; alla citt&agrave; di Trento Il monumento, inaugurato a due anni dalla scomparsa di De Gasperi (1956).</p>
<p>Un monumento, oggi simbolo di Piazza Venezia, che porta un messaggio di speranza verso il futuro: "il riscatto dalle calamit&agrave; della Storia &egrave; possibile se i cittadini lo affronteranno seguendo i valori di cui De Gasperi si fece portatore - il rispetto della Libert&agrave;, della Democrazia, della Fede".</p>
<p>La progettazione ed esecuzione dell&rsquo;opera furono affidate allo scultore toscano Antonio Berti, il quale si avvalse di alcune illustri collaborazioni tra cui quella dell&rsquo;arch. Marcello Piacentini per la parte architettonica.Il monumento rappresenta la figura di De Gasperi inquadrando architettonicamente le virt&ugrave; politiche e le istituzioni democratiche che guidarono il suo operato. La stele centrale raffigurante la Fede - che richiama con il suo slancio verticale il profilo delle guglie alpine - &egrave; circondata dall&rsquo;esedra che ricorda l&rsquo;aula del Parlamento, che avvolge e sostiene De Gasperi-rappresentato nel compiere un passo in avanti mentre indica la strada del progresso.</p>
<p>Il basamento della statua, realizzato in candido marmo dell&rsquo;Altissimo (LU), rappresenta in forma di donna le quattro personali virt&ugrave; che hanno indirizzato l&rsquo;opera di De Gasperi: la Giustizia, la Politica, la Riflessione, la Fede. Alle estremit&agrave; dell&rsquo;esedra due grandi rilievi bronzei rappresentano la Distruzione della guerra e la successiva Ricostruzione del Paese, raggiunta anche tramite l&rsquo;operato degasperiano. La base del monumento &egrave; ornata da sei rilievi in bronzo e tratta temi di vita quotidiana nel periodo della ricostruzione, popolato dalle nuove generazioni e vissuto nella collaborazione a livello europeo (il Lavoro, l&rsquo;Amore, la Felicit&agrave;, l&rsquo;Unione Europea, la Cultura, lo Svago).</p>
<p>La statua bronzea dedicata all&rsquo;Italia, sul retro dell&rsquo;esedra marmorea, rivolta a nord -verso le Alpi- rappresenta l&rsquo;amore alla Patria che ispir&ograve; l&rsquo;azione di De Gasperi: ella tiene tra le mani un ramo d&rsquo;ulivo, in segno di pace. La statua &egrave; collocata su una base di granito rosa che attraverso una porta piccola conduce all&rsquo;interno del monumento stesso, in una sorta di cripta, di cui per gli anni successivi alla costruzione &egrave; stata in studio la definitiva sistemazione. Ai piedi della statua quella che un tempo era una fontanella a pi&ugrave; getti bagnava gli stemmi delle citt&agrave; capoluogo di regione, realizzati con un disegno a mosaico su fondo tricolore, che rappresentano l&rsquo;importanza delle autonomie regionali nel pensiero degasperiano nel quadro dell&rsquo;unit&agrave; nazionale.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 15:45:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Wed, 01 Jun 2022 15:45:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Wed, 01 Jun 2022 15:45:00 +0200</published>
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<title>TrentinAvo torna in Val Rendena con il podcast dedicato ad Elisa Polla</title>
<link>https://www.quov.it/it/trentinavo-torna-in-val-rendena-con-il-podcast-dedicato-ad-elisa-polla</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/jessicapellegrino-alessandropolla-elisapolla-rid,5995.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><i>Rivivere la cultura del Trentino in modo ancor pi&ugrave; local.</i> <br />Raccontare e condividere storie, leggende e tradizioni... che hanno come protagonista assoluta la lingua "<i>principe</i>" delle singole localit&agrave;: il <b>dialetto</b>.</p>
<p>L'ospite di questi episodi &egrave;<b> Elisa Polla</b>, nata e cresciuta nel piccolo borgo di Caderzone Terme, e residente tutt'ora nelle Giudicarie. <br />La incontriamo qui per scoprire assieme il libro "L&igrave; foli dala nona cuntadi 'ndai fil&ograve;": un volume pubblicato nel 2019 con il Centro Studi Judicaria. <br />Un libro che raccoglie gli studi, i fil&ograve; e le "fole" (le favole) che hanno caratterizzato le comunit&agrave; della Judicaria, ovvero i territori trentini bagnati dai fiumi Sarca e Chiese. Oggi la potremmo quindi considerare la somma delle Giudicarie, di parte dell&rsquo;alto garda e della Valle di Ledro. <br />Un testo che evidenzia il grande lavoro portato avanti negli anni da Polla volto alla valorizzazione di usi e costumi del passato. <br />Un lavoro fatto di confronto che dal 2001 l&rsquo;ha vista impegnata con il gruppo culturale Le Castellane. Un&rsquo;associazione che &egrave; poi cresciuta unendo donne, uomini e bambini e diventando cos&igrave; il gruppo Le Castellane - La Cumpagnia dal Castel.</p>
<p>Un libro che ha nel dialetto il suo &ldquo;filo conduttore&rdquo; e che, come spiega lei stessa nella prefazione, rappresenta la sintesi di questi percorsi e delle ricerche su usi, costumi, tradizioni e sulla funzione del dialetto non solo come linguaggio, ma come espressione della cultura locale. Aspetti che vengono riproposti nella forma dei fil&ograve; e delle fole. <br />In appendice inoltre ci regala un ricco glossario, arricchito da indicazioni fonetiche, corredato da proverbi e modi di dire (<a title="TrentinAvo Elisa Polla | Soluzione indovinelli" target="_blank" href="https://www.quov.it/it/trentinavo-elisa-polla-soluzione-indovinelli" rel="noopener" k-id="13769" k-module="eventi">qui trovi le SOLUZIONI dei detti che abbiamo condiviso</a>).<br />&egrave; quindi su leggende, fole e detti che ci soffermeremo in questi episodi.</p>
<p>Clicca su&nbsp;<a target="_blank" href="https://www.spreaker.com/user/quov/introduzione-modifica-di-elisa" rel="noopener">questo link</a>&nbsp;per ascoltarlo!</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 10:15:00 +0100</pubDate>
<lastBuildDate>Mon, 24 Jan 2022 10:15:00 +0100</lastBuildDate>
<published>Mon, 24 Jan 2022 10:15:00 +0100</published>
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<title>TrentinAvo Elisa Polla | Soluzione indovinelli</title>
<link>https://www.quov.it/it/trentinavo-elisa-polla-soluzione-indovinelli</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/libro-elisa,3490.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Allora... se sei arrivato qui... probabilmente hai appena ascoltato l'ultimo episodio di TrentinAvo con il quale ti abbiamo sfidato ad indovinare qualche indovinello (se cos&igrave; non fosse puoi ascoltare il podcast <a target="_blank" href="https://www.spreaker.com/user/quov/elisa-polla-05-bonus" rel="noopener">cliccando qui</a>)</p>
<p>Partiamo quindi con le soluzioni!</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>
<p>"Gh'&eacute; d&uuml; chi si cur sempru dr&eacute;</p>
<p>senza mai ciap&agrave;rsi.</p>
</td>
<td>
<p>"Ci sono due che si rincorrono&nbsp;</p>
<p>senza mai prendersi"</p>
</td>
<td>
<p><b>Il giorno e la notte</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p>Gh'&egrave; quatru sureli</p>
<p>chi nu s'&agrave; mai incuntr&agrave;</p>
<p>quant ca&nbsp;&uuml;na la vegn</p>
<p>cul'aftra la va.</p>
</td>
<td>
<p>Ci son quattro sorelle&nbsp;</p>
<p>che non si sono mai incontrate</p>
<p>quando una arriva</p>
<p>l'altra se ne va</p>
</td>
<td>
<p><b>Le stagioni</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p>La parla e nu la g&agrave; la buca</p>
<p>la camina e nu la g&agrave; li gambi.</p>
</td>
<td>
<p>Parla, ma non ha la bocca</p>
<p>cammina, ma non ha le gambe.</p>
</td>
<td>
<p><b>La lettera</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p>I g&agrave; vist&igrave; da t&uuml;c i culur</p>
<p>ma quant ca l'&egrave; fr&ouml;t i si cava f&ograve;.&rlm;</p>
</td>
<td>
<p>Hanno vestiti di ogni colore</p>
<p>ma quando vien freddo si spogliano&nbsp;</p>
</td>
<td>
<p><b>Gli alberi</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p>Daparm&egrave; nu dic gnenti,&nbsp;</p>
<p>ma marid&agrave;da cun l'aqua</p>
<p>impas&igrave;s la gent</p>
</td>
<td>
<p>Da sola non dico nulla,&nbsp;</p>
<p>ma sposata con l'acqua&nbsp;</p>
<p>sazio la gente.</p>
</td>
<td>
<p><b>La farina gialla e la polenta</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p>I mi sum&ouml;na,&nbsp;</p>
<p>p&ograve; i mi t&agrave;ia,&nbsp;</p>
<p>p&ograve; i mi p&ouml;sta cul bast&ugrave;n,&nbsp;</p>
<p>ma sala taula m&egrave; su l'padr&ugrave;n.</p>
</td>
<td>
<p>Mi seminano,&nbsp;</p>
<p>poi mi tagliano,</p>
<p>poi mi picchiano col bastone,&nbsp;</p>
<p>ma a tavola io sono il padrone.</p>
</td>
<td>
<p><b>Il frumento e il pane</b></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 10:00:00 +0100</pubDate>
<lastBuildDate>Mon, 24 Jan 2022 10:00:00 +0100</lastBuildDate>
<published>Mon, 24 Jan 2022 10:00:00 +0100</published>
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<title>TrentinAvo fa tappa in Val Rendena con il podcast dedicato ad Elio Caola!</title>
<link>https://www.quov.it/it/trentinavo-fa-tappa-in-val-rendena-con-il-podcast-dedicato-ad-elio-caola</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/img-7970,5824.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Rivivere la cultura del Trentino in modo ancor pi&ugrave; local. <br />Raccontare e condividere storie, leggende e tradizioni... che hanno come protagonista assoluta la lingua "principe" delle singole localit&agrave;.</p>
<p>In questi episodi il nostro ospite d'onore &egrave; Elio Caola, rendenese di origine, ex dirigente forestale e presidente della SAT &ndash; Societ&agrave; degli Alpinisti Tridentini dal 1997 al 2003. Caola, inoltre nel 2012, &egrave; stato insignito con l&rsquo;Aquila d&rsquo;Oro della SAT.</p>
<p>Un personaggio noto a molti in Rendena e non solo che ha voluto regalare ai suoi famigliari il libro "Storie di Rendena e di famiglia... perch&egrave; non si disperda l'identit&agrave; delle proprie radici, intesa come conoscenza del passato". Un piccolo volume in cui racconta la Val Rendena, partendo dalla storia della valle e intrecciandola con le vite dei componenti della propria famiglia.</p>
<p></p>
<p><a class="spreaker-player" href="https://www.spreaker.com/episode/47650155" data-resource="episode_id=47650155" data-width="100%" data-height="350px" data-theme="light" data-playlist="show" data-playlist-continuous="false" data-chapters-image="true" data-episode-image-position="right" data-hide-logo="false" data-hide-likes="false" data-hide-comments="false" data-hide-sharing="false" data-hide-download="true">Ascolta "5. A Pinzolo con Elio Caola - Conclusione" su Spreaker.</a></p>
]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 17:15:00 +0100</pubDate>
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<published>Thu, 25 Nov 2021 17:15:00 +0100</published>
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<title>Il podcast per un tuffo nel dialetto trentino... TrentinAvo </title>
<link>https://www.quov.it/it/il-podcast-per-un-tuffo-nel-dialetto-trentino-trentinavo</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/spreaker-trentinavo,7331.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><span>Rivivere la cultura del Trentino in modo ancor pi&ugrave; local.</span><br /><span>Raccontare e condividere storie, leggende e tradizioni... che hanno come protagonista assoluta la lingua "principe" delle singole localit&agrave;: il dialetto.</span></p>
<p>Il tutto partendo da chi ha scelto di scriverle... e dai loro testi!</p>
<p>Credits:</p>
<p>Il podcast di Quov.It dedicato alle storie trentine &egrave; prodotto ed ideato da <a target="_blank" href="http://www.jp4c.it" rel="noopener">Jessica Pellegrino</a>, fondatrice del portale, in collaborazione con il videomaker <a target="_blank" href="https://augmentedexperience.eu/alessandro/" rel="noopener">Alessandro Polla</a>.<br />Musiche di Marco Giovanni Ferrario.</p>
<p>Che aspetti...&nbsp;<br /><a target="_blank" href="https://www.spreaker.com/podcast/trentinavo--4868881" rel="noopener">Ascolta il podcast qui</a>!</p>
<p>Se vuoi proporre un libro o un autore... scrivi a <a href="mailto:jessica.pellegrino@quov.it">jessica.pellegrino@quov.it</a>.&nbsp;</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Thu, 11 Nov 2021 02:15:00 +0100</pubDate>
<lastBuildDate>Thu, 11 Nov 2021 02:15:00 +0100</lastBuildDate>
<published>Thu, 11 Nov 2021 02:15:00 +0100</published>
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<title>La noce bleggiana</title>
<link>https://www.quov.it/it/la-noce-bleggiana</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/festa-della-noce-201912948,5751.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>La noce bleggiana, oggi presidio Slow Food &laquo;&Eacute; una noce piccola - si legge sul&nbsp;sito della <a target="_blank" href="https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/noce-bleggiana/" rel="noopener">Fondazione Slow Food</a>&nbsp;- ma dal sapore dolce, speziato e molto aromatico. Si distingue non solo per le dimensioni, ma anche per la forma ovale, arrotondata alla base, e per il guscio sottile percorso da solcature piuttosto marcate, con rilievi accentuati lungo la linea di sutura. [...] Un censimento di circa venti anni fa testimonia la presenza sul territorio di circa 10.000 piante, ma questo numero, negli ultimi anni, &egrave; diminuito progressivamente per via del taglio di numerosi alberi e per il mancato reimpianto di bleggiana, dovuto anche all&rsquo;ingresso tardivo in produzione (dopo circa 15 anni)&raquo;.</p>
<p>Le fonti storiche rilevano che in queste aree le noci venissero coltivate fin dal XVI secolo. Ancora oggi vengono raccolte a mano ed i contadini compiono il rito della battitura.<br />Le noci, lavate ed essiccate naturalmente sui graticci delle soffitte, sono l'ingrediente speciale di tante ricette tra cui pane, torte e biscotti. Vengono poi utilizzate per realizzare il nocino - il tradizionale liquore ottenuto dal mallo della noce - e l'olio di noci.&nbsp;<br />La raccolta avviene a partire dai mesi di settembre e ottobre.&nbsp;</p>
<p>A valorizzare questa variet&agrave; c'&egrave; l&rsquo;associazione &ldquo;Confraternita della noce del Bleggio&rdquo;.</p>
<p></p>
<p>Area di produzione<br />Zone del <b>Bleggio, Banale e Lomaso</b> nelle <i><b>Giudicarie Esteriori</b></i>, in<i> provincia di Trento.</i></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 17:15:00 +0100</pubDate>
<lastBuildDate>Sun, 07 Nov 2021 17:15:00 +0100</lastBuildDate>
<published>Sun, 07 Nov 2021 17:15:00 +0100</published>
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<title>&quot;Pagar al zöl&quot;: un'antica usanza del periodo pasquale</title>
<link>https://www.quov.it/it/-pagar-al-zol-un-antica-usanza-del-periodo-pasquale</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/baby-goats-jan-2007-crop,5075.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><i>Sono molte le storie ed i racconti che si legano ai riti ed alle tradizioni della Pasqua.</i> <br />In questo primo post di "<b>TrentinAvo</b> - un tuffo nei racconti e nelle tradizioni trentine"&nbsp;il protagonista &egrave; tratto da uno dei racconti che <b>Elisa Polla</b>, <i>appassionata di tradizioni e di dialetto</i> - ha inserito nel suo libro "<b><i>Li foli dala nona cuntadi 'ndai fil&ograve;!</i></b>" (<a title="Storie e storia da altri tempi tra fantasia e vissuto - Il libro di Elisa Polla raccontato da Mario Antolini Muson" href="https://www.quov.it/it/storie-e-storia-da-altri-tempi-tra-fantasia-e-vissuto-il-libro-di-elisa-polla-raccontato-da-mario-antolini-muson" k-id="8881" k-module="eventi">qui trovi il post dedicato al volume</a>). Un racconto che &egrave; poi diventato il protagonista del <i>Fil&ograve; messo in scena da Li Castelani - la Cumpagnia dal Castel</i>: <b>"Pag&agrave;r al z&ouml;l"</b> ovvero <b>"Pagare il capretto"</b>.</p>
<p>Si tratta, come scrive <b>Polla</b> nel suo volume di un'usanza che si legava al rito del battesimo con l'acqua santa nuova che veniva benedetta il Sabato Santo.<br />La famiglia del primo bimbo che veniva battezzato con quest'acqua doveva infatti regalare<i> 'n zol</i> - un capretto - al parroco. "La perpetua poi - scrive <b>Polla</b> - lo preparava per il pranzo che il parroco consumava in compagnia del sindaco e del sacrestano la domenica dell'ottava di Pasqua". <br />Non tutte le famiglie - a quei tempi molto numerose - avevano a disposizione il capretto. Capitava quindi che chi non lo aveva lo scambiasse con una giornata di lavoro o con un'altra merce. <br />Ed arriviamo quindi al fil&ograve; in cui si parla di un padre di famiglia di Caderzone, conosciuto come uomo arguto e con spirito mordace.</p>
<p><i>"Ogni anno quest'uomo aveva un figlio e, si narra, che dopo il quarto figlio nato nel periodo prima di Pasqua e battezzato con l'acqua santa nuova, cominci&ograve; a tagliare, per i suoi bambini, un pezzo del capretto destinato al parroco: prima una coscia, poi due e via sempre un pezzo in meno destinato al parroco. dai racconti si arriva, al decimo figlio, allorch&egrave; si present&ograve; al prete solo con la pelle del z&ouml;l - capretto con questa ironica motivazione "Reverendo ho visto che quest'inverno lei aveva un bel cappotto... io ho pensato che ci vorrebbe anche una pelliccia da tener caldo il collo". </i><br /><i>Pare fu cos&igrave; che il parroco, resosi conto delle difficolt&agrave; di alcune famiglie, decise di non portare avanti questa tradizione e l'usanza venne meno".</i></p>
<p>Segui questo link e ascolta il primo episodio del <a target="_blank" href="https://www.spreaker.com/show/trentinavo" rel="noopener">podcast "TrentinAvo"</a>.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 15:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Thu, 08 Apr 2021 15:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Thu, 08 Apr 2021 15:00:00 +0200</published>
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<title>&quot;Fàr gróp&quot; per affrontare il Covid-19 e “vegnérghen fò”. Il punto sulle Giudicarie con Mario Antolini</title>
<link>https://www.quov.it/it/-far-grop-per-affrontare-il-covid-19-e-vegnerghen-fo-il-punto-sulle-giudicarie-con-mario-antolini</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/foglio-002,4384.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><i>L&rsquo;estate 2020 sar&agrave; sicuramente ricordata come un momento, quanto meno, difficile.</i> <br />Un periodo in cui si sono rincorsi diversi stati d&rsquo;animo per l'emergenza sanitaria dovuta al <b>coronavirus Covid-19</b>: <i>dalla felicit&agrave; per la fine dell&rsquo;isolamento alla paura di una possibile ricaduta</i>. Allo stesso tempo si sono andate creando problematiche ulteriori dovute all&rsquo;<i>impossibilit&agrave; di lavorare</i> ed alla necessit&agrave; di poter usufruire<i> di supporti economici e psicologici</i>. <br /><i>Il tutto accompagnato dal rincorrersi di commenti "specialistici" spesso opposti e contraddittori.</i></p>
<p>In questo turbinio di emozioni i riflettori si sono accesi su due elementi: la <b>salute</b> e ed il <b>lavoro</b>.</p>
<p><img class="" title="330px-SARS-CoV-2_without_background.png" alt="330px-SARS-CoV-2_without_background.png" src="https://www.quov.it/files/getbyid/330px-sars-cov-2_without_background,4383.png" /></p>
<p>Un tema su cui si &egrave; soffermato&nbsp;<b>Mario Antolini</b>, <i>storico nonch&eacute; profondo conoscitore delle Giudicarie</i> <i>e non solo</i>, che propone&nbsp; qui la sua lettura dando anche qualche consiglio. Uno tra tutti? &laquo;Nelle difficolt&agrave; - sottolinea<b> Mario</b> - bisogna saper &ldquo;f&agrave;r gr&oacute;p&rdquo;&raquo;. <b>F&agrave;r gr&oacute;p</b>, in dialetto tionese/giudicariese corrisponde a rimanere uniti.</p>
<p><i>Mario, cosa possiamo dire di quest&rsquo;estate 2020?</i><br />Ancora una volta siamo obbligati, dalle vicende storiche incontrollabili dall&rsquo;uomo, a superare un periodo colpito &ndash; a livello mondiale &ndash;<b> da una pandemia da coronavirus che ha richiamato alla mente la peste del 1600</b> (decantata e tramandata dal Manzoni) e l&rsquo;epidemia della &ldquo;febbre spagnola&rdquo; degli anni 1918-28 ormai quasi dimenticata, tanto poco se ne parla.<br />Anche le Giudicarie e il Trentino sono state colpite da queste calamit&agrave; che sono andate molto al di l&agrave; degli ambiti famigliari, per coinvolgere ogni contesto sociale che ha sempre dovuto operare collegialmente e in sintonia, in quanto il singolo era impossibilitato ad affrontare una situazione che coinvolgeva tutta la societ&agrave; nella quale i singoli rimasti vittime del morbo richiedevano l&rsquo;aiuto dei propri simili e delle istituzioni sociali che erano e sono in essere.</p>
<p><i>Un parallelo dunque tra ieri ed oggi?</i> <br />Non ho sotto mano documenti precisi che si riferiscano alle epidemie del passato, ma ho condiviso quanto &egrave; avvenuto anche in Giudicarie e nel Trentino in questa primavera-estate del 2020 che ha rappresentato aspetti del tutto inusitati, e mai avvenuti in ogni tempo e luogo, addirittura con l&rsquo;obbligo assoluto, imposto d&rsquo;autorit&agrave; governativa, del &ldquo;tutti chiusi in casa&rdquo; per alcuni mesi, ed in questa coda di estate attualmente anche in fase di lenta ripresa dei rapporti interpersonali e nel mondo del lavoro.</p>
<p><i>A quali emozioni, secondo te, ha dato vita questa pandemia e quali sono le esigenze della Comunit&agrave; oggi?</i><br />Senza alcun dubbio ci siamo sentiti soli. Le istituzioni pubbliche si sono sentite lontane ed incapaci di fare chiarezza sul da farsi, del come comportarsi, del come agire, del come riprendere i modi di vita e del lavoro come era stato prima dell&rsquo;avvento dell&rsquo;epidemia. Eppure, a mio sentire, percepisco che proprio ora, pi&ugrave; che mai, si evidenzia l&rsquo;esigenza di sentirsi insieme - di &ldquo;f&agrave;r gr&oacute;p&rdquo; - poich&eacute; ci si sente soli e smarriti ed in palese difficolt&agrave;, sia dal punto di vista famigliare (coi figli chiusi in casa e senza scuola) sia dal punto di vista sociale nell&rsquo;incapacit&agrave; di riavviare il mondo del lavoro che rimane indispensabile per la necessaria economia, di cui tutte e tutti hanno determinante bisogno.</p>
<p><img class="" title="MarioAntoliniMuson_FotoStudioFox.jpg" alt="MarioAntoliniMuson_FotoStudioFox.jpg" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/marioantolinimuson-fotostudiofox,2646.jpg" /></p>
<p><i>Secondo te questa crisi ha accentuato la necessit&agrave; dell&rsquo;uomo di essere &ldquo;animale sociale&rdquo;?</i><br /><b>C&rsquo;&egrave; sicuramente il bisogno e il desiderio di &ldquo;socialit&agrave;&rdquo;</b>. Durante i momenti cruciali del coronavirus l&rsquo;Ospedale di Tione era diventato il faro comprensoriale al quale si sapeva fare riferimento; ci si sentiva protetti perch&eacute; il punto di convergenza sanitaria era palese e funzionale; ci si sentiva insieme ed al sicuro. Ma poi... di nuovo il vuoto, la sensazione del rimanere da soli a sbrogliare la matassa delle infinite situazioni prive di orizzonti certi e da poter raggiungere con certezza.</p>
<p><i>Quali sono gli aspetti che per te hanno aiutato o meglio ancora, potrebbero aiutare nel far fronte a situazioni come questa ad esempio in Giudicarie?</i> <br />Di fronte alla povert&agrave; ed alle difficolt&agrave; del passato i Giudicariesi sono sempre riusciti &ldquo;a vegn&eacute;rghe f&ograve;&rdquo; ma da soli, si sono fatti forza - <b>dal lavoro manuale a livello famigliare e ricorrendo all&rsquo;emigrazione come valvola di salvezza economica</b>. La storia sta a testimoniare come tanta intraprendenza individuale, basata sulla fatica e la costanza, sia riuscita a dare alle Giudicarie una posizione sociale ed operativa del tutto esemplare ed invidiabile. &Egrave; giunto il momento di ricominciare a rimboccarsi le maniche (come si suol dire). Ma la gente di oggi ha la stesa stoffa delle generazioni che hanno fatto delle Giudicarie un invidiabile eden ben ordinato, con nessun individuo abbandonato sulla strada, con nessuna persona lasciata sola, con tutti i cittadini sotto un tetto, con nessun morto di fame? Ci sono i disoccupati specie fra gli stagionali, ma si arrangiano poich&eacute; si trovano in un ambiente in cui anche il disoccupato e lo stagionale trovano qualche momentaneo riparo.</p>
<p><i><img class="" title="Aree_turistiche_del_Trentino_per_Wikivoyage.jpg" alt="Aree_turistiche_del_Trentino_per_Wikivoyage.jpg" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/aree-turistiche-del-trentino-per-wikivoyage,4381.jpg" /></i></p>
<p><i>Cosa proporresti per superare questi momenti?</i> <br />Mi chiedo se sia possibile fare qualcosa di pi&ugrave; nel <b>trovare modalit&agrave; di un &ldquo;sentirsi insieme&rdquo; ad affrontare ci&ograve; che soltanto se uniti agli altri si riesce &ldquo;a vegn&eacute;rghen f&ograve;&rdquo;</b>. &Egrave; noto che ai Giudicariesi resta tradizionale l&rsquo;agire da isolati, sia come individui, che come centri abitati pure come enti pubblici: ognuno viaggia da s&eacute; e per s&eacute;, e sono rare le occasioni di un possibile e ricercato &ldquo;agire insieme&rdquo;. Eppure io sono convinto che proprio in momenti come l&rsquo;attuale, &egrave; giunta l&rsquo;occasione propizia per andarsi a cercare, a trovare occasioni e modalit&agrave; per un agire in unit&agrave; d&rsquo;intenti nel sapersi comprendere ed aiutarsi a vicenda in quanto possibile.<br /><i>Sono convinto che ci troviamo in un paradiso terrestre: le Sette Pievi tutte insieme. Cerchiamo di non esserne scacciati per incapacit&agrave; di gestirlo a dovere. Difendiamo il bello ed il buono che ci distingue, cercando di accrescerlo attraverso una impegnativa ricerca di &ldquo;unit&agrave;&rdquo; che potrebbe portarci al settimo cielo. Basta volerlo e&hellip; darsi da fare.</i><br />Tutto quanto detto risulta soltanto una illusione di un vecchio barbogio centenario? Mi auguro di no; anzi mi auguro che sia un sincero auspicio che possa essere raccolto ed attuato.</p>
<p></p>
<p>Credits foto Mario Antolini: <b>Studio Fox Tione di Trento</b></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Thu, 13 Aug 2020 16:30:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Thu, 13 Aug 2020 16:30:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Thu, 13 Aug 2020 16:30:00 +0200</published>
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<title>Third Stone </title>
<link>https://www.quov.it/it/third-stone</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/banner_box_dx_in_evidenza_third_stone,2249.png?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><em>Chi sono -&nbsp;</em><strong>Third Stone - 70's Rock Band</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Third Stone</strong> &egrave; un <em>progetto musicale</em> che ha come scopo quello di creare quell'atmosfera <em>in cui l'improvvisazione e le vibrazioni degli amplificatori possano generare delle emozioni ad alto volume</em>.</p>
<p>La band sta avviando una propria produzione musicale sfruttando le idee nate non solo in studio, ma anche durante le improvvisazioni live.</p>
<p><em>Nati nel 2014, grazie ad un'ottima sintonia, dopo qualche data live decidono di proseguire insieme.</em></p>
<p><br /><br />Genere: <br /><strong>'70's Rock</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Componenti:<br /><strong>Emanuele &ldquo;Bob&rdquo; Ghirardini</strong> (Voice &amp; Guitars), <strong>Giorgio Bernardi</strong> (Elettric Bass), <strong>Emanuele Filiberto Rosatti</strong> (Drums)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrivono</em>...<br /><em>Al momento abbiamo un disco in fase di preproduzione, ma &egrave; possibile ascoltare ci&ograve; che viene creato direttamente in studio live e in presa diretta.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br /><em>Info</em>:</p>
<p>qual'ora alla band siano richiesti concerti con repertorio cover si esibiscono con due possibilit&agrave; di repertorio (Rock anni '60 '70 inglese oppure beat italiano anni '60)</p>
<p><br /><a onclick="_gaq.push(['_trackEvent','/click_esterni__link_eventi','ThirdStoneFb']);" href="https://www.facebook.com/70stone/?ref=ts&amp;fref=ts"><strong>Pagina facebook</strong></a><br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a onclick="_gaq.push(['_trackEvent','/click_esterni__link_eventi','ThirdStone']);" target="_blank" href="https://www.youtube.com/watch?v=tbD06P_gsoU"><strong>Video</strong> </a><br /><br /></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
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<title>Curly Frog &amp; the Blues Bringers</title>
<link>https://www.quov.it/it/curly-frog-and-the-blues-bringers</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/curly,2223.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><em>Chi sono</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="_5yl5"><span>i <strong><span class="_5yl5">Curly Frog &amp; the Blues Bringers</span></strong> nascono nel gennaio 2012 ed inizialmente &egrave; composto da 4 giovani musicisti, <em>Samuele Ghezzi</em> (voce/armonica), <em>Alessandro Ruocco</em> (batteria), <em>Andrea Ruocco</em> (contrabbasso) e <em>Paolo Tiago Murari</em> (chitarra), che in realt&agrave; collaboravano gi&agrave; da molto tempo insieme, seppur in diverse formazioni. </span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span><br /></span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span>La Band &egrave; vero e proprio caleidoscopio che passa da tre forti poli d'attrazione: <em>il blues, il rock 'n roll ed il jazz</em>. Difficilmente collocabile il suono del gruppo ha un dato fondamentale imprescindibile: <em>la libert&agrave;, il rischio dell'improvvisazione</em>. </span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span><br /></span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span>Si chiamano "Curly Frog &amp; The Blues Bringers" che deriva dalla copertina del vinile del '69 di Muddy Waters "After Rain", dove Mud tiene in mano una rana. La musica che scaturisce da questa line up &egrave; il risultato di un "sound" che nel corso degli anni, ha amalgamato i cinque musicisti attraverso esperienze e contaminazioni musicali tra le pi&ugrave; disparate. Gran parte di quello che suonano &egrave; per&ograve; frutto della loro improvvisazione che &egrave; il fattore che li contraddistingue. </span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span><br /></span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span>Il 27 ottobre 2012 si aggiudicano il 1&deg; premio al <em>CoverOltreFestival</em> suonando 3 brani del leggendario Ray Charles Robinson. Successivamente, nell' estate del 2013 presso il "Gulliver Studio", grazie al premio vinto, hanno registrato il loro primo album "<em>Bluesabilly</em>" con quattro canzoni originali e sei cover. </span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span>Il 2014 &egrave; stato un anno di rinnovamento e cambiamento. Fondamentale il ritorno di <em>Francesco Mosna</em> alla chitarra e la creazione di varie possibilit&agrave; sonore in diverse situazioni. Le formazioni live diventano variabili, dal trio rockabilly al quartetto bluegrass o dal quartetto blues al quintetto che li comprende tutti. </span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span>Nel febbraio 2015 sono volati a Berlino per incidere il loro vero e proprio CD "<em>OWT</em>" composto da 14 brani originali presso lo studio analogico con strumentazione vintage "<em>Lightning Recorders</em>" e nell'ottobre dello stesso anno si sono aggiudicati il primo premio al concorso "<em>Music 4 the Next Generation</em>" reinterpretando in stile bluegrass la danza ungherese n&deg;5 di J. Brahms insieme all'<em>orchestra classica Haydn</em>.</span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span><br /></span></span></p>
<p><span class="_5yl5"><span>La Band &egrave; formata da: <span class="_5yl5"><span>S<em>amuele Ghezzi</em> (voce, armonica ), <em>Alessandro Ruocco</em> (batteria), <em>Andrea Ruocco</em> (contrabbasso), <em>Paolo Tiago Murari</em> (chitarra, piano)<em> e</em> <em>Francesco Mosna</em> (dobro, chitarra)</span></span>.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Stile</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span class="_5yl5">"Blues e dintorni" (Blues, Jazz, Rock 'n roll)</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrivono...</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em><span class="_5yl5">I Curly Frog &amp; the Blues Bringers propongono il blues nelle sue varie forme e formazioni, mischiando il tutto in un vero e proprio caleidoscopio del sound bluesy. Brani e groove originali sfociano nel loro motto trasformando la frase di Little Walter in "Blues with many feelings".</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br /><a target="_blank" href="https://www.facebook.com/Curly-Frog-the-Blues-Bringers-262569947152114/?ref=bookmarks"><b>Pagina FB <span class="_5yl5"><strong><span class="_5yl5">Curly Frog &amp; the Blues Bringers</span></strong></span></b></a><i><br /></i></p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b><br /></b></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
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<title>Racket</title>
<link>https://www.quov.it/it/racket</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/image,2210.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><em>Chi sono</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <b>Racket</b> nascono alla fine del 2014 per suonare del&nbsp;Rock estremamente Heavy e ad alto voltaggio. la band nasce&nbsp;da un' idea di Ivan e Chris, che subito chiamano Stefano, Paolo e Fabio a completare la Formazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il loro primo Album dal titolo "<b>a Bad Case of Rock'n'Roll</b>" vedr&agrave; presto la luce.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Formazione: <i>Mini</i> (voce), <i>Ivan</i> (basso), <i>Chris</i> (chitarra), <i>Paolo</i> (chitarra) e <i>Fabio</i> (batteria).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Stile</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Heavy Rock Superamplificato</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrivono...</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span><i>Verranno predilette Location malsane e piene di brutta gente: il motto della Band &egrave; "Carta, no banane"; o "Casse di birra e bozze di vino", dipende da chi organizza.</i></span></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/rocknracket/?ref=ts&amp;fref=ts" target="_blank"><b>Pagina FB Racket</b></a></p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b><br /></b></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
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<title>National Suicide</title>
<link>https://www.quov.it/it/national-suicide</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/image,2209.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><em>Chi sono</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <b>National Suicide </b>sono senza dubbio una delle pi&ugrave; importanti realt&agrave; del Metal italiano.</p>
<p>Nati nel 2006 hanno condiviso il palco con Band di calibro internazionale quali:<i> Sodom, Tankard, Artillery, Assassin, Exciter, Onslaught, Jag Panzer, Satan, Raven, Omen</i> <i>e molti altri</i>, esibendosi in Italia e all'estero, anche in occasione di importanti festival quali il "<i>Thrash Metal Assault</i>" tedesco, il "<i>Metal Cova</i>" spagnolo e il "<i>Rock Hard Festival</i>" italiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2009 hanno inciso per "My Graveyard Productions" il fortunatissimo "<b>The Old Family Is Still Alive</b>", cui seguira', entro questo 2016, un secondo Album.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Band &egrave; composta da <i>Mini</i> (voce), <i>Tiz</i> (chitarra), <i>Valle</i> (chitarra), <i>Ivan</i> (basso) e <i>Vender</i> (batteria).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Stile</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Old School Thrash Metal</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrivono...</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>An Underground Sound for an Underground Reality!</i></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/National-Suicide-Official-281887498501070/?ref=ts&amp;fref=ts" target="_blank"><b>Pagina FB National Suicide</b></a></p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b><br /></b></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
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<title>Roby Rebel &amp; the Skeletons </title>
<link>https://www.quov.it/it/roby-rebel-and-the-skeletons</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/image,2205.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><em>Chi sono</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il coinvolgente rock'n'roll dei <b>Roby Rebel &amp; the Skeletons</b> esordisce sulla scena trentina nell'estate 2015.</p>
<p><span>Il progetto nasce dalle ceneri dei Three Men &amp; the Skeleton, gruppo dall'anima hard-rock con suono carico e deciso ma con la passione per le pin-up e le "blue suede shoes", cos&igrave; da quel momento&nbsp;<span>il suono distorto lasci&ograve; il posto alle sonorit&agrave; vintage anni '50 e '60.&nbsp;</span></span></p>
<p>Fu cos&igrave; che<i> Mauro Conci</i>&nbsp;decise di appende al chiodo la sua Flying V e rispolver&ograve; la sua Gretsch rosso fuoco, <i>Romain Yviquel</i> aggiungese qualche tono all'accordatura del suo basso elettrico ed iniziano cos&igrave; la ricerca della voce ideale e della batteria perfetta per completare il quartetto rockabilly, li trovarono nel cantante <i>Roberto Sassano</i> e il drummer <i>Roberto Paris,</i> i ragazzi<i>&nbsp;</i>dimostrarono<i>&nbsp;</i>di avere<i>&nbsp;</i>la giusta verve per unirsi a quelli che diventeranno i Roby Rebel &amp; the Skeletons.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Ed ecco che, come i ragazzi dal ciuffo ribelle di qualche decade fa, non resta altro che lanciarsi in pista da ballo e scatenarsi al suono dei Roby Rebel &amp; the Skeletons. Provare per credere!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Stile</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cover band <b>Rockabilly, Rock'n'Roll</b> : <i>Eddie Cochran, Chuck Berry, Elvis, Renato Carosone, Fred Buscaglione, Stray Cats.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrivono...</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span><i>Lo scopo della band &egrave; &nbsp;quello di far vivere al suo pubblico un "salto nel passato" e rivivere i tempi dei ritmi vivaci di Eddie Cochran, Chuck Berry, Elvis e molti altri. Sul palco la sintonia che avvolge i quattro ragazzi in camicia hawaiana &egrave; travolgente; il suono degli amplificatori &egrave; crudo, pieno, potente, si avverte il loro passato "distorto", le melodie rock'n'roll assumono una sonorit&agrave; inedita, ma ugualmente appassionante ed entusiasmante.</i></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/robyrebelskeleton/" target="_blank"><b>Pagina FB&nbsp;Roby Rebel &amp; the Skeletons</b></a></p>
<p><b><br /></b></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
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<title>Tucker Fire</title>
<link>https://www.quov.it/it/tucker-fire</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/image,2204.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><em>Chi sono</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <b>Tucker Fire</b> nascono negli anni '90, con l'intento di immedesimarsi tra i ventenni di allora.</p>
<p>Dopo vari cambi di componenti (tra i quali bisogna ricordare i carissimi IvanXXX, Cina e Mantra), nel 2014 si &egrave; arrivati a una formazione stabile con i tre capisaldi <i>Piergiorgio Murgia</i>&nbsp;("PG, l'etereo) alla voce,&nbsp;<i>Loris Dellapia</i>&nbsp;("Luz", il pilastro) al basso e&nbsp;<i>Cristian Berteotti</i>&nbsp;("Bert", il bati-padele) Alla batteria... A far compagnia i giovani <i>Christian Sartori</i>&nbsp;("Bamboccione", il chitarrista folle) alla chitarra e cori e <i>Nicola Salvadori</i>&nbsp;("Jerry Lee Nik", il tuttofare) alle tastiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Stile</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il genere spazia tra <b>cover</b><i> (Timoria, PFM, Afterhours....)</i> e <b>pezzi inediti</b>, alcuni nostalgici, altri arrabbiati, per cercare di cambare questo mondo all'insegna del <b>rock'n'roll</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrivono...</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="_3hi clearfix">
<div class="_38 direction_ltr">
<p><i>Se potete farlo, fatelo!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/Tucker-Fire-347995045352161/" target="_blank"><b>Pagina FB Tucker Fire</b></a></p>
<p><b><br /></b></p>
</div>
</div>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
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<title>Radio Galena Band</title>
<link>https://www.quov.it/it/radio-galena-band</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/image,2190.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><em>Chi sono</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="col-sm-5 col-xs-7 col-xxs-12 storia">
<p>I <strong>Radio Galena Band</strong> nascono nel 2009 dall'idea di Paolo Sartori, deus ex machina della stessa, con l'obiettivo di "costruire" una Cover Band versatile e coinvolgente, al passo coi tempi, dal sound attuale e potente.</p>
<p>La Band &egrave; &nbsp;in continua evoluzione. Una nuova track list 2016 "pi&ugrave; intima" e personale mette in luce le attitudini e il carattere della Band.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una solida line up formata da cinque elementi rigorosamente live all'altezza di ogni palco:</p>
<p><i>Paolo Sartori</i> - Vocal and head&nbsp;liner&nbsp;</p>
<p><i>Eugenio Cigalott</i>i - Guitar and vocal&nbsp;</p>
<p><i>Salvo Guida</i> - Piano, keyboards and programming, vocal</p>
<p><i>Andrea Tomasini</i> - Drum&nbsp;</p>
<p><i>Andrea Berlanda</i> - Bass and vocal&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Stile</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il loro repertorio spazia dal <strong>pop-rock</strong> al <strong>funky-dance</strong> capace di conquistare un pubblico molto eterogeneo. Le hits radiofoniche che, dal finire degli <strong>anni sessanta</strong> ad arrivare ai <strong>giorni nostri</strong>, sono la colonna sonora della Vita di tutti Noi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrivono...</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Una importante dotazione tecnologica di strumenti all'avanguardia, un proprio impianto PA fino a 8000watt rms, un kit luci ed effetti flessibile ed efficace, rendono la Radio Galena Band capace di offrire un live music show in completa autonomia tecnica e artistica grazie anche alle spiccate attitudini e know how degli elementi che la compongono.</em></p>
<p><em>Una Band completa, in continua evoluzione, in grado di appagare tanto il pubblico delle grandi piazze quanto quello dei live clubs.</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p><strong><em><br /></em></strong></p>
<p><a target="_blank" href="https://www.youtube.com/watch?v=zzidrivPmQg"><strong>RadioGalenaBand A sky full of stars Coldplay cover</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><br /></em></p>
<p><em><br /></em></p>
<br />
<p><em><br /></em></p>
</div>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
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</item>
<item>
<title>Arty 'n' the Wolves</title>
<link>https://www.quov.it/it/arty-n-the-wolves</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/image,2090.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><em>Chi sono</em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p><b>Arty 'n' the Wolves</b>&nbsp;&egrave; l'unica band della scena italiana che propone un repertorio musicale strettamente legato al revival anni 70.... Il rock'n'roll in chiave Teddy Boy. L'idea del gruppo nasce a Pergine Valsugana (Trento) grazie a Stefano Berengan, aka Beri, il bassista e David Vicario, Arty, il frontman della band. Nel 2007, con l'ingresso di Luciano Er Monnezza nel gruppo cominciano i primi concerti in Italia e all'estero. Per un breve periodo il gruppo vede l'introduzione della Pedal steel guitar e chitarra ritmica suonata da Marco Scarpa. Dal 2010 con l'ingresso di Maka come bassista il gruppo aumenta le date in Italia e in Europa, e a fine 2013 e rientrato Stefano Berengan aka (Beri) lo storico bassista degli Arty 'N' the Wolves.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'attuale formazione &egrave; costituita da:&nbsp;<i>David Vicario</i> (Arty) Chitarra e voce Frontman della band,&nbsp;<i>Stefano Berengan</i> (Beri) Bassista e&nbsp;<i>Luciano</i>&nbsp;(Er monnezza) &nbsp;Batteria seconda Voce e MaracaS.</p>
<p><em><br /></em></p>
<p><em><br /></em></p>
<p><em>Stile</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stile del gruppo spazia dal <b>Teddy Boy</b> al <b>Rock 'n' Roll</b> senza dimenticare il <b>British Rockabilly</b>.</p>
<p>Il gruppo musicalmente parlando propone classici Rock'n'Roll '50, Rockabilly, Revival Teddy Boy, ma soprattuto numerosi pezzi propri...</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrivono...</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span><i>Gli Arty and the Wolves hanno suonato in diversi e rinomati Festival ed eventi europei :Real Gone Rock'n'Roll Weekender (Finland) - Ted Do (England) - Crazy Rhythm (Spain) - Concentre &amp; Rock'n'Roll Culture (France) - Brandeburger Meeting (Germany) - Rockabilly Grenolbe Evolution (France) -Rockin' Dreams (Haute Normandie France) - Biker Bikini Benefit (Cesenatico Italy).</i></span></p>
<p><span><i><br /></i></span></p>
<p><span><i><br /></i></span></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/ArtynTheWolves/?ref=ts&amp;fref=ts" target="_blank"><span><b>Pagina FB Arty 'n' the Wolves</b></span></a></p>
<p><span><br /></span></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
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</item>
<item>
<title>Formaggi: Il Casolét della Val di Sole</title>
<link>https://www.quov.it/it/formaggi-il-casolét-della-val-di-sole</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/casolet,2045.png?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Il <strong>Casol&eacute;t della Val di Sole</strong> &egrave; un tipico formaggio di montagna a pasta molle e cruda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Storia</em><br />Il <strong>Casol&egrave;t</strong> per tradizione era il formaggio di "casa" come si evince dalla radice che richiama il termine latino "caseolus" ovvero "piccolo formaggio".</p>
<p><em>Prodotto in autunno veniva utilizzato per il sostentamento delle famiglie nei mesi invernali. </em></p>
<p><br /><br /><em>Abbinamenti</em></p>
<p>Il <strong>Casol&eacute;t</strong> della Val di Sole pu&ograve; essere consumato fresco oppure utilizzato nella preparazione di torte salate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>Casol&eacute;t della Val di Sole</strong> &egrave; <strong>Presidio Slow Food</strong>.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
<latitude></latitude>
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</item>
<item>
<title>Formaggi: Il Puzzone di Moena</title>
<link>https://www.quov.it/it/formaggi-il-puzzone-di-moena</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/puzzone_di_moena,2042.png?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Il <strong>Puzzone di Moena</strong> &egrave; un <em>formaggio DOP</em> <em>stagionato molto saporito.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante la stagionatura (che va dai 90 giorni in su) la tradizione vuole che le sue forme vengano &ldquo;lavate&rdquo; dai casari con acqua tiepida per favorire la formazione di uno strato impermeabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Abbinamenti</em></p>
<p>Il <strong>Puzzone di Moena</strong> si pu&ograve; gustare fuso sulla polenta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>Puzzone di Moena</strong> prodotto, nella stagione estiva, con latte proveniente dagli alpeggi &egrave; <strong>Presidio Slow Food</strong>.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
<latitude></latitude>
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<image>https://www.quov.it/files/anteprima/800/puzzone_di_moena,2042.png?WebbinsCacheCounter=1</image>
</item>
<item>
<title>Salumi: La Mortandela</title>
<link>https://www.quov.it/it/salumi-la-mortandela</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/mortandela,2038.png?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>La <strong>Mortandela affumicata della Val di Non</strong> &egrave; un alimento popolare sostanzialmente fresco prodotto con parti del maiale poco grasse dalla curiosa forma a polpetta e fortemente affumicato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Abbinamenti</em></p>
<p><em>Le polpettine di carne,&nbsp; sono ottime cotte a fuoco lento in padella con olio e foglie di salvia.</em></p>
<p><em>La Mortandela della Val di Non si pu&ograve; consumare cruda o cotta in abbinamento a patate, verdure o polenta.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br />La<strong> Mortandela &egrave; Presidio Slow Food.</strong></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Tue, 07 Jul 2020 00:00:00 +0200</published>
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</item>
<item>
<title>Brownie Chocolate Explosion </title>
<link>https://www.quov.it/it/brownie-chocolate-explosion</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/banner_box_dx_in_evidenza_bcexplosion,2194.png?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><em>Chi sono</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>Brownie Chocolate Explosion</strong> &egrave; una rock band nata nel 2012.</p>
<p>A comporla il trio formato da Jacopo Salvaterra, Nicola Pedretti e Maurizio Viviani cui si &egrave; poi aggiunta la voce graffiante di Enrico De Bertolini.</p>
<p>Amici di lunga data <em>Jacopo, Nicola e Maurizio</em> fin da giovanissimi hanno condiviso molte esperienze e progetti musicali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I tre, infatti, hanno fatto parte per molti anni dei <strong>The Butterfly Effect</strong>, mentre Enrico e Jacopo avevano gi&agrave; suonato insieme nel <em>duo acustico</em> <strong>Jam Express</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Stile</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stile del gruppo affonda le radici nel <strong>rock anni 70/80</strong>, nel <strong>blues</strong>, nel <strong>funk</strong>, nel <strong>grunge</strong>, nel <strong>pop</strong>, ma risulta difficile e riduttivo etichettarlo in un unico genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scrivono...</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fin da subito &egrave; stato chiaro che la voce di Enrico si sarebbe inserita perfettamente nel gruppo Brownie Chocolate Explosion, tanto da creare un'ottima sintonia tra tutti i componenti. In breve tempo siamo riusciti a trovare molte idee che si sono concretizzate in brani originali, presenti nel primo disco <strong>BCEx</strong> -&nbsp;<em>uscito lo scorso novembre e</em> disponibile su </em><a onclick="_gaq.push(['_trackEvent','/click_esterni_link_band','BCExplosion Album']);" target="_blank" href="https://bcexplosion.bandcamp.com"><strong>Bcexplosion.Bandcamp.com</strong><em></em></a></p>
<p><em><br /></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=H_PmG3erB7s"><strong>Traccia musicale Earthquake</strong></a></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 23:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Thu, 09 Apr 2020 23:00:00 +0200</lastBuildDate>
<published>Thu, 09 Apr 2020 23:00:00 +0200</published>
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<title>Una ricetta &quot;top&quot; per la festa dei Papà... e non solo!</title>
<link>https://www.quov.it/it/una-ricetta-top-per-la-festa-dei-papa-e-non-solo</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/tortacrumblmelemandorle-16-644x430,2553.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>E' risaputo che le mele del Trentino superino quotidianamente i confini provinciali e nazionali per raggiungere le localit&agrave; pi&ugrave; disparate... ma anche tra i "local" questo &egrave; un prodotto molto apprezzato! Le ricette infatti impazzano...</p>
<p>e noi vi riproponiamo la ricetta che <b>Aurora Getbready</b>&nbsp;ha voluto personalizzare!&nbsp;Il risultato? Un dolce leggero e friabile: la <b><a href="http://www.getbready.net/2019/01/16/torta-crumble-mele-e-mandorle/">Torta crumble mele e mandorle</a></b>!<b><br /></b></p>
<p>Cosa vi serve???<br />Mele, uova, burro, zucchero, farina 00, fecola di patate... un goccio di latte e...&nbsp;date un'occhiata alla <a target="_blank" href="http://www.getbready.net/2019/01/16/torta-crumble-mele-e-mandorle/ " rel="noopener">sua</a>&nbsp;ricetta!&nbsp;</p>
<p><img class="" title="Aurora_GetBready.jpg" alt="" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/aurora_getbready,2524.jpg" /></p>
<p>Sono Aurora, sono trentina e da poco pi&ugrave; di un anno ho aperto quello che amo definire il mio &ldquo;libro di ricette virtuale&rdquo;. Le ricette che propongo non sono gourmet, ma raccontano i sapori di casa.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 21:00:00 +0100</pubDate>
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<title>1972 il secondo statuto e la nascita della Provincia autonoma di Trento</title>
<link>https://www.quov.it/it/1972-il-secondo-statuto-e-la-nascita-della-provincia-autonoma-di-trento</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/palazzo-provincia-trento,3369.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Prosegue il nostro viaggio nella storia dell'<i>autonomia trentina</i> con il professore e storico <b>Armando Vadagnini.</b></p>
<p>Ci concentriamo qui sul secondo statuto e sulle modifiche che hanno decretato il passaggio di buona parte dei poteri in capo alla Regione autonoma del Trentino Alto Adige alle due province autonome di Trento e Bolzano.</p>
<p>Elementi che sono tornati in auge nel mese di novembre 2019 con l'incontro tra il presidente della Repubblica italiana e il presidente della Repubblica austriaca. Un appuntamento per cui c'era molta attesa visto che ricorrevano i <b><i>cent&rsquo;anni</i></b> dall&rsquo;<b><i>Accordo di Saint Germain</i></b>&nbsp;- che concluse la grande guerra e decret&ograve; il passaggio del Sudtirolo all&rsquo;Italia - nonch&eacute; i <i><b>50</b> anni dall&rsquo;approvazione del &ldquo;Pacchetto&rdquo; da parte della Volkspartei del secondo statuto</i>.</p>
<p><img class="" title="05_Vadagnini.jpg" alt="05_Vadagnini.jpg" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/05_vadagnini,3087.jpg" /></p>
<p><b>Professore, perch&egrave; nel 1972 entr&ograve; in funzione il secondo Statuto dell&rsquo;autonomia della Regione Trentino-Alto Adige/S&#369;dtirol? <br />La prima autonomia, quella del 1948, aveva fallito?<br /></b>Nella prima legislatura, che allora durava quattro anni, dal 1948 al 1952, si era lavorato molto bene nella Regione, che in pochi anni stava uscendo dalle secche della povert&agrave;. Dal punto di vista economico, insomma, c&rsquo;era stato un chiaro miglioramento delle condizioni di vita. Anche sul piano politico le cose marciavano abbastanza bene, tanto che molti provvedimenti della Giunta regionale furono approvati all&rsquo;unanimit&agrave;. Le difficolt&agrave; venivano invece dal centralismo romano, che faceva quasi sempre le pulci a ogni delibera della Regione e questo aumentava i tempi della sua approvazione. Perci&ograve; le autorit&agrave; regionali erano molto irritate. In effetti a Roma non avevano nessuna esperienza e poca conoscenza storica di ci&ograve; che significava decentramento autonomista e autogoverno.</p>
<p><b>Quali furono le cause di questa "insoddisfazione"? <br /></b>Possiamo dire che una buona dose di insoddisfazione fu provocata anche dal comportamento, diciamo cos&igrave;, poco alacre della classe dirigente trentina. Se nel Consiglio regionale si alternavano ogni due anni rappresentanti dei trentini e dei sudtirolesi, la Giunta invece fu sempre guidata dal trentino Tullio Odorizzi, anche se ne facevano parte come assessori i membri della Volkspartei. Ma su molti punti si delinearono forti tensioni, che si risolvevano dopo lunghi colloqui e interventi dei moderati da tutte due le parti.</p>
<p><b>C'era anche un articolo a creare difficolt&agrave;...<br /></b>S&igrave;, l&rsquo;articolo 14, introdotto in extremis nel primo statuto per volont&agrave; della Volkspartei. Quest'ultimo diceva che la Regione poteva delegare varie funzioni alle Province e ad altri enti. Quindi i sudtirolesi chiesero che l&rsquo;articolo fosse applicato, pensando cos&igrave; di togliere poco per volta alla Regione i poteri dell&rsquo;autonomia e cos&igrave; creare un&rsquo;autonomia di tipo provinciale, riferita solo al Sudtirolo. Su questo punto vi fu anche una battaglia legale presso la Corte Costituzionale, che dette ragione al presidente Odorizzi.</p>
<p><img title="Palazzo_provincia_trento_wikipedia_Matteo Ianeselli.jpg" alt="Palazzo_provincia_trento.jpg" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/palazzo_provincia_trento,3367.jpg" /></p>
<p><b>La Volkspartei come reag&igrave;?<br /></b>In maniera molto decisa: organizz&ograve; una grande manifestazione a Castel Firmiano il 17 novembre 1957 e poi usc&igrave; dalla Giunta regionale. Odorizzi fu costretto a dimettersi. Vi furono altre giunte, ma senza i rappresentanti del S&uuml;dtirol.</p>
<p><b>Nel frattempo erano iniziati gli attentati terroristici.<br /></b>S&igrave;, per&ograve; bisogna distinguere tra i primi attentati, compiuti da cittadini sudtirolesi contro le &ldquo;cose&rdquo; non contro le persone, dalla seconda serie di attentati che miravano soprattutto alle persone, alle forze dell&rsquo;ordine italiane soprattutto. Vi furono infatti molti morti e feriti. Questi secondi terroristi per&ograve; erano legati ai circoli neonazisti della Germania, che avevano il loro centro operativo a Norimberga.</p>
<p><b>Il clima fu appesantito anche dal ritorno in Alto Adige dei &ldquo;rioptanti&rdquo;...<br /></b>Esatto, i rioptanti erano quei sudtirolesi che nel 1939 avevano accettato di trasferirsi in Germania in base allo scellerato accordo tra le due dittature di Mussolini e di Hitler (&ldquo;Opzioni&rdquo;). Alla fine della guerra, lo Stato italiano favor&igrave; il loro ritorno a Bolzano. Ma i rioptanti erano carichi di risentimenti contro l&rsquo;Italia e pertanto appoggiarono in maniera decisa il distacco della provincia di Bolzano da Roma.</p>
<p><b>Alcuni parlano di un "appoggio" da parte dell'Austria al terrorismo...<br /></b>Vero, almeno la prima forma di terrorismo, anche perch&eacute; l&rsquo;Austria nel 1955 aveva ottenuto il cosiddetto Trattato di Stato, cio&egrave; non era pi&ugrave; soggetta al controllo delle potenze alleate e quindi poteva agire liberamente. E poi pensiamo ai &ldquo;bravi ragazzi&rdquo; della Valle Aurina, ad esempio, che facevano presto a compiere attentati e trovare subito rifugio in Austria passando attraverso il passo di Krimml o da altri valichi sulle montagne. Il territorio &egrave; molto scosceso e si possono immaginare i nostri poveri carabinieri, tutti bardati, con gli zaini carichi, che salgono a fatica per quei sentieri, alla ricerca dei terroristi&hellip;</p>
<p><b>Come si comport&ograve; il governo italiano?<br /></b>Degasperi era morto nel 1954. I governi che seguirono, tutti molto deboli e con altri pensieri per la testa, fecero ben poco per contribuire a risolvere la questione. L&rsquo;Austria per ben due volte, nel &rsquo;59 e nel &rsquo;60, port&ograve; la questione dell&rsquo;Alto Adige all&rsquo;Onu, anche se alla fine ottenne solo la raccomandazione di trovare un accordo con l&rsquo;Italia. Questo avvenne quando due anni dopo, il governo di Mario Scelba form&ograve; una Commissione, detta dei Diciannove, formata da rappresentanti sudtirolesi, trentini e delle istituzioni italiane, con il compito di rivedere il primo Statuto di autonomia e di suggerire nuove norme per preparare un nuovo statuto dell&rsquo;autonomia.</p>
<p><b>Il lavoro termin&ograve; in maniera positiva?<br /></b>S&igrave;, dopo tre anni di lavoro e di confronto, durante i quali i rappresentanti delle due popolazioni trovarono onestamente pi&ugrave; motivi di collaborazione che pretesti di divisione, fu presentato il cosiddetto &ldquo;Pacchetto&rdquo;, ossia un documento molto ponderoso che conteneva 137 disposizioni e una serie di note che in pratica assegnavano alle due Province competenze primarie in varie materie. La Regione rimaneva, ma depotenziata, con funzioni di raccordo tra le due Province.</p>
<p><b>Come si comportarono la Volkspartei e l&rsquo;l&rsquo;Austria?<br /></b>In maniera collaborativa. Il partito dei sudtirolesi approv&ograve; il Pacchetto in un Congresso provinciale straordinario, con una maggioranza risicata per&ograve;. Anche il Parlamento austriaco lo approv&ograve; con una maggioranza appena sufficiente. Il Parlamento italiano l&rsquo;aveva gi&agrave; approvato, tanto che nell&rsquo;agosto 1972 fu promulgato dal Presidente della Repubblica il secondo Statuto dell&rsquo;autonomia speciale che cos&igrave; divent&ograve; legge dello Stato. Poi si formarono le Commissioni dei Sei e dei Dodici che avevano il compito di elaborare le norme di attuazione.</p>
<p><b>I tempi per concludere i lavori furono per&ograve; molto lunghi...&nbsp;</b><br />Purtroppo s&igrave;. Il lavoro delle due commissioni dur&ograve; circa vent&rsquo;anni, finch&eacute; l&rsquo;11 giugno 1992 l&rsquo;Austria consegn&ograve; all&rsquo;Italia la cosiddetta &ldquo;quietanza liberatoria&rdquo;, riconoscendo cio&egrave; che la questione dell&rsquo;Alto Adige era risolta. L&rsquo;anno dopo il Presidente della Repubblica italiana, Oscar Luigi Scalfaro, si rec&ograve; a Vienna in visita ufficiale. Non si trattava di un evento di poco conto, perch&eacute; era la prima volta che questo accadeva dall&rsquo;inizio del secolo. Quella visita pertanto fu considerata come il suggello di una lunga &ldquo;inimicizia ereditaria&rdquo; tra i due Paesi.</p>
<p><img title="bandiera_Provincia_autonoma_diTrento_Credits_PAT.png" alt="bandiera.png" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/bandiera,3368.png" /></p>
<p><b>Anche se la vertenza sudtirolese sembrava essere conclusa dal punto di vista formale, nella realt&agrave; accaddero ancora molti fatti che sembrano indicare il contrario. Perch&eacute;?<br /></b>Si discute, ci si confronta, si cerca di avviare iniziative di interazione tra i governi. La controversia maggiore si &egrave; sviluppata attorno alla funzione dell&rsquo;ente regionale. I trentini in gran parte si sono attestati in difesa della Regione, magari inserita in una dimensione europea. I sudtirolesi invece sono per la sua soppressione e per la creazione di due Regioni autonome separate. Nel febbraio 2001 il governo approv&ograve; la riforma costituzionale delle regioni a Statuto speciale, che suscit&ograve; molto allarmismo su questo tema. Nel frattempo per&ograve;, dal 1991 in poi, era stata avviata una forma di dialogo molto promettente, il cosiddetto &ldquo;Dreier Lantag&rdquo;, ossia l&rsquo;assemblea dei consigli provinciali di Trento, Bolzano e Innsbruk, con il Vorarlberg come osservatore. Questi incontri annuali sono molto utili perch&eacute; si cerca di lavorare assieme, affrontando problemi comuni ai quattro L&auml;nder (trasporti, ambiente, cultura, sicurezza sociale ecc.). L&rsquo;ultima riunione, la tredicesima, si &egrave; tenuta a Merano il 16 ottobre 2019.</p>
<p><b>Si &egrave; formata anche l&rsquo;Euroregione&hellip; <br /></b>Proprio il Dreier Landtag nel 2009 approv&ograve; una delibera con il progetto di costituire un &ldquo;Gruppo europeo di cooperazione territoriale&rdquo; denominato &ldquo;Euroregione Alto Adige/S&uuml;dtirol, Tirolo e Trentino&rdquo;, che ha il compito di dare attuazione alle delibere dei tre organismi provinciali. Questo ente &egrave; consentito dal diritto comunitario e nel 2011 fu riconosciuto anche dal governo italiano. Ora ha anche un ufficio di rappresentanza a Bruxelles, la capitale dell&rsquo;Unione europea.</p>
<p><b>Si parla anche di terzo Statuto...<br /></b>Nel 2016 il Consiglio provinciale di Trento ha nominato una &ldquo;Consulta&rdquo; di 25 esperti per discutere proposte al fine di elaborare un terzo statuto di autonomia. Purtroppo questa iniziativa non fu coordinata con una simile avviata anche da Bolzano. E anche questo fu interpretato come segno di una non ancora perfetta concordia tra le due province. Altri segni in questa direzione sono la recente proposta sudtirolese di sostituire la dizione &ldquo;Alto Adige&rdquo; con quella di &ldquo;Provincia di Bolzano&rdquo;. E ancora prima l&rsquo;offerta da parte austriaca di concedere ai sudtirolesi di lingua tedesca il doppio passaporto.</p>
<p><b>Tornando alla Consulta trentina&hellip;<br /></b>Lavor&ograve; per circa sei mesi, fornendo contributi importanti in vista di una possibile futura riforma dello Statuto. Quelle proposte furono sottoposte alla valutazione dei cittadini che intervennero &ndash; in numero, ahim&egrave;, piuttosto scarso &ndash; ai tavoli della discussione. Si tratta comunque di un lavoro ancora in corso.</p>
<p></p>
<p>La revisione dello statuto speciale viene approvata dal Parlamento - con la legge costituzionale - il 10 novembre del 1971, n. 1. Lo statuto del 1948 ne esce profondamente riformato e viene riscritto in un testo unico approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972.&nbsp;</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 20:00:00 +0100</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 03 Dec 2019 20:00:00 +0100</lastBuildDate>
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<title>Salumi: La Ciuìga</title>
<link>https://www.quov.it/it/salumi-la-ciuìga</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/ciuiga,2037.png?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>La <b>Ciu&igrave;ga del Banale</b> &egrave; un prodotto fresco, composto da <i>carni miste suine</i> e <i>bovine</i> a cui si aggiungono <i>rape cotte</i>, resa <i>caratteristica dalla sua affumicatura.</i></p>
<p><br />Tradizionalmente fa la sua comparsa sulle tavole <i>dall'autunno alla primavera</i> ed &egrave; proprio per questo che, a <i>San Lorenzo in Banale</i> viene festeggiata a cavallo tra i mesi di ottobre e novembre: <a title="Al via la 20^ edizione della &quot;Sagra della Ciu&igrave;ga&quot; di San Lorenzo in Banale" target="_blank" href="https://www.quov.it/it/al-via-la-20-edizione-della-sagra-della-ciuiga-di-san-lorenzo-in-banale" rel="noopener" k-id="13479" k-module="eventi"><b>La sagra della Ciu&igrave;ga</b></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>La storia</i><br />La ciu&igrave;ga nasce come un piatto povero della tradizione contadina trentina. Se in passato venivano prodotte con carni miste di maiale e di manzo, di seconda scelta ed una quantit&agrave; di rape molto alta, oggi sono invece preparate con carni scelte (spalla, coppa, pancetta, gola) ed una percentuale di rape che si aggira attorno al 35-40%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Abbinamenti </i></p>
<p>Alle <b>Ciu&igrave;ghe</b>, preferibilmente cotte, ben si abbinano i <b>crauti</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <i>Ciu&igrave;ga</i> &egrave;<b> presidio Slow Food</b>!</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 00:00:00 +0200</pubDate>
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<title>Dal Trentino al Giappone con padre Grazioli sulla Via della Seta</title>
<link>https://www.quov.it/it/dal-trentino-al-giappone-con-padre-grazioli-sulla-via-della-seta</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/800px-lavis---statua-giuseppe-grazioli,3047.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><span>Proiezioni, incontri e mostre. <br />Nel mese di Settembre del 2019 il rapporto tra <i>Trentino</i> e <i>Giappone</i> si &egrave; fatto pi&ugrave; intenso attraverso la manifestazione "<i><b>Il Bruco e la Farfalla</b></i>".&nbsp;</span></p>
<p><span>Dalla <i>mostra a Palazzo delle Albere</i> con gli artisti <i>Shozo Koike, Kazunori Takeuchi, Motoko Tunotsuno, Keiju Kawashima, Kudo Masahide, Hikari Miyata, Paolo Dolzan, Michele Bubacco, Piermario Dorigatti, Riccardo Resta e Luiso Sturla </i>a quella dedicata alla<i> storia del Baco da seta... e</i></span><span>&nbsp;ancora lezioni, laboratori e una serata con musiche e danze giapponesi. </span></p>
<p><span>Diverse le location, diversi gli eventi: tutti per&ograve; incentrati sul tema della metamorfosi e le relazioni internazionali. &laquo;Un progetto che - spiegano i promotori - va a toccare diversi aspetti quali agricoltura, economia, storia, arte, artigianato, cultura. Obiettivo aprirsi alle relazioni, creando nuovi rapporti internazionali attraverso lo scambio artistico e la condivisione della storia del baco da seta&raquo;.</span></p>
<p><span><img class="" title="files" alt="3043" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/silk_kimono-2,3043.jpg" /></span></p>
<p><span>Non &egrave; infatti la prima volta che queste due realt&agrave; si incontrano e lo hanno ben evidenziato gli incontri &ldquo;<b><i>Oltre il pulpito. La dimensione politica e sociale dell&rsquo;impegno dei parroci trentini a fine Ottocento</i></b>&rdquo; con il direttore della Fondazione Degasperi Marco Odorizzi e don Marcello Farina e la</span>&nbsp;<i>tavola rotonda</i> &ldquo;<i><b>L&rsquo;agricoltura nell&rsquo;Ottocento in Valsugana. Ruolo e storia di don Grazioli</b></i>&rdquo; con Franco Gioppi, la direttrice del Castello del Buonconsiglio Laura Dal Pr&agrave; ed Elisabetta Pontello Negherbon (che ha curato la biografia di don Grazioli).&nbsp;&nbsp;<span>&laquo;Le gesta del sacerdote - spiegano i promotori - l&rsquo;allevamento del baco da seta e le sperimentazioni dei cinque artisti giapponesi contemporanei, si intrecciano in questo progetto che lega Trentino e Giappone&raquo;.&nbsp;</span></p>
<p><i><span>Ma chi era padre Grazioli... e perch&eacute; se ne parla? Lo abbiamo chiesto al professore e storico <b>Armando Vadagnini</b>.<br /></span></i></p>
<p><i>Professore, ci pu&ograve; raccontare qualcosa di padre Grazioli?</i><br />Don Grazioli era un sacerdote singolare, nato a Lavis nel 1808, da una famiglia benestante di contadini. Avrebbe potuto scegliere tra molte professioni prestigiose, ma invece entr&ograve; in seminario. Dopo la sua ordinazione sacerdotale, era stato inviato in cura d&rsquo;anime, come allora si diceva, nel decanato di Strigno. Era un prete pieno di progetti e di invenzioni. Ai suoi parrocchiani, quasi tutti contadini, insegn&ograve; non solo la dottrina cristiana, ma anche i vari metodi per la cura della campagna, per difendere i prodotti dagli agenti atmosferici negativi, per migliorare la quantit&agrave; e la qualit&agrave; della produzione agricola. Aveva istituito una scuola popolare per i ragazzi del paese, perch&eacute; riteneva molto importante che sapessero leggere, scrivere e far di conto.</p>
<p><i><span><img class="" title="files" alt="3045" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/a1b32d22-18f8-4cbb-89c2-055d0dbf1f63,3045.jpeg" /></span></i></p>
<p><i>Ma che cosa era successo?</i><br />Alla met&agrave; dell&rsquo;Ottocento in molte zone del&igrave;&rsquo;Europa si era diffusa un&rsquo;epidemia micidiale, la<i> &ldquo;pebrina&rdquo;</i>, che faceva morire i bachi da gelso, un po&rsquo; come succede in questi anni in Puglia, dove la Xylella intacca mortalmente gli olivi.</p>
<p><i>La malattia della pebrina arriv&ograve; anche in Trentino?</i><br />Certo. Qui, soprattutto nel roveretano, l&rsquo;industria della seta era molto fiorente, per cui i contadini erano disperati e tagliavano i gelsi, per fare spazio ad altre colture. Per fronteggiare questa emergenza, nel giugno 1858 a Trento si costitu&igrave; il &ldquo;Comitato circolare seme-bachi&rdquo;, formato dai rappresentanti di tutti i comuni del Trentino. Il Comitato, dopo aver valutato la situazione, decise di dare l&rsquo;incarico a don Giuseppe Grazioli di andare a cercare il seme sano del baco.</p>
<p><i>Che cosa c&rsquo;entra don Giuseppe Grazioli con la &ldquo;Via della Seta&rdquo;?</i><br />La &ldquo;Via della Seta&rdquo; &egrave; una definizione un po&rsquo; poetica che per&ograve; ha un contenuto ben preciso e materiale, cio&egrave; il progetto di incrementare contatti e traffici commerciali tra Europa e Cina.&nbsp;<br />Alla met&agrave; dell&rsquo;Ottocento, al culmine della crisi dell&rsquo;industria serica nel Trentino, don Grazioli fece ben undici viaggi nei paesi orientali, soprattutto in Giappone, per cercare il &ldquo;buon seme bachi&rdquo;. Quella fu la &ldquo;Via della Seta&rdquo;.</p>
<p><img class="" title="https://www.cultura.trentino.it/Fotografia-Storica/Ritratto-di-don-Giuseppe-Grazioli" alt="https://www.cultura.trentino.it/Fotografia-Storica/Ritratto-di-don-Giuseppe-Grazioli" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/ritratto-di-don-giuseppe-grazioli_imagefullwide,3046.jpg" /></p>
<p><i>Come si svolsero i suoi viaggi?</i><br /> I primi puntarono sui Paesi dell&rsquo;Est europeo: Romania, Caucaso, Asia Minore ecc. Ma non portarono a risultati positivi. Nel 1863 venne a sapere che in Lombardia stavano coltivando, con ottimi risultati, il seme importato dal Giappone. Don Grazioli part&igrave; subito verso l&rsquo;Impero del Sol Levante. Portava con s&eacute; dei taccuini sui quali scriveva ogni cosa che gli capitava, anche del suo incontro sul piroscafo con Ferdinando de Lesseps, che stava dirigendo i lavori del Canale di Suez oppure di una guerra civile scoppiata in Giappone. Degli ultimi suoi tre viaggi abbiamo notizie pi&ugrave; precise, come ad esempio il fatto che dovette circumnavigare il globo, cio&egrave; nel ritorno dal Giappone attraversare l&rsquo;Oceano Pacifico fino a S. Francisco e poi tutta l&rsquo;America e poi ancora l&rsquo;Oceano Atlantico per sbarcare in Italia. Viaggi lunghi, ma affascinanti.Sui suoi undici viaggi ci sono molte leggende. Qualcuno scrive ancora che tornando in Trentino sulla &ldquo;Via della Seta&rdquo; portava il buon seme bachi nell&rsquo;incavo del suo bastone! Sono tutte fake news. In realt&agrave; i suoi viaggi furono preparati in maniera meticolosa, finanziati dai baroni Valentino e Isidoro Salvadori e appoggiati da banche internazionali. Riusc&igrave; a stipulare contratti di acquisto del seme-bachi gi&agrave; prima della partenza. E poi, bisogna sottolinearlo, le note-spese presentate al Comitato erano sempre molto &ldquo;scarse&rdquo;, come si legge in una relazione dello stesso Comitato, per dire dell&rsquo;onest&agrave; del prete, che spesso ci rimetteva di tasca sua.</p>
<p><i>E con il &ldquo;buon seme bachi&rdquo; come and&ograve; a finire?</i><br />In maniera positiva. I bachi importati sopravvissero e ridettero impulso all&rsquo;industria della seta nel Trentino. La crisi era risolta, grazie all&rsquo;iniziativa dei trentini e del loro indomito rappresentante, che poi ricevette continui riconoscimenti da parte delle autorit&agrave;. Ma lui negli ultimi anni della sua vita si ritir&ograve; a Villa Agnedo, dove rimase tra i suoi contadini, fino alla morte avvenuta nel 1891.</p>
<p><i>Padre Grazioli era un irredentista?</i><br /> Pi&ugrave; che irredentista, era di sentimenti filo italiani. Per questi motivi veniva tenuto sotto controllo dall&rsquo;Austria e durante la rivoluzione del 1848 fu anche incarcerato a Innsbruck. Poi nel 1867 verr&agrave; eletto deputato alla Dieta del capoluogo tirolese. Ma allora aveva gi&agrave; una vasta rete di conoscenze tra molte persone che lo stimavano per la sua vita integerrima e per le sue competenze soprattutto nel settore agricolo.</p>
<p><i>Qualche "consiglio di lettura" su padre Grazioli?<br /></i>Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo sacerdote straordinario, consiglierei di leggere soprattutto il bel libro di <b>Elisabetta Pontello Negherbon</b>, <i><b>Grazioli, un prete per il riscatto del Trentino</b></i>, <i>ed. Panorama</i>.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 16:30:00 +0200</pubDate>
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<title>La nascita dell'Autonomia del Trentino: l'accordo De Gasperi-Gruber </title>
<link>https://www.quov.it/it/la-nascita-dell-autonomia-del-trentino-l-accordo-de-gasperi-gruber</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/accordo-de-gasperi---gruber,2958.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Il tema dell'<i>Autonomia delle Province di Trento e Bolzano</i> &egrave; argomento che, spesso, torna ad accendere dibattiti tra i suoi&nbsp;<span>sostenitori o&nbsp;</span>detrattori.&nbsp;<br />Da una parte c'&egrave; chi <span>la vede come una buona prassi da salvaguardare e da estendere alle altre regioni italiane.&nbsp;</span>Dall'altra chi <span>la considera un privilegio che non ha pi&ugrave; "senso d'esistere&rdquo;</span>. <br /><br /><i>Ma da cosa nasce e perch&egrave;?&nbsp;</i><br />A dare il la a questo percorso &egrave; stata, il <i>5 settembre del 1946</i>, la firma dell&rsquo;<b>Accordo De Gasperi-Gruber,</b> noto ai pi&ugrave; come <i><b>Patto di Parigi</b></i>.<br />A siglarlo l'allora Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri italiano <b>Alcide De Gasperi</b>&nbsp;ed il Ministro degli Esteri austriaco <b>Karl Gruber </b>con l'obbiettivo di tutelare le minoranze linguistiche, in particolare quella tedesca grazie ad un patto transfrontaliero.<br /><br /><br /><i><b>Cosa prevede l'Accordo? </b></i><br />Si tratta di un Patto che determina la &ldquo;<i>totale uguaglianza di diritti tra cittadini di lingua italiana e tedesca</i> e concede ampie autonomie legislative ed esecutive alla regione del Trentino-Alto Adige&rdquo;.<br /><br /><i>Gli articoli</i> <br /><br />All'articolo 1 viene indicata la <i>completa eguaglianza di diritti degli</i> "abitanti di lingua tedesca della provincia di Bolzano e di quelli dei vicini comuni bilingui della provincia di Trento rispetto agli abitanti di lingua italiana". Tra i diritti riconosciuti come fondamentali, per citarne alcuni, l'insegnamento in scuole madrelingua,&nbsp;l'equiparazione della lingua tedesca alla lingua italiana nelle pubbliche amministrazioni, la nomenclatura topografica bilingue, il ripristino dei nomi di famiglia tedeschi italianizzati nonch&eacute; la parit&agrave; di diritti nell'accesso a pubblici uffici. <br /><br />L'art. 2 riconosce "alle popolazioni delle zone sopradette l'esercizio di un potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo", sancendo quindi la vera autonomia per la provincia di Bolzano e per "i vicini comuni bilingui della provincia di Trento".&nbsp;<br /><br />Infine, con l'art. 3 il Governo italiano, previa consultazione con il Governo austriaco, si impegn&ograve; a rivedere il regime delle opzioni di cittadinanza ed a concludere accordi per il reciproco riconoscimento dei titoli di studio. <br /><br /><i>Come si &egrave; modificata nel tempo l'Autonomia...</i><br />Dopo la firma del Patto naque il primo testo dello Statuto, approvato dall'Assemblea costituente italiana (incaricata di scrivere la Costituzione dell'Italia repubblicana e post-fascista), e diventato la legge costituzionale n. 5, promulgata il 26 febbraio del 1948.<br />Nel 1972 venne approvato il secondo Statuto che concesse maggior autonomia alle due province e non pi&ugrave; alla regione.&nbsp;<br /> Si sta ora andando verso l'approvazione del Terzo Statuto il cui documento conclusivo &eacute; stato approvato all&rsquo;unanimit&agrave; il 26 marzo del 2018.<br />Con l'Accordo di Milano del dicembre 2009 il Trentino gestisce tutte le competenze in capo, nelle altre regioni, allo Stato italiano, tra questi: l'Universit&agrave;, gli ammortizzatori sociali, sanit&agrave; e istruzione, industria e agricoltura, cultura e&nbsp;trasporti.<br /><br /><br /><br /><i>Il testo dell&rsquo;Accordo</i>&nbsp;<br />1. Gli abitanti di lingua tedesca della provincia di Bolzano e quelli dei vicini comuni bilingui della provincia di Trento, godranno di completa eguaglianza di diritti rispetto agli abitanti di lingua italiana, nel quadro delle disposizioni speciali destinate a salvaguardare il carattere etnico e lo sviluppo culturale ed economico del gruppo di lingua tedesca. <br />In conformit&agrave; ai provvedimenti legislativi gi&agrave; emanati od emanandi, ai cittadini di lingua tedesca sar&agrave; specialmente concesso:<br /><br />a) l&rsquo;insegnamento primario e secondario nella loro lingua materna; <br />b) l&rsquo;uso, su di una base di parit&agrave;, della lingua tedesca e della lingua italiana nelle pubbliche amministrazioni, nei documenti ufficiali, come pure nella nomenclatura topografica bilingue; <br />c) il diritto di ristabilire i nomi di famiglia tedeschi che siano stati italianizzati nel corso degli ultimi anni; <br />d) l&rsquo;eguaglianza di diritti per l&rsquo;ammissione a pubblici uffici, allo scopo di attuare una pi&ugrave; soddisfacente distribuzione degli impieghi tra i due gruppi etnici. <br /><br />2. Alle popolazioni delle zone sopraddette sar&agrave; concesso l&rsquo;esercizio di un potere legislativo ed esecutivo autonomo, nell&rsquo;ambito delle zone stesse. Il quadro nel quale detta autonomia sar&agrave; applicata sar&agrave; determinato, consultando anche elementi locali rappresentanti la popolazione di lingua tedesca. 3. Il Governo italiano, allo scopo di stabilire relazioni di buon vicinato tra l&rsquo;Austria e l&rsquo;Italia, s&rsquo;impegna, dopo essersi consultato con il Governo austriaco, ed entro un anno dalla firma del presente Trattato: <br /><br />a) a rivedere, in uno spirito di equit&agrave; e di comprensione, il regime delle opzioni di cittadinanza, quale risulta dagli accordi Hitler-Mussolini del 1939; <br />b) a concludere un accordo per il reciproco riconoscimento della validit&agrave; di alcuni titoli di studio e diplomi universitari; <br />c) ad approntare una convenzione per il libero transito dei passeggeri e delle merci tra il Tirolo settentrionale e il Tirolo orientale, sia per ferrovia che, nella misura pi&ugrave; larga possibile, per strada; <br />d) a concludere accordi speciali tendenti a facilitare un pi&ugrave; esteso traffico di frontiera e scambi locali di determinati quantitativi di prodotti e di merci tipiche tra l&rsquo;Austria e l&rsquo;Italia.<br /><br />Il testo dell'Accordo e ulteriori informazioni sul sito della regione TAA e su quello della PAT.-&nbsp;<a href="http://www.regione.taa.it/codice/accordo.aspx">http://www.regione.taa.it/codice/accordo.aspx</a><br /><img class="" title="accordo1.gif" alt="accordo1.gif" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/accordo1,2959.gif" /><br /><img class="" title="accordo2.gif" alt="accordo2.gif" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/accordo2,2960.gif" /><br /><br /></p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 10:00:00 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Thu, 05 Sep 2019 10:00:00 +0200</lastBuildDate>
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<title>Zita Lorenzi</title>
<link>https://www.quov.it/it/zita-lorenzi</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/c60ccafa-9a91-45fc-af84-d1c6236c4115,2864.jpeg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Una donna autorevole e in grado di portare avanti progetti importanti sia in politica, che nell'analisi dei nuovi mezzi di comunicazione (<i>televisione e computer</i>).<br />Di chi stiamo parlando? Di <b>Zita Lorenzi</b>: la prima donna ad entrare&nbsp;in&nbsp;<b><i>Consiglio regionale</i></b>.</p>
<p>Correva l'anno&nbsp;<i>1948 quando <b>Zita</b>, militante nelle fila della DC, venne eletta&nbsp;nel collegio di Trento entrando cos&igrave; a far&nbsp;</i>parte della <b><i>prima legislatura del Consiglio di Trento</i></b>. Un mandato che le venne riconfermato initerrottamente anche nelle elezioni seguenti, fino ad arrivare alla&nbsp;<b><i>quarta legislatura</i></b>.<br /><b>Lorenzi </b>rimase in carica&nbsp;dal <i>13 dicembre 1948</i> al<i> 13 dicembre 1964</i>&nbsp;e per diversi anni ricopr&igrave; l'incarico di&nbsp;<b><i>Assessora alle attivit&agrave; sociali e alla sanit&agrave;</i></b><i>.</i>&nbsp;Molti i ricordi che, ancora oggi, si legano ai suoi mandati. Tra questi, per citarne un paio, i <b><i>Villaggi SOS</i></b> in Trentino - avviati nel dopoguerra dal benefattore tedesco Hermann Gmeiner - e l'attenzione agli anziani nella realizzazione di diverse <b><i>Case di Riposo</i></b>.</p>
<p><i>Nata a Falkenstein, in Germania il 20 gennaio del 1913,</i>&nbsp;dopo il rientro in Italia consegu&igrave; il <i>diploma magistrale</i> prima e la&nbsp;<i>laurea in Lingue e letteratura straniere</i> all'<b>Universit&agrave; "Ca' Foscari" di Venezia </b>poi. Si interess&ograve; in seguito al settore della comunicazione, in particolare all'avvento della televisione e del computer laurenadosi alla <b><i>Scuola superiore di comunicazioni sociali di Milano</i></b>. Dal <i>1969 al 1980</i> fu inoltre presidente della <i>sezione trentina dell'AIART</i> (Associazione italiana ascoltatori&nbsp;della radio-televisione), della quale, nel 1974, divent&ograve; consigliere nazionale con l'impegno di analizzare gli "effetti" dei mezzi audiovisivi all'interno delle famiglie e stimolando un approccio positivo ed educativo a questi media.</p>
<p>Nonostante i molti anni vissuti a Trento,<b>&nbsp;<i>Zita&nbsp;</i></b>ha mantenuto saldo il suo rapporto con il paese di origine, <b>Spiazzo</b>, ed &egrave; l&igrave; che &egrave; tornata per stare con la madre <i><b>Olimpia</b></i> e la <b><i>sorella Ines</i></b> fino alla sua morte: l'8 agosto del 2002.<b>&nbsp;</b></p>
<p>Una donna che impareremo a conoscere meglio attraverso i ricordi della nipote, <b>Giuseppina Lorenzi</b>.</p>
<p><img class="" title="IMG_7703.JPG" alt="" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/img_7703,2789.jpg" /></p>
<p>Nella foto di famiglia nel giorno del matrimonio di Giuseppina. Zita &egrave; la prima a dx.</p>
<p>&laquo;La zia Zita - racconta Giuseppina - era piccola fisicamente, probabilmente neanche 1,50 m e minuta ricordo che mangiava come un uccellino, ma fin da quando era maestra si sapeva far rispettare da tutti. Era ironica, di grande fede, sorridente: una sempre contenta. Arrabbiata l&rsquo;ho vista poche volte, ma solo se c&rsquo;erano cose che le davano fastidio. Era padrona della sua vita: sapeva dove andare e cosa fare&raquo;.</p>
<p>Una donna di carattere che aggiunge la nipote &laquo;poteva avere in classe 50 bambini, ma non c&rsquo;era nessuno che poteva dire una parola. Certo era una educativa e non punitiva. Ha sempre studiato ed era molto brava. <i>Quando &egrave; arrivata dalla Germania conosceva solo il dialetto della Rendena e non sapeva l&rsquo;italiano, ma ha recuperato e anche superato i suoi compagni</i>. Inoltre, aveva ben chiaro cosa fosse il bene e il male. Una caratteristica che si &egrave; portata dietro per tutta la vita, anche nel mondo politico e gestionale&raquo;.</p>
<p>Una persona concreta e, allo stesso tempo esigente &laquo;per lei l&rsquo;Amministrazione doveva essere a servizio delle persone. Dovevi sacrificarti per gli altri. Ricordo che aveva orari lunghissimi, non avendo famiglia, e pretendeva che i suoi collaboratori avessero i suoi stessi ritmi, ma era oggettivamente troppo&hellip; dal '48 al '64 si &egrave; impegnata nell&rsquo;ambito sociale, era &ldquo;quella che ha fatto le case di riposo&rdquo;&raquo;.</p>
<p>Nonostante si fosse laureata all&rsquo;<i>Universit&agrave; Ca Foscari di Venezia</i> e parlasse correntemente <b>tedesco -</b>&nbsp;che conosceva come una madrelingua - <b>inglese</b>, <b>francese </b>e <b>spagnolo</b>&nbsp;non smise praticamente mai di informarsi e formarsi &laquo;dopo la politica si &egrave; rimessa a studiare ed ha preparato una tesi sulla comunicazione. La interessava in particolar modo l&rsquo;avvento della televisione e come ci si doveva approcciare per un uso consapevole e critico a questa nuova possibilit&agrave;&raquo;.</p>
<p>Una "passione" di cui ancora oggi non si conoscono bene le origini &laquo;in realt&agrave; - sorride Giuseppina - non si &egrave; capito esattamente da cosa nascesse questa passione rispetto ai mass media, ma &egrave; stata una delle prime a scrivere su questi temi pubblicando diversi libri, articoli ed estratti&raquo;.</p>
<p><img class="" title="lorenzi_zita.jpg" alt="" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/lorenzi_zita,2790.jpg" /></p>
<p>Suoi, per citarne alcuni &ldquo;<i>Famiglia ragazzi e televisione - Famiglia e nuovi media. Tutta la famiglia dialoga con i media da protagonista</i>&rdquo; con l&rsquo;introduzione dell&rsquo;allora <i>senatrice</i> <b>Rosa Russo Jervolino</b> e &ldquo;<i>L&rsquo;uomo, la famiglia, la scuola e i nuovi media. Per un uso consapevole e critico, liberante e creativo. Per la promozione umana e culturale della societ&agrave;</i>&rdquo; entrambi pubblicati nell&rsquo;83.</p>
<p>&laquo;Quando era assessora &ndash; prosegue Giuseppina &ndash; io non ero ancora nata. Ma verso i 20 anni ho iniziato ad accompagnarla ai convegni. Zia Zita era socia della <i>UNDA Europa</i> e io ero quella che andava con lei. Ricordo che siamo state a <b>Bonn</b>, <b>Praga</b> e <b>Londra</b>. A quel tempo lei aveva quasi 80 anni e cominciava a capire poco, ma ormai la sua vita era quella: salire su un aereo e andare, ed ha continuato fino a quando ne aveva 85&raquo;.</p>
<p>Ed &egrave; a lei che Giuseppina ricollega anche i suoi anni di studio: &laquo;per me e le mie sorelle &egrave; stata una figura molto presente ed educativa. Personalmente mi ha fatto credere nell'importanza dello studio considerato che, a casa mia, l&rsquo;idea delle "<i>persone studiate</i>" non piaceva molto. Ricordo che non avevamo libri, ma lei ha "costretto" me e mia sorella a leggere <b>Cuore</b> e quando tornava dovevamo dirgli cosa avevamo letto. Questo perch&egrave; sapeva quanto era importante studiare e vedeva che i miei genitori su questo avevano "un limite". Cos&igrave;, visto che mio pap&agrave; non avrebbe potuto pagare la retta scolastica, l'ha pagata quasi tutta lei, sia per me che per mia sorella&raquo;.</p>
<p>Nata e cresciuta in una grande famiglia - 7 tra fratelli e sorelle &laquo;era una che sapeva relazionarsi con i bambini &ndash; prosegue Giuseppina &ndash; ma allo stesso tempo era anche molto dura. <i><b>La sua era una formazione "tedesca" e era attenta all&rsquo;ordine</b></i>. Per me e le mie sorelle era pi&ugrave; una nonna che una zia. Mio pap&agrave; era il suo &ldquo;<i>Cisetto</i>&rdquo; - <i>Narciso</i> per tutti <i><b>Ciso</b></i> - orfano di padre, coccolato da tutti. La sua famiglia era lui: per lei non era solo il fratello, ma quasi un figlio perch&egrave; avevano 20 anni di differenza&raquo;.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 15:00:00 +0200</pubDate>
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<title>Asparagi bianchi... in salsa bolzanina</title>
<link>https://www.quov.it/it/asparagi-bianchi...-in-salsa-bolzanina</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/sparzi-coi-ovi,2615.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Quali sono i piatti che non possono mancare alla&nbsp;<a title="Sparzi la voce: a Zambana torna la Festa patronale dell&rsquo;Asparago bianco" href="https://www.quov.it/it/sparzi-la-voce&hellip;-festa-patronale-dell&rsquo;asparago-bianco-di-zamb">Festa Patronale dell'asparago bianco di Zambana</a>???</p>
<p><a title="Sparzi la voce: a Zambana torna la Festa patronale dell&rsquo;Asparago bianco" href="https://www.quov.it/it/sparzi-la-voce&hellip;-festa-patronale-dell&rsquo;asparago-bianco-di-zamb"></a>Come confermano i promotori della manifestazione sono due: il "<i><b>risotto coi sparzi</b></i>" - risotto con gli aspargi e "<b><i>i sparzi coi ovi</i></b>" - gli asparagi in salsa all'uovo.</p>
<p>Ma come si cucinano??? Abbiamo chiesto proprio a loro la <i><b>ricetta tradizionale</b> </i>che condividiamo qui!&nbsp;</p>
<p>Eccoti tutte le info per preparare gli&nbsp;"<i><b>Asparagi in salsa d'uovo o salsa bolzanina</b></i>".<br />Partiamo dagli <i><b>ingredienti</b> </i>(per 4 persone)&nbsp;</p>
<p>- 2 kg di asparagi bianchi di Zambana;<br />- 6 uova sode;<br />- 6 cucchiai di olio d'oliva<br />- 2 cucchiai di aceto di vino (rosso o bianco a piacere)<br />- sale e pepe quanto basta<br />- 1 punta di cucchiaio di senape...&nbsp;<br /><br />E ora passiamo alla preparazione:&nbsp;<br />Prendi gli asparagi, lavali in acqua fredda e pelali (con il pelapatate come le carote partendo dalla punta fino al finale).&nbsp;<br />Nel frattempo fai bollire l'acqua in una pentola alta - in modo tale da poter cuocere gli asparagi preferibilmente in piedi, lasciando le punte fuori dall'acqua.&nbsp;</p>
<p>Per la salsa invece baster&agrave; amalgamare le uova, lessate e schiacciate, assieme a olio, aceto, senape e pepe...&nbsp;</p>
<p>And that's all! Buon appetito</p>
<p>;)</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 18:30:00 +0200</pubDate>
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<title>Il gusto delicato dell'Asparago Bianco di Zambana De.Co.</title>
<link>https://www.quov.it/it/il-gusto-delicato-dell-asparago-bianco-di-zambana-de-co</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/2dbfa151-6082-4e41-b042-86fe14f68673,2602.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Qual &egrave; uno dei prodotti d'eccellenza trentini che si raccoglie in primavera???<br />Ma certo, &egrave;&nbsp;l'Asparago Bianco... e noi ci vogliamo soffermare sull'<b>Asparago Bianco di Zambana</b>.&nbsp;Un prodotto di nicchia che si distingue dagli altri sia per il suo gusto delicato che per un disciplinare "naturale al 100%". Un processo che garantisce agli amanti della buona tavola e della genuinit&agrave; una coltivazione senza pesticidi e senza macchinari: tutto &egrave; fatto <b>rigorosamente a mano</b>&nbsp;ed &egrave; certificato dal marchio De.Co. (Denominazione Comunale).</p>
<p><img class="" title="58368607-a9ad-4121-b5d8-9293f59c002c.JPG" alt="" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/58368607-a9ad-4121-b5d8-9293f59c002c,2603.jpg" /></p>
<p>L'<b>Asparago Bianco di Zambana</b> &egrave; coltivato nella Piana Rotaliana a <b>Zambana</b> ed in particolare nella zona di <b>Zambana Vecchia</b>&nbsp;fin dai primi del Novecento. Ancor oggi a celebrare questa eccellenza c'&egrave; la&nbsp;<a title="Sparzi la voce: a Zambana torna la Festa patronale dell&rsquo;Asparago bianco" href="https://www.quov.it/it/sparzi-la-voce&hellip;-festa-patronale-dell&rsquo;asparago-bianco-di-zamb">Festa dell'Asparago</a>. Un'occasione per gustare questo prodotto con alcuni dei piatti della tradizione, risotto con gli aspargi e asparagi con salsa bolzanina, ma anche per confermare il rapporto strettissimo tra gli asparagicoltori dell'Impresa di rete Asparago Bianco di Zambana De.Co.&nbsp; e il territorio.</p>
<p>Vogliamo conoscere meglio questo prodotto? Ecco a voi alcune informazioni di "prima mano" grazie alla disponibilit&agrave; del presidente dell'<i>Impresa di rete Asparago Bianco di Zambana De.Co.</i>&nbsp;<b>Willy Moser</b>.</p>
<p><img class="" title="5d91350c-4634-4152-8878-7026693a7e5b.JPG" alt="" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/5d91350c-4634-4152-8878-7026693a7e5b,2600.jpg" /></p>
<p><i>Willy da quando nella zona di Zambana si coltiva l'Asparago bianco?</i><br />La produzione asparago a Zambana risale sicuramente ai primi del 1900, prima era una coltivazione di sussistenza, poi &egrave; diventata pi&ugrave; intensiva. Oggi, come allora, la raccolta si esegue a mano o con attrezzi tradizionali, da fine marzo a fine maggio. Per ottenere il marchio i produttori di Zambana devono rispettare precise regole raccolte in un disciplinare.&nbsp;</p>
<p><i>Per voi per&ograve; l'asparago non &egrave; solo questo...</i> <br />No, &egrave; vero.<i><b> Ci interessa promuovere il territorio e non solo vendere.</b></i> Questo perch&egrave; conosciamo il nostro territorio e i nostri campi, il che fa di noi anche un'associazione "culturale".<br />Anche alla <i>Festa patronale dell'Asparago</i>, in collaborazione con la Pro Loco e le altre realt&agrave; del paese, ci mettiamo a disposizione per dare informazioni sulla coltivazione proponendo visite ai campi, per far vedere la raccolta, ma anche per far vedere il territorio e spiegare loro la nostra storia legata, ad esempio, alla frana del '56. <i><b>Ci sentiamo promotori del territorio a 360&deg;.</b></i></p>
<p><img class="" title="0e6c820e-4315-4841-bcc4-b747b590e7f2.JPG" alt="" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/0e6c820e-4315-4841-bcc4-b747b590e7f2,2601.jpg" /></p>
<p><i>Cosa incide di pi&ugrave; sulla qualit&agrave;?</i> <br />Sicuramente il fatto che sia un "prodotto di giornata" e di nicchia. Non c&rsquo;&egrave; infatti una scorta per eventuali richieste. Incide poi il fatto che non andiamo ad influire sulla stagionalit&agrave; per anticipare la raccolta. Insomma, <i>facciamo le cose come le abbiamo sempre fatte:</i>&nbsp;<b>lavorazione a mano</b>, <b>utilizzo di concimi da letame bovino</b>. Quel qualcosa in pi&ugrave; che secondo noi c&rsquo;&egrave; &egrave; poi che siamo gli unici a poter garantire un prodotto di Zambana, proprio perch&eacute; dobbiamo seguire un <b>disciplinare specifico</b>.</p>
<p><i>Quali sono invece le caratteristiche di questo prodotto?</i> <br />Sicuramente la caratteristica principale &egrave; la colorazione, il bianco, questo d&agrave;&nbsp;unicit&agrave; del prodotto e in questo la DeCo, dal nostro punto di vista, ha funzionato benissimo.<br />Dal punto di vista del gusto rispetto ad altri &egrave; un<i><b> po&rsquo; pi&ugrave; delicato</b></i>. Inoltre, gli asparagi fanno bene <i>per la dieta e ne puoi mangiare quanto vuoi</i>&hellip; visto che saziano, hanno molti elementi nutritivi, ma dal punto di vista calorico sono leggerissimi.</p>
<p><img class="" title="2dbfa151-6082-4e41-b042-86fe14f68673.JPG" alt="" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/2dbfa151-6082-4e41-b042-86fe14f68673,2602.jpg" /></p>
<p><i>Ci puoi raccontare qualcosa di pi&ugrave; sulla coltivazione di questo prodotto?&nbsp;</i><br />L'Asparago rimane a dimora per 15-20 anni. La gemma che produce l&rsquo;asparago si lascia crescere e ogni pianta, quando arriva l'autunno si secca, e poi dopo la concimazione in&nbsp; primavera si riparte con la produzione.<br />Il lavoro &egrave; molto tutto l'anno perch&eacute; noi non utilizziamo diserbanti quindi anche l&rsquo;estate dobbiamo darci da fare per togliere le erbacce a mano&hellip; </p>
<p><i>Da quando a garantire la qualit&agrave; del prodotto c'&egrave; questa Impresa di rete? </i><br />Si tratta di un'impresa nata in seguito all&rsquo;istituzione del marchio comunale a cui hanno aderito circa<i> la met&agrave; dei produttori locali</i>. Gli asparagicoltori che ne fanno parte seguono il&nbsp;disciplinare depositato in comune che <b>prevede una coltivazione&nbsp;senza diserbanti e senza concimi chimici</b>. Gli ettari coltivati in totale sono 5 e la produzione complessivamente potrebbe arrivare ai 500 q annui, noi ne produciamo la met&agrave;.&nbsp;</p>
<p><i>Quali invece gli obbiettivi per il futuro?</i> <br />Ci piacerebbe riuscire a coinvolgere in questa rete d'imprese anche altri produttori locali, la mentalit&agrave; dei&nbsp;giovani va in questo senso, perch&eacute; &egrave; importante far capire che con un soggetto unico ed una stessa visione si pu&ograve; fare un ulteriori salto di qualit&agrave;.&nbsp;</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 19:00:00 +0200</pubDate>
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<title>Non è carnevale... senza grostoi! </title>
<link>https://www.quov.it/it/non-è-carnevale...-senza-grostoi</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/crostoli-6,2525.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p><i>Grostoi, chiacchiere, frappe, bugie</i>.. comunque le vogliate chiamare queste delizie sono le immancabili protagoniste del Carnevale!<br />Fritte s&igrave;, ma per nulla unte e soprattutto dolcemente croccanti!<br />D&rsquo;antichissima origine (tradizione popolare le vuole come dirette discendenti dei &ldquo;frictilia&rdquo; romani), hanno nei secoli conquistato le tavole di tutta Italia dove hanno poi trovato mille varianti.</p>
<p>Una specialit&agrave; dunque tipica anche del <b>Trentino</b>, dove i &ldquo;grostoi&rdquo; vengono aromatizzati con un ingrediente a dir poco speciale: <i><b>la grappa</b></i>! </p>
<p><img class="" title="Aurora_GetBready.jpg" alt="" src="https://www.quov.it/files/anteprima/medium/aurora_getbready,2524.jpg" /></p>
<p>Sono Aurora, sono trentina e da poco pi&ugrave; di un anno ho aperto quello che amo definire il mio &ldquo;libro di ricette virtuale&rdquo;. Le ricette che propongo non sono gourmet, ma raccontano i sapori di casa. Vuoi provare a preparare questi deliziosi dolcetti? Dai un'occhiata alla <a target="_blank" href="http://www.getbready.net/2018/02/02/crostoli-chiacchiere-frappe-bugie/" rel="noopener">mia</a>&nbsp;ricetta!&nbsp;</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>Eventi in Trentino</category>
<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 21:00:00 +0100</pubDate>
<lastBuildDate>Fri, 01 Mar 2019 21:00:00 +0100</lastBuildDate>
<published>Fri, 01 Mar 2019 21:00:00 +0100</published>
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<title>Valentina Tereškova: prima donna nello spazio</title>
<link>https://www.quov.it/it/valentina-tereskova-prima-donna-nello-spazio-1</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/valentina-tereshkova,2577.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Il 16 giugno 1963 la <i>26enne</i> <b>Valentina Tere&scaron;kova</b> divenne la prima donna ad andare nello spazio.</p>
<p>Dopo la<b> cagnetta Laika</b>, nel <i>1957</i>, e <b>Jurij Gagarin</b> nel <i>1961</i>, quella della Tere&scaron;kova fu la terza impresa spaziale partita dal cosmodromo di Bajkonur, ed in piena guerra fredda, fu anche l'ennesimo record nel quale l'Unione Sovietica anticip&ograve; l'altra superpotenza mondiale: gli Stati Uniti.<br />Evento nato e cavalcato con evidenti fini propagandistici, nel 2007, a 47 anni dal decollo, Valentina Tere&scaron;kova raccont&ograve; in un'intervista alcuni aneddoti del suo viaggio orbitale, tra dolori e malesseri perdurati per tutti i tre giorni del volo, errori di calcolo e un impatto con la terra tutt'altro che tranquillo e "rigirato" per le telecamere.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Fri, 16 Jun 2017 10:00:00 +0200</pubDate>
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<published>Fri, 16 Jun 2017 10:00:00 +0200</published>
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<title>L'inaugurazione di un'opera marittima immane: il Canale di Suez. </title>
<link>https://www.quov.it/it/l-inaugurazione-di-un-opera-marittima-immane-il-canale-di-suez</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/canale-di-suez,2282.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Un'opera marittima immane pensata e studiata per secoli, grazie all'intraprendenza del diplomatico francese Ferdinand de Lesseps arriv&ograve; a concretizzarsi, incrementando incredibilmente il traffico navale e il commercio con le zone dell'Africa Orientale, oltre ovviamente alla sua colonizzazione.</p>
<p>Il Canale di Suez, che arriv&ograve; a collegare il Mar Rosso con il Mar Mediterraneo, fu progettato <i>dall'ingegnere austriaco</i> <b>Luigi Negrelli</b> (nato in Trentino) per una lunghezza totale di 164km, una profondit&agrave; di 8m ed una larghezza di 53m. Nel corso degli anni il canale &egrave; stato pi&ugrave; volte modificato, fino all'implementazione pi&ugrave; radicale, quella dell'agosto 2015, che ha visto le dimensioni del passaggio raddoppiare, permettendo di aumentarne ancora le possibilit&agrave;.</p>
<p>Alla sua inaugurazione era presente anche l'imperatrice francese Eugenia de Montijo, e per l'occasione fu fatta comporre una marcia da Johann Strauss Jr. Era mercoled&igrave;&nbsp;<b>17 novembre 1869</b>.</p>
<p><br /> </p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 00:00:00 +0100</pubDate>
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<title>Trento è un’isola/18 morti nelle valli</title>
<link>https://www.quov.it/it/trento-e-un-isola-18-morti-nelle-valli</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/alluvione-trentino-1966,2418.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>&ldquo;<i><b>Trento &egrave; un&rsquo;isola/18 morti nelle valli</b></i>&rdquo;. <br />Questo il titolo del <i>quotidiano locale del Trentino</i> <b>L'Adige</b> uscito il <i>6 novembre 1966</i>, due giorni dopo la terribile alluvione che devast&ograve; le citt&agrave; di Firenze, Grosseto, Venezia e gran parte del Nordest italiano. <br />Il valore massimo di precipitazioni venne registrato in Val Cellina, Friuli (711 mm). Nella <i>Provincia di Trent</i>o invece il picco fu registrato a passo Cereda, in <i><b>Primiero</b></i>, con 485 mm <i>nelle giornate del 4 e 5 novembre (la media annuale &egrave; di circa 1500 mm</i>).</p>
<p><b><i>Nel solo Trentino si contarono 20 morti e 500 senzatetto nei 126 comuni colpiti da quasi 5.000 frane</i></b>.</p>
<p><i>Le zone pi&ugrave; colpite della provincia furono il <b>Primiero</b></i>, il <b><i>Tesino</i></b> e la <b><i>Val di Fiemme</i></b>.</p>
<p>Diversi i disastri che il maltempo provoc&ograve; soprattutto in ambito di&nbsp;viabilit&agrave;.<br />Tra i principali, nella zona di <b><i>Canal San Bovo </i></b>la distruzione dei <i>ponti sul Vanoi</i> (in foto) e sul Lozen,&nbsp; nel <b><i>Primiero</i></b>&nbsp;una <i>frana dal monte di Mezzano distrusse quasi met&agrave; di Mezzano, inoltre</i>&nbsp;<i>il torrente Cismon aveva spostato il ponte in localit&agrave; San Silvestro</i>. Venne interrotto, a causa di un'altra frana, anche il collegamento Sagron - Mis.</p>
<p>Moltissimi danni sub&igrave; anche la ferrovia della Valsugana: il ponte di Strigno fu asportato dalla piena.</p>
<p>Di seguito un interessante estratto dal numero 9-10 de "Il Trento" del 1966:<br /><i>&ldquo;L&rsquo;alveo del torrente &egrave; tre, cinque volte pi&ugrave; largo e case, strade e ponti sono saltati, come fuscelli. L&rsquo;alveo del Cismon, invece, &egrave; largo in un punto 170 metri: ha eroso tonnellate di terra e di sassi, ha annientato le campagne, ha portato via le segherie sul fondovalle, i masi, i depositi del fieno; poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;incubo delle frane, che piovono dappertutto ed isolano i piccoli centri di Zortea, Prade, Valline...&rdquo; &ldquo; Ai Masi di Imer circa cinquanta case erano sommerse dal fango che arrivava ad un&rsquo;altezza di tre metri; a Imer tre case erano state abbattute, e stessa sorte era toccata a parecchi masi, fienili e casolari sui costoni della montagna; a Mezzano il conoide di fango aumentava di ora in ora il pericolo e i danni, mentre gli abitanti stavano trascorrendo ore di incubo, nel tentativo di porsi in salvo e di recuperare qualche suppellettile; a Siror la massa d&rsquo;acqua aveva raso al suolo due case, alcune decine di autovetture erano state travolte; a Tonadico le case abbattute ammontavano ad otto, quelle danneggiate seriamente una ventina, la centrale elettrica era sommersa da ghiaia e sassi; a Pieve, fiumi di sassi, piante e ghiaia avevano invaso negozi e locali pubblici, entrando nella vecchia chiesa, a Fiera un albergo era stato sbrecciato, decine e decine di capi di bestiame affogati&rdquo;</i>.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 00:00:00 +0100</pubDate>
<lastBuildDate>Sun, 06 Nov 2016 00:00:00 +0100</lastBuildDate>
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<title>Henry Ford e la catena di montaggio</title>
<link>https://www.quov.it/it/henry-ford-e-la-catena-di-montaggio</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/catena-montaggio,2408.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Il <i>7 ottobre 1913</i>, a Dearborn, negli Stati Uniti, <b>Henry Ford</b> introduce <i>la catena di montaggio</i>.</p>
<p>Per la produzione delle sue automobili <b>Ford T</b>, vennero per la prima volta utilizzati dei nastri trasportatori, che portano con s&egrave; il principio della divisione dei ruoli degli operai.</p>
<p><i>Questo sistema, diede da subito cos&igrave; tanti vantaggi in termini di velocit&agrave; di produzione e abbattimento dei costi che venne ben presto adottato dalla stragrande maggioranza delle industrie dell'epoca</i>. Ci si accorse per&ograve; quasi immediatamente quanto questo influisse negativamente sulla salute psicologica degli operai, costretti ogni giorno a lavori esageratamente ripetitivi, e gli industriali, tra cui lo stesso Ford, provarono a contrastare il fenomeno introducendo nelle fabbriche dei presidi medici.</p>
<p>Celebre in questo senso &egrave; il film di <b>Charlie Chaplin <i>Tempi Moderni</i></b>, capolavoro del 1936, che racconta in maniera alquanto grottesca l'alienazione e l'estenuante stress che gli operai sono costretti a sopportare per guadagnarsi il pane.</p>
<p>Ad oggi, seppur con un notevole sgravo di lavoro ripetitivo affidato ai robot, la catena di montaggio, simbolo della moderna fabbrica e della moderna produzione di massa, con tutte le sue contraddizioni, &egrave; uno strumento imprescindibile e utilizzato pressoch&eacute; da ogni industria al mondo.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 00:00:00 +0200</pubDate>
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<title>Dalle carte da gioco... ai videogiochi</title>
<link>https://www.quov.it/it/dalle-carte-da-gioco-ai-videogiochi</link>
<description><![CDATA[<div><img src="https://www.quov.it/files/anteprima/800/nintendo,2612.jpg?WebbinsCacheCounter=1" /></div><p>Il <i>23 settembre 1889&nbsp;</i><b>Fusajiro Yamauchi</b> fonda un&rsquo;azienda che inizia a produrre carte da gioco: la <b>Nintendo</b>.</p>
<p>Inizialmente nei suoi due negozi - uno a Kyoto e l&rsquo;altro a Osaka - si vendevano le tradizionali <i>carte Hanafuda</i>, fabbricate usando la corteccia degli alberi di gelso. Negli anni '80 il suo mercato cambi&ograve; notevolmente con l'immissione sul mercato del NES: una nuova concezione dei videogiochi.</p>
<p>Da <i>Super Mario</i> ai <i>Pok&eacute;mon</i>, dal<i> Game Boy</i> al <i>Nintendo DS</i> l&rsquo;azienda nipponica &egrave; diventata sinonimo stesso di videogame.</p>]]></description>
<author>quov.it &lt;info@quov.it&gt;</author>
<category>News &amp; Blog</category>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 17:30:00 +0200</pubDate>
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