UniTrento - Come fermare islamofobia e discorsi d’odio online. Il progetto Hatemeter si presenta venerdì a Giurisprudenza

Wednesday 22 January 2020 h11:45


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Venerdì 24 gennaio saranno presentati i risultati del progetto europeo Hatemeter, coordinato dal gruppo di ricerca eCrime dell'Università di Trento, tra cui anche la piattaforma Hatemeter, sviluppata come strumento di monitoraggio, analisi e prevenzione. Si discuterà anche di nuove strategie per la lotta al fenomeno. L’appuntamento si terrà dalle 9 alle 13.30 al Palazzo di Giurisprudenza.

Islamofobia e discorsi d’odio dilagano, soprattutto in rete. A riferirlo è l’European Islamophobia Report del 2019, da cui emerge che i musulmani sono tra le prime vittime dell’hate speech in Europa.

Un aiuto per affrontare il fenomeno arriva dalla piattaforma sviluppata nell’ambito progetto europeo Hatemeter, coordinato dall'Università di Trento (nello specifico eCrime-Facoltà di Giurisprudenza con la collaborazione del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale). La piattaforma è stata pensata soprattutto per chi lavora nel settore dell’antidiscriminazione, a cominciare dalle organizzazioni non governative.

Strumento e risultati saranno presentati nella conferenza finale "Prevenire e contrastare l’islamofobia e i discorsi d’odio online: la piattaforma Hatemeter", che si terrà venerdì 24 gennaio dalle 9 nell'aula 1 del Palazzo di Giurisprudenza (Trento – Via Verdi, 53). Dopo una prima parte durante la quale saranno presentati i principali risultati e la piattaforma, verso le 11.15 inizierà la tavola rotonda sul tema “Nuove strategie per la lotta contro i discorsi d’odio online” che vedrà coinvolti esponenti dell’intelligence, del terzo settore, dell’accademia e dei media.

Il progetto europeo Hatemeter, coordinato dall'Università di Trento (nello specifico eCrime-Facoltà di Giurisprudenza con la collaborazione del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale), ha avuto come partner Fondazione Bruno Kessler, Teesside University (UK), University Toulouse1 Capitole (FR) e le tre organizzazioni non governative Amnesty International, Stop Hate UK (UK), Collectif contre l'islamophobie en France (FR). Le lingue di lavoro del progetto sono state italiano, inglese e francese. Durato 24 mesi, Hatemeter è stato finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea (2014-2020).

Il progetto Hatemeter (Hate speech tool for monitoring, analysing and tackling Anti-Muslim hatred online) mira a sistematizzare, aumentare e condividere la conoscenza sull'odio anti-musulmano online e ad aumentare l'efficienza e l'efficacia delle ONG nella prevenzione e nella lotta all'islamofobia a livello europeo.

Per questo i partner del progetto hanno sviluppato la piattaforma Hatemeter, uno strumento ICT che monitora e analizza automaticamente i dati di Internet e dei social media sull’odio anti-musulmano e che, grazie all’intelligenza artificiale e sempre in modo automatico, produce risposte e suggerimenti per supportare contro-narrative e campagne di sensibilizzazione. Il funzionamento della piattaforma si basa su una combinazione di linguaggio naturale, apprendimento automatico e analisi/visualizzazione di big data.

La piattaforma è stata validata attraverso sperimentazioni condotte in Italia, Francia e Regno Unito da circa duecento operatori e volontari delle tre ONG partner del progetto. La versione finale di Hatemeter è stata presentata lo scorso dicembre a Tolosa ad accademici e accademiche, ricercatori e ricercatrici, rappresentanti di ONG, funzionari e funzionarie e agenti di polizia provenienti dall’Unione europea per diffondere conoscenze, competenze e strumenti; ricevere una valutazione esterna su metodologia e piattaforma; raccogliere suggerimenti per prevenire e contrastare l’odio anti-musulmano online.

Il progetto è presentato e promosso anche attraverso un video di sensibilizzazione, disponibile su: https://youtu.be/2edbuGPJfp8 (video di ©Matteo Scotton) e da venerdì prossimo, ufficialmente, su sito del progetto: http://hatemeter.eu/

Tra le curiosità, il progetto ha visto come testimonial il musicista Roy Paci.

Ulteriori informazioni sul sito: http://hatemeter.eu

Ufficio Stampa - Università degli Studi di Trento

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