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La Giornata dell'Autonomia

A spasso nella storia trentina


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Karl Gruber e Alcide Degasperi sottoscrivono il 5 settembre 1946 l'accordo che prende il loro nome a tutela della minoranza di lingua tedesca in Sudtirolo.

L'Accordo di Parigi prevede all'art. 1 la completa eguaglianza di diritti degli "abitanti di lingua tedesca della provincia di Bolzano e di quelli dei vicini comuni bilingui della provincia di Trento rispetto agli abitanti di lingua italiana" nel quadro delle disposizioni speciali destinate a salvaguardare il carattere etnico e lo sviluppo culturale ed economico del gruppo di lingua tedesca. In particolare l'art. 1 garantisce ai cittadini di lingua tedesca l'insegnamento nella loro lingua materna, l'equiparazione della lingua tedesca alla lingua italiana nelle pubbliche amministrazioni, nella nomenclatura topografica bilingue, il ripristino dei nomi di famiglia tedeschi che siano stati italianizzati nonché la parità di diritti nell'accesso a pubblici uffici allo scopo di attuare una più soddisfacente distribuzione degli impieghi tra i gruppi etnici ("appropriate proportion of employment").

L'art. 2 riconosce "alle popolazioni delle zone sopradette l'esercizio di un potere legislativo ed esecutivo regionale autonomo", sancendo quindi la vera autonomia per la provincia di Bolzano e per "i vicini comuni bilingui della provincia di Trento". Allora facevano parte della provincia di Trento anche i vicini comuni bilingui della Bassa Atesina e della Valle di Non, ai quali, secondo l'interpretazione dei sudtirolesi, si faceva riferimento.

alla “Giornata dell’autonomia”, ricorrenza fondativa della nostra specialità, offrendo un proprio piccolo contributo destinato a ribadire la centralità dello strumento autonomistico, quale laboratorio di costante rinnovamento del territorio; quale incubatore dei valori solidaristici e quale veicolo di progresso e di civiltà.
Con l'art. 3 il Governo italiano s'impegna, previe consultazioni con il Governo austriaco, a rivedere il regime delle opzioni di cittadinanza, a concludere accordi per il reciproco riconoscimento dei titoli di studio, a facilitare il libero transito di passeggeri e merci nonché un più esteso traffico di frontiera.

A quel tempo, parti della popolazione del Tirolo e del Sudtirolo reagirono con grande delusione ai risultati delle trattative di Parigi ed a questo accordo, che indirettamente significava l'approvazione dell'annessione del Sudtirolo all'Italia.Solo la storia potrà giudicare se fu giusto o meno approvare questo accordo; certo è che l'Accordo di Parigi garantisce oggi l'autonomia amministrativa e legislativa, promuovendo la tutela delle minoranze e la collaborazione dei gruppi etnici. All'Accordo Degasperi-Gruber fa esplicito riferimento la cosidetta "quietanza liberatoria" alla base della quale nel giugno 1992 è stata dichiarata conclusa la vicenda della questione sudtirolese aperta davanti all'ONU nel 1960.

Si parla spesso di quanto l'Autonomia delle Province di Trento e Bolzano sia giusta oppure no...
Da una parte c'è chi la considera una "prevalenza" che non ha più senso d'esistere. Dall'altra chi la vede come una buona prassi da salvaguardare e, soprattutto estendere al resto delle regioni e province italiane.
Ma qual è l'origine di questo momento?

Di autonomia, dunque, si è potuto tornare a parlare solo alla fine della Seconda guerra mondiale. Atto fondamentale della rinascita dello spirito autonomista è la firma, il 5 settembre del 1946, dell’Accordo di Parigi, fra il trentino Alcide Degasperi, il maggiore statista che la nostra terra abbia espresso, il quale era nel frattempo divenuto capo del Governo italiano, e il ministro degli esteri austriaco Karl Gruber. L’accordo, nato anche grazie alla pressione esercitata dalla società civile, riconosceva la completa uguaglianza di diritti tra cittadini di lingua italiana e tedesca e concedeva ampie autonomie legislative ed esecutive al Trentino e all’Alto Adige, all’interno di un contesto che attribuiva però maggiori poteri alla Regione anziché alle due Province autonome.

Lo ricordiamo oggi, Giornata dell'Autonomia e cioè il 5 settembre del 1946 quando venne siglato il "famoso" testo "Degasperi Gruber" i due ministri degli esteri, rispettivamente italiano e austriaco, che il 5 settmbre del 1946 siglarono questo testo:
Una visione che per Degasperi è in realtà il proseguo di quanto fatto, negli anni passati nella Dieta di Vienna dove il suo impegno era quello di promuovere l'autonomia delle popolazioni italiane del Trentino nel quadro dell'Impero Austro ungarico.


Il Testo del patto, conosciuto anche come "Patto di Parigi". 
L'Autonomia speciale del Trentino (e del vicino Alto Adige/Südtirol, con il quale il Trentino forma la Regione autonoma Trentino Alto Adige) nasce dall'accordo italo-austriaco sottoscritto a Parigi il 5 settembre del 1946 dall'allora presidente del Consiglio italiano e ministro degli Esteri Alcide Degasperi e dal ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber. Successivamente il testo dello Statuto, approvato dall'Assemblea costituente italiana (incaricata di scrivere la Costituzione dell'Italia repubblicana e post-fascista), è diventato la legge costituzionale n. 5, promulgata il 26 febbraio del 1948.
I trentini e i sudtirolesi indicano solitamente questo Statuto come il primo Statuto di Autonomia, per distinguerlo dal secondo Statuto, che è del 1972.
Ma in realtà l'Autonomia di una terra di confine come il Trentino non può essere nata dall'oggi al domani né può essere solamente il frutto di un intervento legislativo (per quanto, come abbiamo visto, di rango costituzionale e derivante da un accordo di pace fra due Stati sovrani, sulle macerie di due guerre mondiali). Alle origini della nostra Autonomia vi è una storia secolare, fatta di vicende complesse, di tradizioni, di usi civici, di regole che le comunità si sono date e che hanno saputo gelosamente conservare a dispetto dei rivolgimenti politici e sociali. È da qui che nasce l'attitudine dei trentini ad autogovernarsi, a fare da sé: senza nessuna chiusura egoistica, peraltro, ma mantendendo sempre la capacità di dialogare con tutto ciò che sta al di fuori dei propri confini, dalle regioni limitrofe al Governo di Roma fino all'Unione europea.



1. Gli abitanti di lingua tedesca della provincia di Bolzano e quelli dei vicini comuni bilingui della provincia di Trento, godranno di completa eguaglianza di diritti rispetto agli abitanti di lingua italiana, nel quadro delle disposizioni speciali destinate a salvaguardare il carattere etnico e lo sviluppo culturale ed economico del gruppo di lingua tedesca.
In conformità ai provvedimenti legislativi già emanati od emanandi, ai cittadini di lingua tedesca sarà specialmente concesso:

a) l’insegnamento primario e secondario nella loro lingua materna;
b) l’uso, su di una base di parità, della lingua tedesca e della lingua italiana nelle pubbliche amministrazioni, nei documenti ufficiali, come pure nella nomenclatura topografica bilingue;
c) il diritto di ristabilire i nomi di famiglia tedeschi che siano stati italianizzati nel corso degli ultimi anni;
d) l’eguaglianza di diritti per l’ammissione a pubblici uffici, allo scopo di attuare una più soddisfacente distribuzione degli impieghi tra i due gruppi etnici.

2. Alle popolazioni delle zone sopraddette sarà concesso l’esercizio di un potere legislativo ed esecutivo autonomo, nell’ambito delle zone stesse. Il quadro nel quale detta autonomia sarà applicata sarà determinato, consultando anche elementi locali rappresentanti la popolazione di lingua tedesca. 3. Il Governo italiano, allo scopo di stabilire relazioni di buon vicinato tra l’Austria e l’Italia, s’impegna, dopo essersi consultato con il Governo austriaco, ed entro un anno dalla firma del presente Trattato:

a) a rivedere, in uno spirito di equità e di comprensione, il regime delle opzioni di cittadinanza, quale risulta dagli accordi Hitler-Mussolini del 1939;
b) a concludere un accordo per il reciproco riconoscimento della validità di alcuni titoli di studio e diplomi universitari;
c) ad approntare una convenzione per il libero transito dei passeggeri e delle merci tra il Tirolo settentrionale e il Tirolo orientale, sia per ferrovia che, nella misura più larga possibile, per strada;
d) a concludere accordi speciali tendenti a facilitare un più esteso traffico di frontiera e scambi locali di determinati quantitativi di prodotti e di merci tipiche tra l’Austria e l’Italia.

Il testo dell'Accordo - http://www.regione.taa.it/codice/accordo.aspx
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